In fondo agli spazi dell’Arsenale, il Giardino delle Vergini di Piet Oudolf offre uno scorcio inedito sugli edifici dei cantieri navali e dei magazzini marittimi che fanno capolino, in parte nascosti, dalla folta vegetazione. “Delicato e impressionistico nella sua accurata orchestrazione”, secondo la giuria che gli ha conferito una menzione d’onore, il paesaggista olandese, fondatore del movimento New Perennial, ha creato al centro della vegetazione selvatica (che ha lasciato intatta) un nuovo ampio giardino, scegliendo piante dalla fioritura tarda e accostando con grande cura foglie, fiori e steli. È un invito alla sosta oltre che una riuscita traduzione in termini paesaggistici del tema della Biennale. ES
Giardino delle Vergini, Piet Oudolf / Arsenale
In fondo agli spazi dell’Arsenale, il Giardino delle Vergini di Piet Oudolf offre uno scorcio inedito sugli edifici dei cantieri navali e dei magazzini marittimi che fanno capolino, in parte nascosti, dalla folta vegetazione. “Delicato e impressionistico nella sua accurata orchestrazione”, secondo la giuria che gli ha conferito una menzione d’onore, il paesaggista olandese, fondatore del movimento New Perennial, ha creato al centro della vegetazione selvatica (che ha lasciato intatta) un nuovo ampio giardino, scegliendo piante dalla fioritura tarda e accostando con grande cura foglie, fiori e steli. È un invito alla sosta oltre che una riuscita traduzione in termini paesaggistici del tema della Biennale. ES
