Un linguaggio comune

Il calcolo e il pensiero computazionale possono essere utilizzati come un idioma mediante il quale facilitare forme di comunicazione e collaborazione tra discipline diverse.

Leggi l’articolo completo sulla Innovation issue di Domus, in allegato con il numero di marzo 2018.

Negli ultimi anni, la ricerca interdisciplinare sta suscitando un interesse sempre maggiore grazie alla sua capacità di risolvere creativamente problemi complessi attraverso l’integrazione di prospettive diverse. Da una parte, la convergenza epistemologica è resa più difficile dai diversi linguaggi, scale di valore e schemi di riferimento utilizzati nei singoli settori. Dall’altra, oggi il calcolo e il pensiero computazionale stanno diventando un linguaggio comune in campi diversi, un idioma che può agevolare nuove forme di comunicazione e collaborazione. In quest’ottica, molte delle nostre ricerche accademiche e applicate studiano l’integrazione delle competenze architettoniche, strutturali e ambientali per creare progetti unici, efficienti e inediti. Una delle nostre attuali linee di ricerca indaga le conoscenze artigianali del periodo precedente la rivoluzione industriale, alla luce della separazione tra architettura e ingegneria avvenuta in quegli anni, per riscoprire e sviluppare la conoscenza della progettazione integrata in relazione alle nuove tecnologie.

Img.1 L’obiettivo della ricerca – dei quali il padiglione e il tavolo (qui sotto) sono il risultato – è implementare l’utilizzo della progettazione computazionale e della produzione additiva multi-materiale per definire nuovi concept per l’architettura e il design.
Img.2 L’obiettivo della ricerca – dei quali il padiglione e il tavolo (qui sotto) sono il risultato – è implementare l’utilizzo della progettazione computazionale e della produzione additiva multi-materiale per definire nuovi concept per l’architettura e il design.
Img.3 L’obiettivo della ricerca – dei quali il padiglione e il tavolo (qui sotto) sono il risultato – è implementare l’utilizzo della progettazione computazionale e della produzione additiva multi-materiale per definire nuovi concept per l’architettura e il design.
Img.4 L’obiettivo della ricerca – dei quali il padiglione e il tavolo (qui sotto) sono il risultato – è implementare l’utilizzo della progettazione computazionale e della produzione additiva multi-materiale per definire nuovi concept per l’architettura e il design.
Img.5 Harvard Graduate School of Design, struttura di un padiglione realizzato con stampa 3D
Img.6 Harvard Graduate School of Design, struttura di un padiglione realizzato con stampa 3D
Img.7 Harvard Graduate School of Design, struttura di un padiglione realizzato con stampa 3D

Questo approccio è stato adottato in un progetto di ricerca, condotto in collaborazione con il settore dell’ingegneria meccanica, sui montaggi a incastro in legno. I giunti a incastro possono essere visti come un principio di progettazione volto a unire componenti strutturali senza elementi di fissaggio, utilizzando in modo creativo geometrie e materiali. L’uso di componenti in legno a incastro richiede l’integrazione di conoscenza di materiale, prestazioni strutturali, tecnologia di fabbricazione, processi di assemblaggio ed espressione estetica. Questo metodo di lavoro è in netto contrasto con quello adottato nella carpenteria in legno, che utilizza collanti o giunti metallici e per il quale ogni funzione tende a essere concettualmente e fisicamente separata. I giunti a incastro, spesso utilizzati nelle tradizionali strutture in legno, prevedono un enorme bagaglio di conoscenze dei materiali nonché cura e perfezione nella manifattura. Il numero di costruzioni che utilizzano tali sistemi di giunzione è oggi limitato.