Milano Design Week

Salone del Mobile e Fuorisalone 2026


Tutto quello che c’è da sapere sul Fuorisalone 2026

Distretti, mostre, installazioni e nuove piattaforme digitali: la guida completa al Fuorisalone 2026, tra conferme, espansioni fuori Milano e nuovi strumenti per orientarsi nella settimana del design più affollata del mondo.

Cambia sempre più rapidamente il contesto in cui produciamo e consumiamo contenuti, e con il 2026 cambia anche la geografia di un evento come il Fuorisalone, che quest’anno ha come tema “Essere progetto”. Ma attenzione: non è tanto una questione di nuove zone che si attivano o si spengono nel perimetro di Milano – il solito gioco del who is in, who is out. È piuttosto la pressione stessa sui grandi eventi come la Milano Design Week a modificarsi: il modo in cui li usiamo e li attraversiamo, più che il volume di contenuti messi in campo, cresciuto enormemente negli anni post-pandemia.

Quindi: poche e selezionate novità in termini di location milanesi, nuovi strumenti per navigare quella che ormai è una rete fluviale – fiumi di persone, il più delle volte – e l’ingresso nel sistema di epicentri fuori città, ma fuori per davvero, in province e regioni diverse.

Tortona Design Week

Il Fuorisalone Passport: un “passaporto” per risparmiare tempo

La novità annunciata di questa edizione 2026 è il Fuorisalone Passport. Lo abbiamo rilevato sempre più negli ultimi anni: la cifra identitaria della Week sono diventate le code e abbiamo già assistito a tentativi isolati di istituire biglietti a pagamento per affrontare il problema (ovviamente ci riferiamo ad Alcova). Passport è invece una web app “salva-tempo” (non saltacoda) che permette di accedere a un gruppo di eventi selezionati tramite un QR code, riducendo le registrazioni ripetute e puntando a rendere più controllata la raccolta dei dati d’accesso tanto per gli organizzatori quanto per gli utenti. 

Drop City 2025 © francesca iovene

Sono ormai più di 20 anni, infatti, che Fuorisalone opera come piattaforma, aggregatore di occasioni e di persone, con una presenza editoriale articolata tra un magazine online, una Design Guide, la Milano Design Agenda attiva tutto l’anno e i canali social. E la sua missione si estende a una dimensione trasversale di osservatorio sul design fondato su volumi di dati ogni anno più grandi (nel 2025 gli eventi coperti sono stati più di 1000).
Dalla prima edizione del 2003, e dalla prima era digitale continua poi a rinnovarsi il progetto degli E.reporters, studenti che documentano il Fuorisalone in immagini e video. Da un anno Google Arts ha aperto una sezione dedicata alla storia dell’evento, creando un archivio di oltre 300.000 immagini e una nuova articolazione della geografia del Fuorisalone.

Fuori Milano: mostre e collaborazioni

Ci chiedevamo qualche anno fa dove scappare dalla Milano Design Week restando a Milano in caso di sovraccarico mentale da evento; questa volta è il Fuorisalone a guardare fuori Milano con le sue collaborazioni. La scala può essere quella internazionale, confermata dal progetto Osaka Design Week nato dall’accordo con la città giapponese gemellata da 45 anni, ma lì si va a fine settembre.


Nel raggio della settimana milanese, invece, e in quello di una gita della giornata, ci sono la mostra “0-99. Design per gioco” dal 10 aprile nel barocco Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno, dedicata ai giochi, dai Risiko a scala umana fino alle scacchiere di Gianfranco Frattini; o la mostra monografica “Davide Groppi. Un’ora di luce”, dal 26 marzo presso Volumnia a Piacenza, dedicata a 38 anni di un nome centrale per il design dell’illuminazione italiano. O ancora, la possibilità di includere anche Torino – 35 minuti di treno da Rho FieraMilano – nell’atlante delle possibili accomodation con MiTo Design Connections.

I distretti della Milano Design Week

Immancabile la parata dei toponimi ormai diventati pilastri della Design Week, che è poi quello che tutti aspettano: who is in, who is out. Il 2026 è un anno di sostanziali conferme, con l’eccezione del cluster Superstudio che moltiplica le sue location.

Metamorphosis in Motion, MoscaPartners Variations 2026, Palazzo Litta, Milano. Courtesy Lina Ghotmeh

Ritorna la Tortona Design Week con Tortona Rocks, ritornano Base Milano, il Porta Venezia Design District – che evoca Tomás Maldonado nel darsi un tema che dialoga tra memoria e possibilità – e il Durini Design District con il pantheon dei suoi showroom iconici. Ci sono le 5vie che ci avvicinano ai Qualia, le qualità soggettive dell’esperienza, il modo che ciascuno ha di percepire un colore o un sapore; si conferma la presenza di zona Sarpi; e c’è Brera a creare la consueta galassia nella galassia in centro città.

Brera Design District e la Brera Design Week

Anche Brera Design District è presenza continuativa lungo l’anno come piattaforma di comunicazione fatta di magazine online, agenda, guida e canali social dedicati a un cluster di luoghi e id nomi celebri nel mondo, e anche per il 2026 accende la Milano del Fuorisalone con la Brera Design Week, un programma-progetto che conta oltre 200 eventi confermati, tra cui 9 nuove aperture, 217 design showroom permanenti e 89 espositori temporanei. Si attiva il tessuto espositivo del quartiere ma anche anche location extra come il Palazzo Moscova con l’installazione di Numero Cromatico di glo™ for art, e la Mediateca Santa Teresa con Yinka Ilori per Veuve Cliquot. 

Brera Design Week. Foto Chiara Venegoni

Il Brera Design Apartment allestito per l’edizione 2025 da ZanellatoBortotto resta invece l’epicentro del sistema con incontri, appuntamenti e occasioni deddicate agli addetti ai lavori, mentre la partnership con l’hotel Casa Brera, darà vita a un pop-up store, e anche all’occasione di un tour privato di cinque abitazioni private di design nel cuore di Brera: la Casa Museo Molinaro Colombari, C&C, l’Appartamento Brera Design District, la Casa Museo Boschi Di Stefano e la Casa Gregotti.

Tortona Rocks

Torna per l’undicesima edizione quella che più che un distretto, è una piattaforma curatoriale diffusa, più che un distretto, che trasforma l’area le vie Tortona, Savona e Bergognone, e si allontana dalla dimensione espositiva tradizionale per assumere una natura processuale, tra installazioni, ricerca e collaborazioni trasversali: lo esplicita il tema 2026, Design to Change Everything, il progetto come esperienza “ribelle” capace di incidere sul presente.
Opificio 31 è il fulcro del sistema, dove si concentrano alcuni degli interventi più rilevanti come l’ambiente immersivo di Iqos con Devialet, che traduce suono e interazione in paesaggio dinamico o il laboratorio AI-DADA di Swatch, che rende il pubblico parte attiva del processo creativo. Tra i contributi dei tanti brand che danno forma alla galassia dell’ambiente domestico, tra industria e cultura pop, spiccano anche gli omaggi come quello di Italdesign alla Honda NSX e quello di Nicholas Ballario a Damien Hirst e Vedovamazzei in “Pool: ti sblocco un ricordo”.

Superstudio si moltiplica

Per il 2026 Superstudio Design abbandona l’idea del district, e distribuisce un panorama di 70 progetti, 91 brand, 88 designer da 4 continenti su 3 diverse location.

Lo storico Superstudio Più in Tortona ospita SuperNova, che circonda la mostra “Moooi 25 & Promising” firmata da Marcel Wanders – con un paesaggio di presenze come le collaborazioni di rappresentanze nazionali, le “case del cuore” di Design Association con firme come Toyo Ito, Kazuyo Sejima e Sou Fujimoto, un bistrot progettato da Paola Navone – Otto Studio, una ibridazione di arte e design tra gli specchi d’autore di “Mirrors” e Re:Circle sul tetto.

SuperPlayground – Graphic Days. Courtesy SuperStudio Design

In Barona, SuperstudioMaxi è il luogo di Supercity – 15 progetti in uno spazio senza soluzione di continuità, che immaginano una città ideale multiculturale a partire dalle case virtuali della mostra TheCity – e della collaborazione con la ICFF – International Contemporary Furniture Fair di New York.
Una fabbrica dismessa in Bovisa diventa invece il Supertudio Village, casa di Superplayground, dove si incontrano il decennale del festival torinese Graphic Days, le nuove proposte di una open call che ha riunito 33 progetti da oltre 30 nazioni, e un programma che si estende anche alla sera, con musica e una serata speciale.

Le installazioni e gli eventi da non perdere

Altri ancora i nomi che concentrano l’attenzione. Possiamo citarne alcuni come Alcova, il cluster del collectible che dopo il suo détour nell’hinterland rientra in città dividendosi tra il già visitato Ospedale Militare di Baggio e la Villa Pestarini di Franco Albini, o Casa Bagatti Valsecchi che ospiterà il progetto collettivo di design bulgaro Dopir.

La quarta edizione del progetto Convey di Simple Flair gioca un takeover di un’intera palazzina razionalista poco distante dalla Torre Velasca, mentre Spazio Maiocchi, vicino alla confermata Capsule Plaza, ospiterà quest’anno Ikea, che si tufferà nei rituali del cucinare e dello stare insieme, in dialogo con il concetto di Design Democratico.

L'Appartamento by Artemest. The Living Room by Mawd Sketch

MoscaPartners Variations torna a Palazzo Litta orbitando alla Metamorphosis in Motion di Lina Ghotmeh nel Cortile d’Onore, mentre poco distante Triennale Milano con le sue mostre celebra tra gli altri Edward Barber e Jay Osgerby, Lella e Massimo Vignelli ed Ettore Sottsass. Non distante da Zona Sarpi, ADI Design Museum presenterà la mostra del XXIX Compasso d’Oro, la personale della designer giapponese Haruka Misawa e un’installazione di Mario Botta ispirata a Le Corbusier.

Hydro a Capsule Plaza 2025. Courtesy Capsule

Al Nilufar Depot infine si esplora l’hospitality con il Nilufar Grand Hotel, con installazioni e lavori di david/nicolas, Allegra Hicks e Andrea Mancuso, mentre da Nilufar Spiga arriva La Casa Magica di Valentina Ciuffi (Studio Vedèt) allestita da Space Caviar.

Se si vuole tentare la sorte dei grandi blockbuster installativi urbani, si tratterà di dirigersi verso Porta Nuova con Blooming Imperfections di Andrea Olivari, oppure al Castello Sforzesco per vivere il processo creativo come un attraversamento nell’esperienza Albori firmata da Stark.

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