The North Face, o come più semplicemente diciamo spesso in Italia North Face, è un brand con due anime. Da un lato c’è la vocazione originaria, quella della montagna e dell’impresa in alta quota. Oggi North Face veste atleti che scalano alcune delle cime più alte e inospitali del pianeta, come il K2: un contesto estremo in cui ciò che indossi, ciò che porti ai piedi o sulle spalle, può fare la differenza tra una missione riuscita e un fallimento. E, non di rado, tra la vita e la morte. Dall’altro lato c’è una vocazione altrettanto evidente, ma di segno opposto: quella urbana, lifestyle. North Face è uno dei marchi outdoor più diffusi al mondo, presenza costante nelle grandi città globali. Le sue giacche e i suoi zaini attraversano stazioni, aeroporti, metropolitane; le duffel bag con il marchio sono ormai un oggetto familiare su treni e voli intercontinentali.
North Face fa scendere la sua collezione più tecnica dal K2 alla città: è uguale, ma tutta nera
Con la Summit Series Advanced Mountain Kit Black Edition, The North Face porta in città lo stesso sistema progettato per l’alta quota: stessa tecnologia, stessa radicalità. Un solo gesto cromatico, che però cambia tutto.
Courtesy The North Face
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- Alessandro Scarano
- 21 gennaio 2026
È una tensione che Jacob Frisk, Creative Director EMEA di The North Face, riconosce apertamente. Per Frisk, però, non si tratta di scegliere quale delle due anime privilegiare, ma di restare fedeli a una sola direzione: “la cosa più importante è rimanere chi sei come brand. Non puoi provare a essere qualcun altro: siamo noi, e sono le persone a adattarsi a questo”.
È da questa posizione — non conciliante, ma dichiarata — che prende forma la nuova collezione: una collezione che, con un gesto apparentemente semplicissimo, colora di nero la linea più tecnica di North Face e costruisce un’operazione sorprendentemente potente.
Il gesto radicale: non cambiare nulla, cambiando tutto
La collezione si chiama Summit Series Advanced Mountain Kit Black Edition e il suo gesto fondativo è quasi disarmante. Non introduce nuove funzioni, non semplifica la tecnica, non adatta il prodotto alla città. Cambia solo il colore. Come chiarisce Frisk, “non abbiamo cambiato nulla se non il colore. Tutte le tecnologie sono esattamente le stesse”. Il sistema resta identico in ogni sua parte: “è l’intero layering, dallo strato base fino alla grande giacca in piuma”.
Non abbiamo cambiato nulla se non il colore. Tutte le tecnologie sono esattamente le stesse.
Jacob Frisk, Creative Director EMEA, The North Face
Frisk insiste su questo punto perché è lì che si gioca la radicalità dell’operazione: “non abbiamo preso un singolo capo per dire ‘questo è per la città’. Abbiamo portato tutta la collezione”. Nessuna semplificazione, nessuna concessione. Solo un gesto cromatico.
Dal K2 alla città, senza mediazioni
L’Advanced Mountain Kit nasce per un contesto preciso: l’alpinismo estremo. Non per la città, non per la moda. “Tutto quello che vedi qui è progettato dagli atleti”, spiega Frisk, “partendo da ciò che serve davvero per scalare il K2”.
In montagna questi indumenti e questi accessori hanno una funzione vitale. Proteggono dal freddo, dall’umidità, dal vento; devono essere leggeri, comprimibili, affidabili. In città, quella stessa intensità funzionale diventa eccesso. Ed è proprio questo eccesso a produrre senso: non perché serva, ma perché esiste. Il contesto cambia, il prodotto no. “Questo non è lifestyle”, ribadisce Frisk, “è pura tecnica”. Ed è proprio per questo che, paradossalmente, funziona anche altrove.
Is this gorpcore?
È inevitabile leggere questa operazione anche alla luce del gorpcore, l’estetica che ha normalizzato l’uso di capi tecnici nello spazio urbano. Ma la Black Edition si colloca in una posizione laterale rispetto al trend. Non c’è ironia, non c’è sovrapposizione di codici, non c’è gioco stilistico. La tecnica non viene citata, viene esibita nella sua forma più pura. “I prodotti tecnici parlano di longevità”, osserva Frisk, “non di tendenze che cambiano continuamente”. Per questo, aggiunge, “non seguono la moda”.
Courtesy The North Face
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Più che inseguire il gorpcore, questa collezione ne rappresenta la dimostrazione definitiva: la tecnica funziona in città non perché è di moda, ma perché non lo è.
Il nero come dispositivo culturale
In alta quota il colore è un elemento di sicurezza: serve a essere visibili, a segnalare una presenza, a emergere nel paesaggio. Il nero fa l’opposto. Assorbe, compatta, sottrae. “Il nero è l’unico dettaglio che rende il prodotto più urbano”, riconosce Frisk. Ma avvicinandosi ai capi, la tecnicità resta evidente: “quando li tocchi, quando li senti, capisci subito che ogni pezzo è più di un capo d’abbigliamento: è un’innovazione”.
La cosa più importante è rimanere chi sei come brand. Non puoi provare a essere qualcun altro: siamo noi, e sono le persone a adattarsi a questo.
Jacob Frisk
Il risultato non è una giacca “da città”, ma un prodotto che porta con sé l’immaginario dei seimila metri anche quando viene indossato altrove.
Fidarsi del proprio Dna
Un altro elemento chiave dell’operazione è ciò che non c’è. Nessuna collaborazione, nessun marchio esterno, nessuna scorciatoia per dialogare con un pubblico diverso. “Di solito usiamo le collaborazioni per flirtare con un’altra audience”, racconta Frisk. “Qui non lo abbiamo fatto”. È una scelta che parla di fiducia. “È un grande passo per noi”, dice, “perché significa fidarci davvero di chi siamo come brand”. Non cercare di essere altro, ma restare radicalmente se stessi.
Una collezione per i “common people”
Secondo Frisk, questa mossa non è isolata, ma destinata a lasciare un segno: “credo che questo orienterà il futuro del brand”. Non perché allarghi il perimetro di North Face, ma perché lo rende più leggibile.
E qui la doppia anima torna, chiudendo il cerchio. Per Frisk non c’è contraddizione tra montagna e città, ma una sola direzione possibile: “noi restiamo quello che siamo. Non costruiamo prodotti per adattarci a un contesto: è il contesto che, se vuole, si adatta a noi”.
In montagna questi capi possono salvare la vita. In città non servono — ed è proprio questo il punto. La Summit Series Advanced Mountain Kit Black Edition è la collezione con cui si scala il K2, resa improvvisamente abitabile dai “common people”. Non perché sia stata semplificata, ma perché il prodotto resta identico.
È cambiato il contesto. E il colore. Ma tutto il resto è ancora, semplicemente, North Face.
Tutte le immagini: Summit Series Advanced Mountain Kit Black Edition. Courtesy The North Face