Il paesaggio come forma di riflessione, come porta d’accesso a un’esperienza fatta di percezioni e sintonie discrete. Le immagini di Luigi Ghirri compongono una cartografia di luoghi su cui misurare la nostra presenza nel mondo, parlano a chi le osserva con lo stesso linguaggio sottile ma solido del suono — qualcosa che modifica il modo con cui l’occhio impara a posarsi sulle cose. Da fine aprile 2026 fino a febbraio 2027, nell’ambito della XXI edizione del festival Fotografia Europea, Palazzo dei Musei di Reggio Emilia sceglie di omaggiare con una mostra questa “misteriosa parentela” che ha affascinato e ispirato il noto fotografo nella costruzione del suo linguaggio visivo, ma a cui raramente è stato dato spazio a livello istituzionale.
Intitolata in riferimento a Bob Dylan “A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori”, a cura di Ilaria Campioli, Andrea Tinterri e con la curatela musicale di Giulia Cavaliere, l’esposizione nasce all’interno della sezione fotografica permanente dedicata a Ghirri nel museo cittadino, inaugurata nel 2021 con un riallestimento firmato dall’architetto Italo Rota. Pensato come un ambiente plastico, votato alla partecipazione attiva del pubblico e allo sviluppo del pensiero critico, questo piano del museo accoglie ogni anno nuovi progetti che rileggono la produzione dell’autore attraverso prospettive contemporanee inedite, approfondendone la comprensione grazie a una collaborazione sinergica tra il Comune di Reggio Emilia, i Musei Civici, la Fototeca della Biblioteca Panizzi e la Fondazione Luigi Ghirri.
Dal rapporto tra suono e immagine prende forma un allestimento articolato in tre nuclei distinti. Il primo si compone di un corridoio di scatti incentrati sulla presenza fisica della musica nel mondo: interni di teatri, juke-box isolati e graffiti sui muri di strumenti musicali, fotografie che non documentano concerti né performance, ma colgono il suono come sedimento culturale e traccia storica. Il secondo nucleo, invece, si sofferma sui legami diretti tra Ghirri e il mondo della musica italiana, sulle amicizie e i sodalizi con Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni e il gruppo CCCP – Fedeli alla linea, raccontati attraverso materiali inediti e il lavoro di Paola Borgonzoni, compagna di vita e protagonista di numerosi progetti editoriali e delle copertine discografiche realizzate negli anni, a cui è dedicato un focus anche nella sala ottagonale del Teatro Valli.
Il terzo capitolo — intitolato Oltre quei monti il mare — si sposta su un terreno più sperimentale, affidato all'intervento site-specific del musicista, produttore e compositore Iosonouncane. Il progetto artistico del cantautore vuole mettere in relazione “l’ecologia dello sguardo” di Ghirri con “l’ecologia acustica” del teorico canadese Raymond Murray Schafer, padre del concetto di soundscape: due sensibilità che, senza conoscersi, negli stessi decenni del Novecento si interrogavano sulle stesse questioni cruciali – la difficoltà crescente di percepire il mondo in un ambiente sempre più saturo.
Ad accompagnare questo percorso introspettivo e personale, imperniato sulla ricerca archivistica e sul pensiero critico, sono i contenuti audio originali di Giulia Cavaliere, che invitano a fruire della mostra non solo con lo sguardo, ma anche con l’ascolto. Dialoghi, interviste e approfondimenti che propongono quindi un intreccio sensoriale totale, per riconoscere nel paesaggio sonoro un’ossatura imprescindibile nella formazione di un’identità fotografica fatta di relazioni nel qui e ora.
Mostra: A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori Curata da: Ilaria Campioli, Andrea Tinterri e Giulia Cavaliere Dove: Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italia Date: dal 30 aprile 2026 al 28 febbraio 2027
Immagine di apertura: Luigi Ghirri, Porto Recanati, 1984 © Eredi Luigi Ghirri
