Quella in arrivo sarà una annata piena di fantascienza e di revisione degli stereotipi di genere – ma in fondo anche di mostri. Tra i film e le serie che vale più la pena attendere per il 2026 ce ne sono diversi, almeno tra i più grandi, che sono storie originali (cosa non scontata) e che volentieri sconfinano nel fantastico e nella fantascienza, cercando strade nuove. Qualcuno torna indietro ai miti greci, qualcuno va avanti fino a incontrare gli alieni, altri invece tirano fuori i mostri classici.
Le serie tv e i film più attesi del 2026
Un romanzo di Emily Brontë riletto dalla regista di Saltburn, il nuovo film sugli alieni di Spielberg, Tom Cruise nella dark comedy di Iñárritu e Nolan che, dopo anni, affronta finalmente l’Odissea: sono solo alcune delle cose che vedremo quest’anno.
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Cime Tempestose di Emerald Fennell
In teoria è la vesione classica e in costume del romanzo di Emily Brontë; nella pratica è la prima versione di un grande classico della letteratura romantica femminile, girato e scritto da un’autrice apertamente femminista (quella di Una donna promettente e Saltburn) in un’epoca di revisione di ruoli. La cosa si vede già solo dal casting: la protagonista, Margot Robbie è più adulta (di sette anni), nota e produttivamente potente del protagonista maschile (Jacob Elordi).
Project Hail Mary! di Chris Miller e Phil Lord
Possibilmente il film di fantascienza dell’anno. Si basa sul romanzo di Andy Weir, già autore di The Martian, ed è diretto da Phil Lord e Chris Miller, il duo dietro gli Spider‑Man animati di nuova generazione e i due film The Lego Movie. Il protagonista è Ryan Gosling. È la storia di un uomo comune, uno scienziato ben poco avventuroso, che viene mandato nello spazio alla disperata ricerca di un pianeta abitabile per la razza umana e che nel viaggio incontra un alieno con la medesima missione.
Hope di Na Hong-jin
Dal regista del clamoroso The Wailing arriva una storia coreana con anche attori hollywoodiani (Alicia Vikander e Michael Fassbender) su un piccolo villaggio gettato nel caos dall’avvistamento di una tigre. Sembra una semplice crisi locale, ma piano piano diventa più misteriosa e destabilizzante. I misteri e le stranezze del cinema coreano sono una delle cose migliori del cinema della nostra epoca, e Na Hong‑jin (regista e sceneggiatore) è uno di quelli da tenere d’occhio.
Il nuovo film di Steven Spielberg
Non si conosce nemmeno il titolo al momento, ma è una delle cose più attese in assoluto: un nuovo film di Spielberg di fantascienza. Il tema principale dovrebbero essere gli alieni e il segreto che li circonda; la storia l’ha creata Spielberg stesso e la sceneggiatura l’ha scritta David Koepp (i due insieme hanno fatto Jurassic Park). La segretezza è di quelle necessarie per promuovere film originali, puntando sull’evento in sé. E in effetti un nuovo film di Spielberg sugli alieni un po’ un evento lo è.
Judy di Alejandro Iñárritu
Qui l’aspettativa è alta perché si tratta di una commedia nera del regista di Birdman con Tom Cruise protagonista. Sono almeno due decenni che Cruise ha rinunciato al cinema d’autore, dopo una carriera intera passata a cercare di vincere l’Oscar, e si è dedicato a fare solo cinema disimpegnato per incassare più di tutti. Questo film sembra il ritorno a un cinema recitato davvero, impegnativo e umano, tutto con lo stesso regista che è riuscito a far vincere un Oscar a Leonardo Di Caprio. Judy è la storia dell’uomo più potente del mondo che per errore fa scattare una catastrofe e deve diventare il salvatore del pianeta.
La sposa! di Maggie Gyllenhaal
La moglie di Frankenstein fu il primo sequel di Frankenstein, nel 1935. Un’era completamente diversa da oggi, in cui i sequel potevano essere film completamente diversi. Quel personaggio era al limite della commedia e aveva poco spazio nel film, nonostante fosse nel titolo; Maggie Gyllenhaal ne ha fatto qualcosa di completamente diverso e ha creato una versione di Frankenstein e della donna che lui pretende venga creata per lui: fumettosa, moderna e cittadina, una storia di mostri e, chiaramente, una storia di donne in mondi di uomini.
Dune: parte tre di Denis Villeneuve
Il terzo Dune dopo diverse esitazioni si fa e lo sta girando Denis Villeneuve, che fin dall’inizio dei lavori per il primo film aveva sempre detto di avere in progetto di fare una trilogia dal ciclo di romanzi di Frank Herbert. Tornano tutti gli attori dei primi due per raccontare la storia di come Paul Atreides, il messia, viva il peso di quel ruolo e debba essere abbattuto perché il mondo migliori e il suo casato possa continuare a regnare.
Le cronache di Narnia: il nipote del mago
Dopo una trilogia di film che hanno adattato alcuni dei romanzi di Le cronache di Narnia, arriva ora la versione che Netflix ha affidato a Greta Gerwig, la regista di Barbie. E come Barbie è di nuovo un film molto grande, che fa quello che si definisce “high fantasy”, cioè il fantasy su scala molto grande ed epica. È una produzione così grande che Gerwig ha preteso la distribuzione convenzionale in cinema, cosa che fino a ora Netflix non aveva concesso ancora a nessuno.
Werewulf di Robert Eggers
Dopo Nosferatu Robert Eggers continua ad esplorare la mitologia cinematografica dei mostri tradizionali, con un film in costume sull’uomo lupo. E lo fa con Sjón alla scrittura, il romanziere islandese già collaboratore ai testi di Björk con cui Eggers aveva fatto The Northman. Non si sa ancora nulla della trama o di quale taglio potrebbe avere la storia, ma è chiaro, visti i nomi coinvolti, che sarà qualcosa di estremamente concreto e tradizionale. In quale senso possa essere “tradizionale” invece è ancora da capire.
L’odissea di Christopher Nolan
Il grande film di Christopher Nolan che viene promosso da circa un anno. La storia di Ulisse con i corretti riferimenti temporali, piena di star e raccontata come una grande epica della fuga da una prigione che è il mare. È la prima volta che Christopher Nolan approccia qualcosa di così classico e tradizionale, di così poco futuristico o tecnologico, e sarà molto interessante capire se andrà dalle parti di Dunkirk o troverà un modo di rendere l’Odissea una storia nello stile di Inception e Interstellar, in cui il tempo è il vero nemico.
Blade Runner 2099
C’è ovviamente la lunga mano di Ridley Scott dietro il primo progetto seriale di Blade Runner, una serie ambientata in quel mondo futuro (altri 50 anni dopo Blade Runner 2049) con replicanti in fuga e cacciatori di replicanti alla fine della propria vita, uniti insieme alla scoperta di alcune questioni relative alla città in cui vivono. Se Blade Runner è sempre stata la versione di fantascienza di un noir, questo sembra la versione di fantascienza di un hard‑boiled.
A Knight of the Seven Kingdoms
Ci sono dei Targaryen anche in questo secondo spin‑off di Il trono di spade dopo House of the Dragon. Viene da una novella scritta da George R. R. Martin e segue un cavaliere e il suo scudiero. Tutto è ambientato circa 90 anni prima degli eventi de Il trono di spade e, se ci dobbiamo basare sulle novelle, sono storie di avventure di un cavaliere appena promosso tale dal suo status di scudiero.
His & Hers
Un detective e una giornalista sono sulle tracce del medesimo caso in una piccola cittadina. Il problema non è solo che cominciano a conoscersi, ma anche che scoprono di avere una conoscenza in comune e che questa è uno dei sospettati. Una questione lavorativa diventa quindi in fretta una questione personale, per entrambi. Non solo ci sono Jon Bernthal e la bravissima Tessa Thompson, ma anche William Oldroyd, regista di Eileen, una delle gemme nascoste della passata annata.
Y: Marshals
Taylor Sheridan non sta fermo. Y: Marshals è una sua nuova serie western, sequel diretto di Yellowstone (e con questa siamo a quattro serie create a partire dalla famiglia Dutton), centrata su Kayce Dutton, da poco diventato parte di una delle forze dell’ordine che proteggono il Montana.
The Boroughs
Supereroi sì, ma anziani e in pensione nel New Mexico, che comunque devono unirsi per combattere una minaccia ultraterrena che minaccia l’unica cosa che hanno e che ritengono preziosa: il tempo. Il tono ovviamente non può che essere leggero e di commedia e tra gli attori ci sono Bill Pullman, Geena Davis e Alfred Molina. Anche se non scrivono e non dirigono, dietro a tutto ci sono i fratelli Duffer, quelli di Stranger Things.
Cime Tempestose di Emerald Fennell
In teoria è la vesione classica e in costume del romanzo di Emily Brontë; nella pratica è la prima versione di un grande classico della letteratura romantica femminile, girato e scritto da un’autrice apertamente femminista (quella di Una donna promettente e Saltburn) in un’epoca di revisione di ruoli. La cosa si vede già solo dal casting: la protagonista, Margot Robbie è più adulta (di sette anni), nota e produttivamente potente del protagonista maschile (Jacob Elordi).
Project Hail Mary! di Chris Miller e Phil Lord
Possibilmente il film di fantascienza dell’anno. Si basa sul romanzo di Andy Weir, già autore di The Martian, ed è diretto da Phil Lord e Chris Miller, il duo dietro gli Spider‑Man animati di nuova generazione e i due film The Lego Movie. Il protagonista è Ryan Gosling. È la storia di un uomo comune, uno scienziato ben poco avventuroso, che viene mandato nello spazio alla disperata ricerca di un pianeta abitabile per la razza umana e che nel viaggio incontra un alieno con la medesima missione.
Hope di Na Hong-jin
Dal regista del clamoroso The Wailing arriva una storia coreana con anche attori hollywoodiani (Alicia Vikander e Michael Fassbender) su un piccolo villaggio gettato nel caos dall’avvistamento di una tigre. Sembra una semplice crisi locale, ma piano piano diventa più misteriosa e destabilizzante. I misteri e le stranezze del cinema coreano sono una delle cose migliori del cinema della nostra epoca, e Na Hong‑jin (regista e sceneggiatore) è uno di quelli da tenere d’occhio.
Il nuovo film di Steven Spielberg
Non si conosce nemmeno il titolo al momento, ma è una delle cose più attese in assoluto: un nuovo film di Spielberg di fantascienza. Il tema principale dovrebbero essere gli alieni e il segreto che li circonda; la storia l’ha creata Spielberg stesso e la sceneggiatura l’ha scritta David Koepp (i due insieme hanno fatto Jurassic Park). La segretezza è di quelle necessarie per promuovere film originali, puntando sull’evento in sé. E in effetti un nuovo film di Spielberg sugli alieni un po’ un evento lo è.
Judy di Alejandro Iñárritu
Qui l’aspettativa è alta perché si tratta di una commedia nera del regista di Birdman con Tom Cruise protagonista. Sono almeno due decenni che Cruise ha rinunciato al cinema d’autore, dopo una carriera intera passata a cercare di vincere l’Oscar, e si è dedicato a fare solo cinema disimpegnato per incassare più di tutti. Questo film sembra il ritorno a un cinema recitato davvero, impegnativo e umano, tutto con lo stesso regista che è riuscito a far vincere un Oscar a Leonardo Di Caprio. Judy è la storia dell’uomo più potente del mondo che per errore fa scattare una catastrofe e deve diventare il salvatore del pianeta.
La sposa! di Maggie Gyllenhaal
La moglie di Frankenstein fu il primo sequel di Frankenstein, nel 1935. Un’era completamente diversa da oggi, in cui i sequel potevano essere film completamente diversi. Quel personaggio era al limite della commedia e aveva poco spazio nel film, nonostante fosse nel titolo; Maggie Gyllenhaal ne ha fatto qualcosa di completamente diverso e ha creato una versione di Frankenstein e della donna che lui pretende venga creata per lui: fumettosa, moderna e cittadina, una storia di mostri e, chiaramente, una storia di donne in mondi di uomini.
Dune: parte tre di Denis Villeneuve
Il terzo Dune dopo diverse esitazioni si fa e lo sta girando Denis Villeneuve, che fin dall’inizio dei lavori per il primo film aveva sempre detto di avere in progetto di fare una trilogia dal ciclo di romanzi di Frank Herbert. Tornano tutti gli attori dei primi due per raccontare la storia di come Paul Atreides, il messia, viva il peso di quel ruolo e debba essere abbattuto perché il mondo migliori e il suo casato possa continuare a regnare.
Le cronache di Narnia: il nipote del mago
Dopo una trilogia di film che hanno adattato alcuni dei romanzi di Le cronache di Narnia, arriva ora la versione che Netflix ha affidato a Greta Gerwig, la regista di Barbie. E come Barbie è di nuovo un film molto grande, che fa quello che si definisce “high fantasy”, cioè il fantasy su scala molto grande ed epica. È una produzione così grande che Gerwig ha preteso la distribuzione convenzionale in cinema, cosa che fino a ora Netflix non aveva concesso ancora a nessuno.
Werewulf di Robert Eggers
Dopo Nosferatu Robert Eggers continua ad esplorare la mitologia cinematografica dei mostri tradizionali, con un film in costume sull’uomo lupo. E lo fa con Sjón alla scrittura, il romanziere islandese già collaboratore ai testi di Björk con cui Eggers aveva fatto The Northman. Non si sa ancora nulla della trama o di quale taglio potrebbe avere la storia, ma è chiaro, visti i nomi coinvolti, che sarà qualcosa di estremamente concreto e tradizionale. In quale senso possa essere “tradizionale” invece è ancora da capire.
L’odissea di Christopher Nolan
Il grande film di Christopher Nolan che viene promosso da circa un anno. La storia di Ulisse con i corretti riferimenti temporali, piena di star e raccontata come una grande epica della fuga da una prigione che è il mare. È la prima volta che Christopher Nolan approccia qualcosa di così classico e tradizionale, di così poco futuristico o tecnologico, e sarà molto interessante capire se andrà dalle parti di Dunkirk o troverà un modo di rendere l’Odissea una storia nello stile di Inception e Interstellar, in cui il tempo è il vero nemico.
Blade Runner 2099
C’è ovviamente la lunga mano di Ridley Scott dietro il primo progetto seriale di Blade Runner, una serie ambientata in quel mondo futuro (altri 50 anni dopo Blade Runner 2049) con replicanti in fuga e cacciatori di replicanti alla fine della propria vita, uniti insieme alla scoperta di alcune questioni relative alla città in cui vivono. Se Blade Runner è sempre stata la versione di fantascienza di un noir, questo sembra la versione di fantascienza di un hard‑boiled.
A Knight of the Seven Kingdoms
Ci sono dei Targaryen anche in questo secondo spin‑off di Il trono di spade dopo House of the Dragon. Viene da una novella scritta da George R. R. Martin e segue un cavaliere e il suo scudiero. Tutto è ambientato circa 90 anni prima degli eventi de Il trono di spade e, se ci dobbiamo basare sulle novelle, sono storie di avventure di un cavaliere appena promosso tale dal suo status di scudiero.
His & Hers
Un detective e una giornalista sono sulle tracce del medesimo caso in una piccola cittadina. Il problema non è solo che cominciano a conoscersi, ma anche che scoprono di avere una conoscenza in comune e che questa è uno dei sospettati. Una questione lavorativa diventa quindi in fretta una questione personale, per entrambi. Non solo ci sono Jon Bernthal e la bravissima Tessa Thompson, ma anche William Oldroyd, regista di Eileen, una delle gemme nascoste della passata annata.
Y: Marshals
Taylor Sheridan non sta fermo. Y: Marshals è una sua nuova serie western, sequel diretto di Yellowstone (e con questa siamo a quattro serie create a partire dalla famiglia Dutton), centrata su Kayce Dutton, da poco diventato parte di una delle forze dell’ordine che proteggono il Montana.
The Boroughs
Supereroi sì, ma anziani e in pensione nel New Mexico, che comunque devono unirsi per combattere una minaccia ultraterrena che minaccia l’unica cosa che hanno e che ritengono preziosa: il tempo. Il tono ovviamente non può che essere leggero e di commedia e tra gli attori ci sono Bill Pullman, Geena Davis e Alfred Molina. Anche se non scrivono e non dirigono, dietro a tutto ci sono i fratelli Duffer, quelli di Stranger Things.
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