Il museo partecipato per un Burning Man che non si farà

The Museum of No Spectators avrebbe raccontato la storia del celebre evento e sarebbe stato costruito seguendo i suoi principi comunitari.

Ogni anno il festival Burning Man attrae più di 70.000 persone nel deserto Black Rock, in Nevada. Ma, come moltissimi eventi quest’anno, la manifestazione programmata per il 30 agosto – 7 settembre 2020 è stata da poco cancellata a favore di un evento virtuale, visto che gli Stati Uniti sono attualmente il paese più colpito dalla pandemia del Coronavirus.

The Museum of No Spectators, uno dei progetti per l’edizione di quest’anno, non ripensa la partecipazione ai tempi del social distancing ma, al contrario, rappresenta l’approccio dal basso del Burning Man e i suoi dieci principi cardine: inclusione radicale, dono, de-mercificazione, autosufficienza radicale, autoespressione radicale, lavoro comunitario, responsabilità civica, non lasciare tracce, partecipazione e immediatezza.

Gli organizzatori – l’architetto di San Francisco John Marx insieme all’artista Absinthia Vermut – descrivono il museo come “in parte macchina, in parte creatura, in parte forma astratta e surreale, si presenta come una lavagna bianca. Le sue forme dinamiche emergono come ultraterrene, ma al contempo radicate”. Dal sito www.themuseumofnospectators.com è ancora possibile “partecipare” alla costruzione del museo, anche se non sappiamo ancora quali scelte verranno fatte in vista della cancellazione del Burning Man.

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