Se visitare fiere come il Salone del Mobile significa soprattutto sorprendersi davanti a nuovi prodotti e alle tecnologie del futuro, Casa Decor ha un sapore diverso. L’evento che negli anni ha ottenuto un’eco in tutta Europa, a ogni edizione trasforma gli interni di un diverso edificio storico a Madrid, indagando i confini dell’interior design per restituire un punto di vista che tiene conto di trend ed esigenze del presente. Quest’anno l’esposizione ha occupato gli spazi di un ex convento che diventerà presto un hotel, trasformando i suoi ambienti in quelli di una casa che per più di sei settimane ha accolto oltre 40mila visitatori. Siamo andati a vederlo da vicino.
Perché la stanza più sorprendente di Casa Decor 2026 era un bagno
Dagli spazi di un ex convento a Madrid, il progetto premiato a Casa Decor di Isabel López Vilalta per Kaldewei, fonde l’architettura con la materia e il suono per dare vita a un inedito rituale quotidiano di cura di sé.
View Article details
- Nicola Aprile
- 03 giugno 2026
Parlando con i designer, è emersa la conferma di qualcosa che Domus ha raccontato negli ultimi mesi: un modo diverso di abitare gli spazi, siano essi privati (dai confini sempre meno netti o sempre più piccoli) o pubblici. L’idea di trattare lo spazio come luogo di esperienza e benessere, rimasta spesso in forma embrionale o destinata solo a grandi ambienti collettivi, sembra ormai un obiettivo irrinunciabile e da garantire a chiunque, in qualsiasi momento della giornata. Lo spazio diventa ambiente, coinvolge tutti i sensi, immagina la persona al centro.
Il progetto di Isabel López Vilalta per Kaldewei
In questo senso, è stato illuminante osservare il lavoro di Kaldewei con lo studio spagnolo Isabel López Vilalta (ILV), che ha trasformato il bagno in un tempio informale che inneggia al valore del corpo e della pelle attraverso un gioco virtuoso di volumi monocromatici. “Piuttosto che progettare una sequenza di oggetti, abbiamo cercato di creare un’atmosfera che incoraggi a rallentare e a staccare dal ritmo della vita quotidiana”, ci ha raccontato l'architetta Nathiara Nunes, socia dello studio.
Premiato come Best Project Casa Decor 2026, lo spazio concepito da ILV rifiuta una fruizione tradizionale. La composizione dell’ambiente, infatti, nega il classico rapporto con la parete come supporto, sviluppando al centro della stanza tutte le sue funzioni. Questo accresce il valore formale del progetto, caratterizzato da una forma ellittica ripresa anche dallo specchio a soffitto. L’incastro delle funzioni si risolve nelle superfici di marmo, che si accordano cromaticamente ai prodotti che Kaldewei ha realizzato in un particolare tono vicino alla terracotta, una sfumatura personalizzata ottenuta dopo numerosi tentativi.
In questo progetto, il bagno è inteso come il luogo in cui architettura, materia ed esperienza si incontrano per favorire la consapevolezza, il comfort e un rapporto più profondo con se stessi.
Nathiara Nunes
Protagonisti dell’installazione sono proprio i prodotti di Kaldewei, incastonati nel marmo come gemme preziose: il lavabo da incasso supersottile “Silenio”, il piatto doccia “Superplan Zero” installato a filo pavimento, il lavabo da appoggio “Avellino” e, soprattutto, una vasca da bagno che nella sua scocca gentile ed ergonomica nasconde più di quanto si possa immaginare. Si tratta di un prodotto dotato di un pannello di controllo che non si limita a regolare il flusso dell’acqua, ma permette di riscaldare la superficie stessa della vasca, garantendo una sensazione piacevole ancora prima che sia riempita; inoltre, il sistema introduce una funzione inedita per una vasca: la gestione dell’audio.
Il sistema Sound Wave
Il sistema Kaldewei Sound Wave spinge l’esperienza del bagno verso una dimensione uditiva che completa il rituale del benessere. Questo sistema invisibile trasforma la vasca in una vera e propria cassa di risonanza che riproduce la musica sia sopra sia sotto l’acqua. Kaldewei intercetta così il trend globale dei sistemi per l’ascolto e delle listening room, offrendo una delle risposte più audaci e innovative viste finora sul mercato. Per l’azienda, in realtà, la sperimentazione con il suono era già iniziata tempo fa; tuttavia, è solo oggi che quella visione pionieristica si concretizza all’interno di una necessità ormai condivisa e riconosciuta dal pubblico.
Queste tecnologie avanzate hanno ispirato la costruzione dello spazio assecondando un principio di contrasti che dà il nome all’installazione, “Fuerza Suave”, e che insiste sul dialogo tra passato e futuro, estetica del prodotto industriale e intervento sartoriale, campiture piene e virtuosismi delle venature del marmo. Ne risulta così uno spazio armonico e intuitivo, seppure generato da una così profonda complessità. “In questo progetto, il bagno è inteso come il luogo in cui architettura, materia ed esperienza si incontrano per favorire la consapevolezza, il comfort e un rapporto più profondo con se stessi.”