C’è un collettivo che usa l’arte per ridare dignità alle architetture abbandonate. Una mostra lo racconta

Una mostra fotografica racconta Nude, un progetto artistico e politico che lavora sugli strati di architetture marginali e dimenticate.

Nude è un progetto di ecologia visiva che individua nel contesto urbano, saturo di segni artificiali, ciò che è consumato, ferito e cicatrizzato per farne il centro della propria indagine. Più che trasformare o ripristinare, il suo obiettivo è convivere con le fratture, ascoltarle e collaborare con esse per mettere in luce la verità dei luoghi senza mistificarla o nasconderla.

In questo senso, gli artisti coinvolti intervengono in spazi di natura diversa – ex discoteche, architetture marginali, edifici abbandonati – aggiungendo un ulteriore livello interpretativo agli scheletri e agli strati di quegli ambienti. Dopo una fase di osservazione e confronto con lo spazio, la pittura e le altre pratiche artistiche vengono concepite non come imposizione sulle superfici o semplice decorazione, ma come forme di coabitazione.

Foto Guido Borso

Un’archeologia del presente

Oggi questa visione prende la forma di una mostra. Alla Galleria Comunale di Barga, borgo toscano della Media Valle del Serchio segnato da architetture periferiche e spazi sospesi tra abbandono e memoria, “Nude”, a cura di Claudia Gobbi, costruisce una sorta di manifesto di questa attività collettiva, artistica e politica, esponendo il lavoro degli artisti 108, Felipe Van Laar, Deconstructie, CT, Zero e Taleggio che, lavorando come archeologi del presente, trasformano architetture abbandonate in luoghi ancora capaci di produrre memoria e significato.

La pratica di ciascun artista mette in campo segni e strumenti differenti per dimostrare che in architettura non esiste davvero qualcosa di “scadente” o “scaduto”, e per rivelare invece come ogni costruzione conservi una propria dignità, che emerge spesso proprio nelle crepe, nelle superfici consumate e nelle tracce lasciate dal tempo.

Foto Guido Borso

Lontano dallo spettacolo

Murales, pitture, dispositivi spaziali e installazioni rinunciano così alla logica dello spettacolo per diventare strumenti di ascolto e relazione con lo spazio. Il progetto viene raccontato attraverso il lavoro fotografico di Guido Borso, che documenta non soltanto le opere finite, ma anche il processo stesso del loro emergere, seguendo il modo in cui queste architetture tornano lentamente a essere guardate.

  • Nude
  • Claudia Gobbi
  • Galleria Comunale di Barga, Lucca
  • dal 30 maggio al 12 luglio 2026

Immagine di apertura: L'artista 108 fotografato da Guido Borso