L’idea della Thinking Man’s Chair nasce davanti alla vetrina di un antiquario. Jasper Morrison vede una sedia privata dell’imbottitura: rimane soltanto la struttura, ridotta all’essenziale. È quell’immagine — un oggetto quasi “all’osso” — a suggerirgli una seduta pensata per contemplare. Da quella intuizione prende forma uno dei progetti più noti della collaborazione tra il designer britannico e l’azienda italiana Cappellini, un sodalizio progettuale che dura ormai da quasi quarant’anni e che oggi lo showroom milanese del marchio ripercorre con l’installazione The Thinking Man.
Il merito più grande del designer Jasper Morrison è la capacità dei suoi prodotti di sfuggire a qualsiasi categoria storica: collocarli nel tempo soltanto guardandoli è un esercizio praticamente impossibile. Potresti dire che siano stati progettati ieri come cinquant’anni fa, e il fatto che anche i primi progetti siano ancora così attuali fa pensare che continueranno a esserlo a lungo. Sono fuori dalle logiche dei trend eppure del tutto contemporanei; privi di qualsiasi carattere lezioso, ma riconoscibili per segni, colori e materiali forti e per forme essenziali.
Quando Domus andò a trovarlo — l’incontro fu pubblicato nel numero di maggio del 1988 — descrisse uno studio che somigliava più a una piccola officina che a uno spazio per la progettazione: prototipi, pezzi di ferro e componenti sparsi ovunque raccontavano un metodo di lavoro fondato sull’assemblaggio più che sul disegno. L’idea si materializza senza passare per esercizi grafici. “Credo che se sapessi disegnare davvero bene, alla fine sarei molto meno capace”, aveva detto il designer. Questo suo modo di “pensare con le mani” lo ha portato negli anni a progettare moltissimo e per alcune delle aziende più importanti del mondo.
Alleata instancabile della prolifica attività progettuale di Morrison è, da 39 anni, l’azienda italiana Cappellini, oggi guidata da Giulio Cappellini. Non è un caso: tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta il marchio lombardo diventa uno dei principali laboratori del design internazionale, capace di accogliere autori molto diversi tra loro e trasformarne le intuizioni in oggetti destinati a circolare in tutto il mondo. Nel suo catalogo trovano spazio numerosi arredi del designer, accanto a quelli di illustri colleghi come Shiro Kuramata, Alessandro Mendini — di cui l’azienda produce la celebre poltrona Proust —, Marc Newson, Nendo e molti altri.
Per l’Universal System, il sistema di contenitori modulari, Morrison si ispirò all’efficienza organizzativa dei computer Apple e alla possibilità di organizzare, mettere via e ritrovare facilmente i documenti. Allo stesso modo i suoi cassetti “infiniti” e senza maniglia dovevano rendere facilmente visibili e a portata di mano gli oggetti quotidiani a cui spesso è difficile trovare un posto. La serie, messa in commercio da Cappellini nel 1990 e oggi fuori produzione, sorprese per l’assoluta essenzialità delle forme e per la scelta del legno. Qualcuno vi riconosceva un’influenza scandinava, altri un certo giapponismo nel rigore dei moduli, ma anche stavolta è impossibile costringere il prodotto in qualsiasi categoria.
Il tavolino a una sola gamba (One-Legged Table), progettato originariamente per un appartamento nel quartiere Kensington di Londra, entra a far parte del catalogo Cappellini nel 1989, per poi uscirne e rientrarvi con la riedizione del 2023. Nella sua assoluta semplicità, la forma curvata dell’unica gamba sottrae l’arredo a qualsiasi rigidità o austerità.
Ma il più celebre tra i prodotti nati da questo sodalizio è la seduta oggi presente nella collezione del Vitra Design Museum. The Thinking Man, titolo della mostra che celebra il lavoro di Morrison da Cappellini, rende omaggio al primo arredo del designer prodotto dall’azienda: la Thinking Man’s Chair, la poltrona in ferro verniciato che, con la sua forma gentile e composta, invita all’attività contemplativa, come suggerisce il nome stesso. E perché alla contemplazione non mancasse nulla, Morrison progettò la poltrona includendo due piccoli vassoi alle estremità dei braccioli, pensati per appoggiare i bicchieri; per questo, inizialmente, il progetto si chiamava The Drinking Man’s Chair.
The Thinking Man è allestita nello showroom milanese di Cappellini (via Borgogna 8), nel quartiere Durini. L’installazione è curata da Giulio Cappellini insieme allo stesso Jasper Morrison ed è visitabile dal 4 al 22 marzo 2026.
