Protagonista del movimento futurista e, grazie al progetto dell’immortale bottiglietta Campari, anche della storia del design, Fortunato Depero negli anni ’30 disegnò un bar a Bolzano. Chiuso da oltre quarant’anni, oggi rivive grazie alla mostra “Depero Space to Space. La creazione della memoria” allestita nella casa museo Bagatti Valsecchi in collaborazione con Mart, il museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.
Il bar futurista disegnato da Depero riapre, ma per un periodo limitato
Dopo 40 anni, il bar futurista di Fortunato Depero rivive nella casa museo Bagatti Valsecchi di Milano. Tante le iniziative che la animeranno.
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- Nicola Aprile
- 26 gennaio 2026
Sette pannelli installati lungo la boiserie di legno furono la firma di Depero al ViBiBar (Vino Birra Bar). Servilio Cavazzani, che aveva aperto quel posto nel 1937, chiese all’artista, un anno dopo, di realizzargli un grande arazzo. Nasce invece, dopo un sopralluogo, l’idea dei pannelli: Depero realizza Allegoria della birra e del vino e Il Grappolo d’uva e attinge a suoi progetti precedenti per gli altri cinque: Composizione con testa di donna e racchette, Portatrice d’acqua e vaso di fiori, Palma e pesci, che si ispira alla città di Ragusa, e Il Gallo e le Carte da gioco, che si rifanno alla tendenza letteraria dello Strapaese.
Oggi quelle tarsie in panno chiudono la mostra che fa dialogare le opere permanenti del museo con quelle dell’artista futurista e che animerà la casa facendo rivivere l’atmosfera del ViBiBar attraverso cinque serate, cinque aperitivi che la trasformeranno in un elegante bar futurista, tra luci soffuse, musica jazz dal vivo e una selezione di vini.
La mostra ospita oltre quaranta opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, provenienti dalla Casa d’Arte Futurista Depero e dal Mart, ed è curata da Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico, ospitata dall’allestimento appositamente pensato dallo studio a-fact architecture factory. Il percorso espositivo celebra la natura poliedrica dell’artista trentino, attivo anche come progettista, arredatore e scenografo, in un lavoro che si confronta in modo costante con il tema dell’allestimento e della costruzione dello spazio.
Immagine di apertura: Giovanni Sanna (a-fact), allestimento della sala del ViBi Bar al Museo Bagatti Valsecchi