La Triennale di Milano ha ospitato pochi giorni fa la presentazione ufficiale del concept per il Padiglione Italia di Expo 2015.
Diana Bracco, commissario generale del Padiglione, insieme al master of cerimonies Marco Balich — ideatore del concept — racconta a Domus, l'idea creativa e le linee guida, alla base dei progetti architettonici che lo definiranno.
Vivaio Italia. È il concept guida presentato alla Triennale. "Il Padiglione italiano sarà uno spazio protetto che aiuta i progetti e i talenti a 'germogliare', offrendo loro un terreno fertile in grado di dare visibilità e accoglienza alle energie giovani che operano nel paese. Dovrà essere concepito come uno spazio innovativo, inedito, trasparente, che deve poter dialogare con l'ambiente circostante: che riespiri e che viva quasi fosse esso stesso un organismo vivente."
Diana Bracco, laurea in Chimica a Pavia e laurea Honoris Causa in Farmacia all'Università degli Studi di Pavia, è presidente di Expo 2015 SpA, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco e della Fondazione Bracco, vicepresidente di Ricerca e Innovazione di Confindustria, componente del Consiglio della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato di Milano e consigliere di amministrazione dell'Università Bocconi di Milano, del Sole 24 Ore, della Filarmonica e Accademia Teatro della Scala di Milano e del Museo Poldi Pezzoli. È un membro del National Gallery of Art Trustees' Council di Washington ed è stata presidente di Federchimica e di Assolombarda. Insignita dell'onorificenza al "merito della Repubblica" di Cavaliere di Gran Croce e della medaglia d'oro del Comune di Milano.
Bracco: Expo 2015
Diana Bracco, presidente di Expo 2015 SpA, racconta a Domus gli obiettivi e i presupposti del concorso europeo per la progettazione del padiglione Italia all'Expo 2015, visibile online a partire da domani.
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- 29 novembre 2012
- Milano
Roberto Zancan: "Voler fare" è la sua caratteristica...
Diana Bracco: In effetti sono una persona che cerca di spingere, di mettere insieme le cose. In questi momenti così difficili e sotto questa pressione dovuta alle ristrettezze di tempo dobbiamo assolutamente lavorare insieme, mettere insieme tutte le forze e tutte le competenze. Aldilà delle singole diferenze — ciascuno ha il suo carattere — vi sono momenti di scambio molto importanti, che servono per creare le idee.
Sembra ci siano tutte le premesse per fare un padiglione convincente e rappresentativo della tradizione italiana di architetture effimere e fieristiche
Certo! Il Padiglione Italiano è stato il secondo per numero di visitatori dell'intera Esposizione di Shanghai. Perché l'Italia mostra delle tali eccellenze che è difficile passare inosservati. Balich ha ragione quando dice che dobbiamo interessare i ragazzi e i giovani. Il padiglione non dovrà deve essere una cosa impaludata, ma qualcosa di proiettato verso il futuro. Proiettato verso il futuro anche attraverso il futuro. Per questo abbiamo scelto il tema della trasparenza che comporta una grande attenzione ai materiali e alla luce. Gli italiani sono maestri della luce…
Una delle più celebri installazioni espositive è la famosa Cascata di Luce in vetro realizzata da Carlo Scarpa per l'Expo 67.
Sono sempre stata impressionata dalla torre. Le facciate di Permasteelisa utilizzano questa intelligenza creativa, questo saper far bene le cose, tipico di noi italiani. Non dobbiamo farci fermare dalla burocrazia.
Quale formula avete scelto per il concorso?
Il concorso sarà aperto a tutti gli architetti europei, perché il livello della competizione deve essere elevato. Abbiamo deciso di fare la gara on line in modo da renderlo più trasparente possibile. La giuria spetta invece alla stazione appaltante, ovvero la società Expo. Abbiamo organizzato questo evento di presentazione per raccontare a tutti il concept che sarà alla base della gara. Il nostro compito è infatti proporre contenuti di alta qualità che sappiano comunicare ed emozionare.