In una torre di Zaha Hadid ad Hong Kong, Studio Paolo Ferrari ha progettato un bar dalle suggestioni futuristiche

All’interno dell’iconica torre The Henderson di Zha, Studio Paolo Ferrari ha progettato un lounge bar dove l’esperienza conviviale si trasforma in un viaggio surreale tra memoria e immaginazione.

La torre The Henderson firmata Zaha Hadid Architects, con le sue curve vetrate ispirate ai boccioli di un'orchidea, appare più come un organismo fluido nato dal suolo che come un grattacielo incastonato nello skyline iperdenso del Central Business District di Hong Kong. Non c’è da stupirsi, quindi, che anche all’interno dell'edificio l’ordinario lasci spazio alla meraviglia. È quanto accade al Peridot Bar, progettato da Studio Paolo Ferrari al trentottesimo piano, che si presenta più come un “bozzolo” spaziale accidentalmente inestato nella torre che come un lounge bar.

In modo coerente con il dinamismo plastico dell’involucro architettonico, il progetto degli interni riprende e rielabora le sue geometrie sinuose. Suggestioni futuristiche si intrecciano con reminiscenze del passato, dando forma – attraverso un lessico volutamente cinematografico – a un paradosso spazio-temporale. Il risultato è un luogo sospeso tra una stazione interstellare e un fumoir d’altri tempi. 

In ognuno di noi c'è una tensione tra il desiderio del passato, che ci porta conforto, e l'entusiasmo, l'energia e lo stupore suscitati dal nuovo.

Studio Paolo Ferrari

Studio Paolo Ferrari, Peridot Bar, Hong Kong, Cina 2025

È un approccio che mira a reinventare la tipologia consolidata del bar tramite nuovi codici espressivi, e che Ferrari definisce “Futurismo Romantico”. "In ognuno di noi c'è una tensione tra il desiderio del passato, che ci porta conforto, e l'entusiasmo, l'energia e lo stupore suscitati dal nuovo", afferma il progettista. "Il Futurismo senza tempo è il paradosso del domani".

All’interno, lo spazio sembra “scorrere” tra ambienti cavernosi e luminescenti. Superfici curve, simili a cristalli sedimentati, dialogano con trame di luci pixelizzate che evocano costellazioni astrali, in riferimento all’arte minimalista e concettuale. Le installazioni luminose, composte da cilindri in acrilico satinato sormontati da elementi in acciaio, diffondono una luce morbida e avvolgente. L’involucro verde oliva di pareti e soffitti, interconnessi senza soluzione di continuità come modellati da forze invisibili, racchiude spazi dall’atmosfera sognante e ovattata. La palette di materiali tattili – dalle sedute in mohair agli arredi laccati a specchio, fino alle nicchie scolpite – rafforza il carattere intimo e accogliente dell’ambiente.

Gli arredi su misura, di fattura artigianale, i materiali pregiati e l’estrema attenzione al dettaglio rivelano un omaggio, velatamente nostalgico, alla manualità e al romanticismo dell’Art & Crafts. Epicentro fisico e simbolico dello spazio è il monolitico bancone in marmo verde, che conferisce “gravità” all’aura onirica dell’insieme e diventa palcoscenico dei rituali quotidiani della mixology. 

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