La ristrutturazione di Villa La Sauvageonne tra le vigne della Linguadoca porta il total white in un domaine francese

Roque architectes, Antonio Buonsante e Hugo Rossi hanno fatto entrare tutta la ricchezza di un paesaggio di boschi, rocce e vigne in una villa, trasformata con suggestioni minimaliste contrastate da trame optical e accenti materici.

Lungo il Camino de Santiago, nell’antico villaggio di Saint-Jean-de-la-Blaquière, rinomato per l'alta qualità del suo terroir e per i suoi paesaggi punteggiati da boschi di querce e formazioni geologiche policrome, Roque architectes, Antonio Buonsante e Hugo Rossi hanno progettato la ristrutturazione di una villa che offre ospitalità a chi voglia perdersi nel cuore di una regione vinicola ricca di storia e di cultura.

Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio naturale e antropico della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea, lontana da riproduzioni letterali, attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici, descrivendo uno spazio abitativo sorprendentemente diversificato, una eco della regione che lo ospita.

Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici
Roque architectes, Buonsante, Hugo Rossi, Villa La Sauvageonne, Saint-Jean-de-la-Blaquière, Francia 2025

L’edificio si compone di due corpi di fabbrica ad un piano, aggregati attorno ad un nucleo centrale su due livelli. Al piano terra, la cucina e la scala si collocano al centro, affiancate su un lato da zona giorno con sala da pranzo, palestra e due camere da letto con servizi; sull'altro, da due camere da letto e dai servizi adiacenti. Al livello superiore, il nucleo centrale ospita un’ulteriore camera da letto.

Spazi poliedrici, scaturiti da una sinergia di architetti, designers, decoratori e artigiani, accolgono i ritmi dell’abitare.
Nel soggiorno, un involucro di soffitti e pareti dai toni immacolati, interrotto da porzioni murarie in pietra a vista, conferisce allo spazio un carattere diafano e vagamente concettuale, accentuato dai tendaggi bicromi delle finestre. 
In cucina, fulcro della villa, le atmosfere calde e materiche del focolare languedocien sono ricontestualizzate dalle trame geometriche dei rivestimenti ceramici di pareti e pavimento, dal corposo tavolo in legno e dai piatti decorati prodotti con l’argilla della tenuta.

Roque architectes, Buonsante, Hugo Rossi, Villa La Sauvageonne, Saint-Jean-de-la-Blaquière, Francia 2025

Nella distribuzione, un affresco a volta ripercorre la mitologia della locale cantina Chateau La Sauvageonne e accentua con le pennellate calde e sgargianti l’atmosfera cavernosa e onirica dello spazio che prelude alla zona notte.

Arredi realizzati su misura intrecciano identità locale e design contemporaneo: dal tavolino in marmo rosso di Saint-Pons-de-Thomières che riecheggia le cromie del territorio, al tavolo del soggiorno in legno e pietra di sapore brutale e arcaico, a suggerire un legame atemporale con il contesto.

Collaboratrice:
Diletta Fantin
Artista:
Les Crafties
Paesaggio:
Khatir Fares
Costruzione:
Peyre Construction
Committente:
La Sauvageonne, groupe Gérard Bertrand

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