Lungo il Camino de Santiago, nell’antico villaggio di Saint-Jean-de-la-Blaquière, rinomato per l'alta qualità del suo terroir e per i suoi paesaggi punteggiati da boschi di querce e formazioni geologiche policrome, Roque architectes, Antonio Buonsante e Hugo Rossi hanno progettato la ristrutturazione di una villa che offre ospitalità a chi voglia perdersi nel cuore di una regione vinicola ricca di storia e di cultura.
Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio naturale e antropico della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea, lontana da riproduzioni letterali, attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici, descrivendo uno spazio abitativo sorprendentemente diversificato, una eco della regione che lo ospita.
Il luogo vive dentro il progetto attraverso una narrativa di colori, arredi e finiture in omaggio al carattere variegato del paesaggio della Linguadoca, e lo fa in chiave contemporanea attraverso suggestioni minimaliste, trame optical e accenti materici
L’edificio si compone di due corpi di fabbrica ad un piano, aggregati attorno ad un nucleo centrale su due livelli. Al piano terra, la cucina e la scala si collocano al centro, affiancate su un lato da zona giorno con sala da pranzo, palestra e due camere da letto con servizi; sull'altro, da due camere da letto e dai servizi adiacenti. Al livello superiore, il nucleo centrale ospita un’ulteriore camera da letto.
Spazi poliedrici, scaturiti da una sinergia di architetti, designers, decoratori e artigiani, accolgono i ritmi dell’abitare.
Nel soggiorno, un involucro di soffitti e pareti dai toni immacolati, interrotto da porzioni murarie in pietra a vista, conferisce allo spazio un carattere diafano e vagamente concettuale, accentuato dai tendaggi bicromi delle finestre.
In cucina, fulcro della villa, le atmosfere calde e materiche del focolare languedocien sono ricontestualizzate dalle trame geometriche dei rivestimenti ceramici di pareti e pavimento, dal corposo tavolo in legno e dai piatti decorati prodotti con l’argilla della tenuta.
Nella distribuzione, un affresco a volta ripercorre la mitologia della locale cantina Chateau La Sauvageonne e accentua con le pennellate calde e sgargianti l’atmosfera cavernosa e onirica dello spazio che prelude alla zona notte.
Arredi realizzati su misura intrecciano identità locale e design contemporaneo: dal tavolino in marmo rosso di Saint-Pons-de-Thomières che riecheggia le cromie del territorio, al tavolo del soggiorno in legno e pietra di sapore brutale e arcaico, a suggerire un legame atemporale con il contesto.
- Collaboratrice:
- Diletta Fantin
- Artista:
- Les Crafties
- Paesaggio:
- Khatir Fares
- Costruzione:
- Peyre Construction
- Committente:
- La Sauvageonne, groupe Gérard Bertrand
