Salone del mobile e Fuorisalone 2019

Il futuro retroattivo di Alcova Sassetti

Space Caviar e Studio Vedèt in collaborazione con Alice Stori Lichtenstein e Fondazione Kenta danno vita in Alcova Sassetti – novità di questo Fuorisalone 2019 – a una riflessione corale su ciò che lega oggi tecnologia, cultura e design.

La mostra all’ex Fabbrica Sassetti, nuovo spazio aperto dalla Fondazione Kenta con Space Caviar e Studio Vedet, sembra seguire un filo che unisce il mondo virtuale e quello reale ma anche più in generale una speculazione collettiva, molteplice e complessa, di grande potenza. Lo spazio offre nella sua moltitudine di spazi interconnessi, un’esperienza immersiva: il confine tra interno ed esterno è dissolto, le collimazioni visive tra i diversi piani offrono una ricchezza visuale oltreché concettuale.

Dissolving Views di Morphing, Alcova Sassetti
Dissolving Views di Morphing, Alcova Sassetti. Foto Giulia Di Lenarda

Lo stesso Giorgio Alverà, uno tra i fondatori della Fondazione Kenta, propone un sintetizzatore che auto-genera musica creando dei pattern sonori che una volta eseguiti scompaiono. Il suo è un atto simile a quello di un giardiniere che pianta dei semi: ciò che sentiamo è la pianta che cresce.

Nel cortile d’ingresso Sjoerd Ter Borg con il progetto Aesthetics of Exclusion, Botanica Variegata crea una tassonomia di specie vegetali in base alla loro presenza online: più di diecimila foto presenti su Instagram sono state analizzate attraverso un algoritmo che le classifica in base alla pertinenza tra la loro origine botanica e il contesto fotografico. Le piante vincitrici sono esposte nell’allestimento pronte per essere nuovamente fotografate fuori dal contesto originale generando un loop omologante che inverte il procedimento di partenza.

Allestimento di Justin Morin in Alcova Sassetti al Fuorisalone 2019. Foto Giulia Piermartiri

Lo stesso atteggiamento arrendevole verso la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è virtuale viene espresso da Dissolving Views. Un’allestimento trans-disciplinare dove, attraverso diversi tipi di media – come immagini fisse o in movimento, spazio, suono, volume, oggetti – quindici designers cercano di esprimere la continua trasformazione della materia. Quello di Morphing è un vero e proprio manifesto di un approccio al design fluido e libero.

Alcuni dei pezzi di Studio Bloc con Federica Elmo, Odd Matter e Studiopepe. Foto Giulia Di Lenarda

Dalla stessa sensazione di mellifluità è permeata la sala al piano superiore dove l’allestimento di Justin Morin, composto da sottilissime tende in tulle stampato, genera delle stanze virtuali che definiscono la pertinenza dei lavori dei vari designer, lasciando una continuità visiva d’insieme in un’atmosfera onirica alla Brit Marling.

Il gradiente colorato dei tulle di Morin sembra quasi pensato insieme al lavoro di Bloc studio che con tre serie di nuovi oggetti creati in collaborazione con Federica Elmo, Odd Matter e Studiopepe porta un elemento classico come il marmo verso un’altra dimensione, maneggiando liberamente forma colore e materia. Anche il lavoro di reinterpretazione del triclinio romano di Cookies x GHL con il loro Rocking Daybed, trasfigura l’ozio creativo del classico nella cultura del tedio e dello scrolling con “l’accogliente accettazione della schiavitù ambientale e dei social media che caratterizzano la nostra generazione.”

Allestimento:
Alcova
Team Curatoriale:
Valentina Ciuffi, Joseph Grima, Alice Stori Liechtenstein (Alcova Sassetti), Martina Muzi, Matteo Maggi, Andrea Guarinoni, Georgia Cranstoun, Lola Sackville-West.
Dove :
Fondazione Kenta, via Filippo Sassetti 31, Milano
Quando :
9-14 Aprile 2019
Evento:
Fuorisalone 2019
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