Carbonari, un tavolo per interni d’autore

Per arredare l’attico di Caccia Dominioni in piazza Carbonari 2 a Milano, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli progettano un tavolo che è un elogio della leggerezza.

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021 Foto Marco Fava

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Lavorare all’interno di architetture d’autore è un esercizio complesso: significa da un lato non interferire con contesti spesso fortemente caratterizzati, dall’altro evitare approcci puramente mimetici.  Qui siamo nel condominio di Piazza Carbonari 2 a Milano – uno degli edifici per abitazioni più significativi del maestro milanese Luigi Caccia Dominioni –, e la richiesta della committenza era chiara: progettare un tavolo versatile che, accostato in più moduli, arredasse e configurasse in maniera diversa il grande salone dell’attico, per poter ospitare eventi collettivi temporanei quali mostre, presentazioni e concerti. 

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Era il 1960 quando veniva costruito il condominio di piazza Carbonari 2. Sorto a blocco isolato in una zona della città allora periferica, l'edificio si contraddistingue per un andamento irregolare sui fronti, dettato dall'esigenza di raggiungere la massima altezza consentita dal Piano Regolatore Generale, e si conforma come una serie di ville urbane sovrapposte in altezza e orientate al giardino, tema caro all'architettura milanese. L'impaginazione in facciata del blocco architettonico — delle finestre a filo facciata, unite tra loro da fasci di collegamento in opalino che si prolungano sugli angoli, e dei bow window, che fuoriescono come fratture dalla omogenea superficie del blocco — deriva come racconta lo stesso Caccia Dominioni dalla varietà delle piante.

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Da questa premessa nasce il progetto di Carbonari, un tavolo nato dalla collaborazione tra gli architetti Stefano Marongiu (Marabelli Marongiu Architetti) e Marco Cattivelli (Scattered Disc Objects): un oggetto leggero, smontabile senza attrezzi nei suoi componenti e interamente realizzato in leghe di alluminio. Quando non viene utilizzato, le sue parti possono essere disassemblate e raccolte in modo da occupare il minor spazio possibile e renderne più facile il trasporto. Percorrendo la via della leggerezza, e scartando l’ostentazione volumetrica dei tavoli pensati per i grandi ambienti, i due architetti hanno fatto di Carbonari un tavolo che risponde alle esigenze funzionali ed estetiche del salone: uno spazio caratterizzato da infissi in alluminio anodizzato e dal mosaico pavimentale a motivi zoomorfi in graniglia di marmo, due elementi ricorrenti nei progetti del maestro milanese. Quasi in punta di piedi, Carbonari tocca terra con le sue esili gambe – le cui basi sono regolabili e finite a specchio – e dà l’impressione di fluttuare nel vuoto. 

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Il tavolo misura 90 x 170 cm e i piani che lo compongono sono piegati per garantire un fissaggio eccellente e una maggiore resistenza strutturale. Ogni suo componente, sostituibile in caso di usura, è spazzolato a mano per garantire una superficie resistente ai graffi e ripristinabile.  L’uso dell’alluminio come unico materiale di realizzazione consente infine al tavolo di essere adatto anche per esterni e favorisce il riciclo del metallo, rendendo Carbonari un oggetto, oltre che lieve, anche un po’ eterno.

  • Carbonari, un tavolo
  • Stefano Marongiu, Marco Cattivelli
  • Attico in Piazza Carbonari 2, Milano
  • Riccardo Puglielli
Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

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Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

Foto Marco Fava

Carbonari, un tavolo, Stefano Marongiu e Marco Cattivelli, Milano, 2021

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