Cosa abbiamo visto a Collectible 2020

Giunta alla sua terza edizione, la fiera diretta da Clélie Debehault e Liv Vaisberg racconta lo stato dell’arte del design da collezione.

Valicando i confini tra arte, design, e architettura, la fiera Collectible è stata per un lungo week end il salotto europeo in cui design da collezione ha incontrato un pubblico eterogeneo e interessato. Distribuiti nei sei livelli del centralissimo Vanderborght Building, a Bruxelles, oltre 100 espositori da 21 paesi – Europei e non solo – sono stati raggruppati in tre categorie (Galleries, Bespoke e Curated Section) per rappresentare la varietà di una scena che negli ultimi anni è più vitale che mai.

Oltre a essere un luogo dove incontrare lo stato dell’arte del design da collezione, a Bruxelles abbiamo potuto notare come il pubblico locale sia aperto e curioso: mentre i genitori si informano sui prezzi degli oggetti i figli scoprano le forme, i colori e i materiali dei pezzi unici o in edizione limitata. La fiera è un momento di commercio per galleristi, designers e buyers, di aggiornamento per addetti ai lavori, di educazione per i curiosi: il design da collezione è per tutti.

Atelier Jespers, veduta dello stand, Collectible, Bruxelles, 2020. Foto Jeroen Verrecht

Tra le gallerie e piattaforme più interessanti incontrate a Bruxelles troviamo Atelier Jespers, con “project Itinerance #21”. Tra i designers selezionati dallo spazio troviamo il collettivo Sant Van Zakem, che ispirati da avanguardie italiane come Alchimia, progettano arredi atipici a partire da elementi semplici utilizzati nel mondo della costruzione. Le gallerie berlinesi Functional Art e Peres Project hanno combinato i nuovi lavori della giovane designer Anna Aagaaard Jensen – una dei moltissimi alumni della Design Academy di Eindhoven presenti in tutta la fiera – e dell’artista Richard Kennedy.

Functional Art Gallery x Peres Project, veduta dello stand, Collectible, Bruxelles 2020. Foto Nicolas Schopfer

Con un allestimento coloratissimo a cura di Thierry Boutemy, la galleria Fracas, basata a Bruxelles, presenta un’interessante selezione di designer emergenti, ceramisti e non solo. “L’idea è quella di comporre uno spazio universale immaginario. L’interno di un tempio, con icone preziose a muro e un’installazione floreale che dà forma questa terra immaginaria,” ci spiega il gallerista Romain Fracas.

L’azienda italiana DiSé ha esposto la collezione Domestic Monuments, una famiglia di arredi unici progettati da otto designer emergenti, che lavorando a una scala domestica indagano il rapporto tra individuo e spazio, tra ambiente costruito e funzione. Theoreme Editions ha presentato invece una serie di oggetti iconici ed essenziali disegnata da giovani designer francesi accomunati dalla dimensione narrativa del loro lavoro. 

Evento:
Collectible
Date di apertura:
5-8 marzo 2020
Diretto da:
Clélie Debehault e Liv Vaisberg
Luogo:
Vanderborght building, Bruxelles

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