Hello Design

A Tokyo, tre eventi principali – la Designers Week, con la supervisione di Sou Fujimoto, Designtide e Design Touch – e una miriade di appuntamenti in città hanno celebrato il progetto nelle sue forme più diverse.

Composta da tre eventi maggiori – Tokyo Designers Week, Designtide Tokyo e Tokyo Midtown Design Touch – e una miriade di eventi minori, ospitati in showroom e spazi eventi, anche quest'anno Tokyo ha celebrato il design con una festa lunga una settimana. Il Giappone è una nazione storicamente serenamente ossessionata dal bello e l'appuntamento annuale col design offre anche l'occasione per fare il punto sulla situazione di questa particolare ossessione. Oltre al solito campionario d'invenzioni, quest'anno si è voluto dare spazio anche ai progetti per il Tohoku, regione gravemente colpita dal terremoto del 2011, con un invito a riflettere sia sulla fragilità dell'esistenza sia sull'ostinazione del voler rimanere in vita.

Tokyo Designers Week
La Tokyo Designers Week TDW è giunta quest'anno all'edizione numero 27, diventando un evento ogni anno sempre più intenso, diffuso e partecipato che, come al solito, concentra le proprie attività nella zona di Meiji-Jingu Gaien. Il tema scelto dagli organizzatori per questa edizione è stato "Hello Design": l'organizzazione generale è stata affidata alla supervisione di Sou Fujimoto, il quale ha previsto alcuni sottotemi quali "Play" e "House" così da poter interessare e attrarre un pubblico sempre più ampio e variegato. Anche quest'anno, oltre a oggetti di design vero e proprio si sono visti in mostra sia ambienti sperimentali sia oggetti per il networking analogico. Vincitrice di un concorso e in cerca di finanziatori, la Barcode Room dello Studio 01 Hamada & Kenzo, rivisita per esempio la tradizione giapponese dell'utilizzo temporaneo dello spazio domestico. Si tratta di tre pareti mobili che permettono di modulare lo spazio a seconda delle necessità e rispondere alla domanda di utilizzo multifunzione dello spazio domestico in una società metropolitana avanzata come quella giapponese.

In apertura e qui sopra: l'allestimento di Designtide Tokyo 2012

Per il gruppo di designer di Hong Kong Goods, Catherine Mui ha affrontato il tema del riciclo, puntando sull'idea di riconoscibilità e disegnando in forma animata i coperchi dei contenitori per il riciclo di carta, lattine e vetro. The GO recycle punta sull'aspetto simbolico per rendere il riciclo un'attività intuitiva e divertente. Di un certo interesse l'intervento congiunto di A-Study e 1Pac.Inc i quali hanno disegnato Id-Band, un braccialetto di silicone con piccoli buchi, che ne permettono la personalizzazione. L'ultimo giorno dell'evento, i braccialetti sono stati distribuiti a centinaia di persone e hanno dato vita a un gioco in cui ogni partecipante doveva trovare qualcuno che ne indossasse uno identico. In sostanza, si è trattato di un invito a riscoprire un modo analogico d'incontrarsi in un'era dominata dal networking online.

L'installazione di Emmanuelle Moureaux Toki

Infine, nello spazio all'aperto, diversi piccoli padiglioni (fra i quali spiccava per qualità estetiche e strutturali il progetto diretto da Taichi Kuma per il G30-Studio dell'Obuchi Lab) esploravano le possibilità strutturali della pellicola per avvolgere gli oggetti. Una grande superficie di pellicola avvolta su cerchi in bambù di differente grandezza dalla funzione sia decorativa sia strutturale. La pellicola, una volta inserita dentro i cerchi in fibra di bambù, viene riscaldata con sistemi speciali per restringersi fino al punto di raggiungere una specifica curvatura. La sera, all'interno del tendone è andato in scena "Hello Night", un format che ha coinvolto Klein & Dytham e il loro popolare "Pechakucha Night": vi hanno partecipato sia designer – Taku Satoh su tutti – sia architetti, come Toyo Ito e Yoshiharu Tsukamoto. Fra i temi affrontati ha avuto un ruolo centrale il Tohoku e il contributo offerto in quest'ultimo anno dal mondo del design per le aree devastate lo scorso anno.

La Barcode Room dello Studio 01 rivisita per esempio la tradizione giapponese dell'utilizzo temporaneo dello spazio domestico

Designtide Tokyo
Concentratosi negli spazi di Tokyo MidTown, Designtide Tokyo ha riflettuto sul tema "Trading Design, Trading Ideas". Lo spazio per le esposizioni era punteggiato da tronchi di alberi realizzati in carta da imballaggio in plastica. Makoto Orisaki – autore dell'installazione che si autodefinisce inter-designer – ha scansionato i tronchi di alcuni alberi reali per ricrearli con i loro calchi in carta da imballaggio pluriball. Orisaki ha interpretato così l'idea degli organizzatori di Designtide Tokyo: ovvero, qualsiasi cosa che compone la quotidianità è stata disegnata. Il messaggio che l'evento ha voluto lanciare ruotava attorno all'idea che il design e l'architettura, la grafica e la moda cercano di migliorare la nostra vita. Per gli organizzatori è stato fondamentale preservare la varietà di contributi e la non-convergenza in un solo formato. A tal fine, hanno proposto idee e non soltanto prodotti che fanno intravedere come i concetti più disparati siano capaci sia di competere sia di collaborare diventando oltre che "nuovi oggetti" soprattutto sollecitatori del pensiero.

Shrinking Design. Photo courtesy Colin Lin Xuhao

Tra i progetti in mostra va segnalato Hajime Narukawa con il suo Autagraph: un nuovo sistema di mappatura capace di tenere su un solo foglio tutti i continenti (compresa l'Antartide) con estrema precisione e senza le deformazioni di convenienza politica dei cartografi del passato. A oggi, si tratta della mappa più precisa mai disegnata in 2D. Emmanuelle Moureaux scrive un altro capitolo della sua ricerca sull'uso del colore come generatore dello spazio: questa volta lo usa per disegnare il tempo. Su un pannello trovano posto un centinaio di lancette che scandiscono il tempo sia in senso orario sia antiorario. Un modo per simbolizzare la convivenza di tempi diversi, e il fatto che si possa sia progredire sia riavvolgere il tempo all'indietro. Il tempo è visto come un concetto veramente relativo, ma a colori.

Id-Band di A-Study e 1Pac.Inc è un braccialetto di silicone con piccoli buchi, che ne permettono la personalizzazione

Anche Dominic Wilcox investiga il tempo attraverso degli orologi che contengono al loro interno delle piccole sculture. In una delle sue creazioni due persone posizionate una sulla lancetta dei minuti e l'altra su quella delle ore aspettano di incontrarsi per una stretta di mano. In un'altra creazione, due amanti si baciano girando sulla lancetta dei secondi: un bacio da sballo.

Con la collezione per la tavola Bottleware, Nendo rivisita con classe il fondo delle bottiglie della Coca-Cola. Le bottiglie – per via della loro consistenza – vengono riciclate dalla multinazionale. Ma, dopo un certo numero di volte, non possono più essere riutilizzate. Così Nendo con un'operazione di up-cycling mantiene la forma – ma non le dimensioni – del fondo della bevanda più famosa al mondo, dopo l'acqua, producendo ciotole, piatti e vassoi.

Suppose Design Office: Mountain Gym. Photo courtesy Suppose

Design Touch e Tokyo Design Museum
In occasione di Design Touch, alle pendici di un parco, Tanijiri Makoto di Suppose Design Office ha costruito Mountain Gym, una struttura in legno che ricorda una palestra-giungla a forma di montagna. Di giorno, la struttura è usata da bambini e scalatori urbani per arrampicarsi, mentre la sera, illuminata, diventa un'opera d'arte. Infine, durante questa settimana di festa, il fashion designer Issey Miyake ha promosso con forza la fondazione del Tokyo Design Museum. Miyake ritiene che sia giunto il momento, per una nazione così intrisa di design, di avere un museo permanente dove ci si possa incontrare per coltivare ed educare al bello le nuove generazioni.

L'orologio di Dominic Wilcox. Photo courtesy Wilcox
Autagraph, nuovo sistema di mappatura di Hajime Narukawa. Photo courtesy Hajime Narukawa
Allestimento per la presentazione della nuova collezione per la tavola Bottleware di Nendo per Coca-Cola. Photo Takumi Ota