Con un percorso curioso e appassionante tra medaglieri e ritratti, bellissimi poster di fine Ottocento firmati, tra gli altri, da Metlicovitz, Codognato e Cappiello, spezie e radici provenienti da quattro continenti, la collezione Branca apre le porte al pubblico (visite su prenotazione) per raccontare la storia dell'azienda oggi guidata dal Conte Niccolò Branca, bis-bis-nipote del fondatore Bernardino che, dal 1835 e da cinque generazioni, è conosciuta in tutto il mondo per avere inventato il Fernet, amaro (aperitivo o digestivo) dalle decantate proprietà toniche e salutari, la cui formula rimane ancora oggi segreta. Il museo d'impresa si trova nello storico stabilimento milanese di via Resegone 2: 1.000 metri quadrati all'interno di un complesso di 23.000 metri quadrati progettati e realizzati fra il 1908 e il 1913 e tuttora sede produttiva e operativa delle Distillerie e che, nel sottosuolo – sotto il traffico della circonvallazione milanese –, cela 500 botti di rovere, alte fino a 8 metri, dove Fernet e brandy vengono lasciati invecchiare da uno a tre anni. Qui, un centinaio di dipendenti lavorano per produrre anche i liquori delle aziende acquisite nel corso degli anni (come Carpano, Punt & Mes e Borghetti), affiancati da altri cento operai nella fabbrica argentina di Buenos Aires, dove l'azienda coltiva anche camomilla e alloro. È un caso esemplare, quello della Branca, per molte ragioni: realtà imprenditoriale familiare e sistema produttivo di successo, da sempre investe in cultura e comunicazione, fedele al motto "novare serbando", innovare conservando. Così è stato per il restauro della Torre Branca di Gio Ponti a Milano, per il Museo d'arte moderna nell'antica distilleria Fernet-Branca di Saint Louis in Francia e per il Museo Carpano di Torino. In più, come spiega il curatore del museo Marco Ponzano, pur essendo una realtà internazionale, "non violentiamo nessun mercato". In mostra, a riprova delle sue parole, troviamo il libro Attraverso il mondo, pubblicato per inserire il Fernet negli usi e costumi dei diversi Paesi: dall'Argentina, dove lo bevono con la Coca Cola e lo chiamano Fernandito, alla Cina, dove è apprezzato per le proprietà erboristiche e curative, agli Stati Uniti dove sta vivendo una nuova stagione associato al concetto di wellbeing.
Il museo del Fernet
La collezione Branca apre le porte al pubblico per raccontare la storia dell'azienda che, dal 1835 e da cinque generazioni, è conosciuta in tutto il mondo per avere inventato il Fernet. Testo Elena Sommariva
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- 14 agosto 2009
- Milano