Le pareti verde acido sono ricoperte di adesivi, fogli, graffiti e proiezioni. Li osservi con la stessa curiosità con cui si leggono i messaggi lasciati dagli sconosciuti nei bagni pubblici: frasi apparentemente casuali che, questa volta, hanno tutte un significato. Persino dentro il water, due asparagi ruotano in stop motion, visibili solo finché nessuno si siede. Sei dentro Asparagus, la mostra di Lark Chang-Yeh, visitabile fino al 30 agosto 2026 alla Water Closet Gallery di San Francisco: una galleria d’arte ospitata all’interno di un bagno perfettamente funzionante.
Quando la curatrice Kate Ortega ha deciso di aprire una galleria dentro una toilette funzionante, Chang-Yeh ha pensato subito ad Asparagus di Suzan Pitt, il film d’animazione sperimentale del 1978 in cui la protagonista espelle un grande asparago fallico che finisce nel water.
“Quel momento è assurdo, esilarante e surreale”, racconta l’artista. “È una scena che mi è rimasta impressa e così ho voluto ricrearne l’esperienza in forma immersiva.”
I bagni sono spesso considerati luoghi sporchi, luridi e intimamente privati, spazi che contraddicono ciò che associamo all’arte, pensata invece come qualcosa di sofisticato e di buon gusto.
Lark Chang-Yeh
Da quella citazione, l’asparago diventa il simbolo attorno a cui si regge l’intera mostra: una figura scelta da Chang-Yeh per rappresentare il corpo transmaschile e, più precisamente, il cosiddetto T-dick, la crescita del clitoride provocata dall’assunzione di testosterone. Fallico ma vegetale, capace di crescere e trasformarsi, permette all’artista di raccontare il corpo trans come qualcosa di mutevole e di rivendicare il cambiamento non come deviazione da una norma, ma come possibilità di autodeterminazione, senza rinunciare a un velo d’ironia.
La specificità dello spazio aggiunge un ulteriore livello di significato all’operazione. “I bagni sono spesso considerati luoghi sporchi, luridi e intimamente privati, spazi che contraddicono ciò che associamo all’arte, pensata invece come qualcosa di sofisticato e di buon gusto”, spiega Chang-Yeh. Ma sono anche luoghi con una lunga storia queer, attraversati dal cruising e, ancora oggi, al centro del controllo politico sui corpi trans, fino alle più recenti battaglie sull’accesso delle persone trans alle toilette. “Ero entusiasta all’idea di creare un lavoro che esistesse interamente nel contesto di un bagno perfettamente funzionante, soprattutto dalla prospettiva di una persona queer e trans.”
Ero entusiasta all’idea di creare un lavoro che esistesse interamente nel contesto di un bagno perfettamente funzionante, soprattutto dalla prospettiva di una persona queer e trans.
Lark Chang-Yeh
Asparagus prova a spostare lo sguardo oltre le cosiddette bathroom wars, per raccontare ciò che spesso resta fuori dal dibattito pubblico: le reti informali attraverso cui le persone trans si scambiano conoscenze, esperienze e strumenti. Dai consigli sul corpo e sul piacere ai packer e agli STP, protesi che consentono di urinare in piedi, la mostra porta in superficie un sapere costruito e condiviso lontano dai canali ufficiali, all’interno di comunità online e spazi collettivi.
Anche le scritte sui muri partecipano a questa idea di scambio: “Le vedo come un modo per permettere ai visitatori di comunicare tra loro”, spiega, “soprattutto perché l’installazione può essere vissuta da una persona alla volta”.
Se online queste conoscenze circolano soprattutto tra chi le cerca, qui diventa impossibile ignorarle. Alcuni luoghi si può scegliere di non frequentarli, alcune questioni di non affrontarle. Ma dal bagno, prima o poi, ci si passa tutti.
- Mostra:
- Lark Chang-Yeh. Asparagus
- Dove:
- Water Closet Gallery, 178 Leland Ave, San Francisco
- Quando:
- 9 luglio – 30 agosto 2026
