Nel 2017, entrando per la prima volta a E-1027, l’artista Lorna Bauer si trova davanti a un paradosso. Una delle case più importanti del Modernismo è stata progettata alla fine degli anni Venti da una donna, Eileen Gray. Eppure, continua spesso a essere raccontata anche attraverso il gesto dell’uomo che, alcuni anni dopo, ne dipinse le pareti senza consultarla.
Canadese di base a Montréal, Bauer lavora tra fotografia e scultura, sviluppando progetti legati a luoghi specifici e al modo in cui gli ambienti conservano e trasformano la memoria. Da quella prima visita nasce “Maison en Bord de Mer”, la mostra con cui torna sul caso degli otto murales realizzati da Le Corbusier nella famosa villa di Roquebrune-Cap-Martin.
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L’esposizione prende forma a partire da una serie di fotografie analogiche scattate da Bauer durante quella prima visita e si sviluppa attraverso opere che dialogano con le forme e l’architettura della villa. Superfici riflettenti, rilievi in vetro e oggetti ispirati agli arredi progettati da Gray non ricostruiscono semplicemente l’edificio o la sua atmosfera, ma ne assorbono e restituiscono la complessità storica e simbolica.
Per Bauer, E-1027 non è soltanto un capolavoro dell’architettura moderna. È anche un luogo attraversato da narrazioni controverse e concorrenti, attraverso le quali la sua memoria è stata più volte interpretata e riscritta.
Per comprendere questo punto è necessario tornare brevemente alla storia della villa. Progettata tra il 1926 e il 1929 da Eileen Gray in collaborazione con il compagno, il critico e architetto Jean Badovici, E-1027 sorge a Roquebrune-Cap-Martin e rappresenta uno dei manifesti dell’architettura moderna. Anche il nome nasce dal loro legame: E sta per Eileen, 10 per la J di Jean, 2 per la B di Badovici e 7 per la G di Gray. Ogni elemento, dall’organizzazione degli spazi agli arredi mobili, è pensato come parte di un unico progetto domestico costruito attorno alla vita di chi lo abita.
Alla fine degli anni Trenta entra in questa storia Le Corbusier. Amico di Badovici e ospite abituale della villa, tra il 1938 e il 1939 realizza otto murales direttamente sulle sue pareti, con l’accordo del padrone di casa. Gray, che non era più coinvolta nella vita dell’edificio e non era stata consultata sull’intervento, disapprovò profondamente i dipinti, arrivando a considerarli una forma di vandalismo nei confronti del proprio progetto.
Da allora, i murales sono diventati uno degli episodi più discussi della storia dell’architettura del Novecento, oltre che una delle immagini più ricorrenti della casa. Sono stati interpretati come un omaggio di Le Corbusier agli amici e come un contributo alla vita dell’edificio, ma anche come un gesto di appropriazione. Una parte della critica vi ha letto il segno di un’autorità maschile esercitata sull’opera concepita da una donna senza coinvolgerla nella decisione.
La notorietà dei dipinti ha inoltre contribuito a sovrapporre la presenza di Le Corbusier alla storia della villa. Questo non significa che i murales siano stati la sola causa del lungo riconoscimento tardivo di Gray, ma la loro fortuna critica è diventata parte del più ampio dibattito sull’attribuzione e sulla memoria di E-1027. È dentro questa ambiguità che si colloca il lavoro di Bauer. L’artista non prova a stabilire una lettura definitiva della disputa, né a ricostruire E-1027 come un semplice documento storico.
Le fotografie realizzate nel 2017 non sono vedute oggettive della villa, ma frammenti, dettagli e superfici. A queste immagini Bauer affianca cornici, sculture e rilievi in vetro: elementi specchianti che introducono un’instabilità, riflettono e deformano, restituendo dettagli parziali di immagini che sono già frammenti di una storia più ampia.
In questo senso, “Maison en Bord de Mer” non usa E-1027 come semplice soggetto, ma come dispositivo. La casa diventa il punto da cui interrogare il modo in cui una storia viene costruita, tramandata, rimossa o riscritta nel tempo.
- Mostra:
- Lorna Bauer. Maison en Bord de Mer
- Dove:
- Trotter&Sholer, New York
- Quando:
- Dal 18 giugno al 4 agosto 2026
Immagine di apertura: Eileen Gray e Jean Badovici, Villa E-1027, Roquebrune-Cap-Martin, Francia, 1926-1929. Foto Manuel Bougot via Flickr
