Con l’arrivo della bella stagione, è difficile resistere al richiamo del mare. Le coste del Mediterraneo, in Italia ed Europa, sono la meta ideale dove trovare acqua cristallina, buon cibo e cultura. Ma una vacanza al mare non significa soltanto spiagge e tuffi. Sempre più spesso le località costiere diventano anche destinazioni culturali, grazie a mostre, festival e progetti artistici che offrono un motivo in più per partire e trasformare un fine settimana sul mare in un'esperienza completa. In Italia ci sono tantissimi appuntamenti già annunciati: il 2026 è l’anno di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, un’iniziativa corale che coinvolge i comuni della Valle del Belìce, e l’intera provincia di Trapani; il Museo Nivola a Orani, nell’entroterra sardo, ospita fino al 12 luglio la prima mostra in Italia dell’artista statunitense Hannah Levy “Blue Blooded – Sangue blu”, mentre nell’isola di Stromboli anche quest’anno tornerà il festival Vulcana per la seconda edizione dal 17 al 19 luglio.
Le mostre più belle da vedere quest’estate, a due passi dal mare
Una fuga al mare può diventare anche un viaggio nell’arte contemporanea. Ecco dieci mostre da non perdere tra le coste del Mediterraneo, da Gibellina a Stromboli, dalle Baleari alla Provenza, fino all’Emst di Atene.
Ali Cherri, Tree of Life, 2023, Hauser & Wirth Menorca, 2026 © Ali Cherri. Courtesy the artist and Galerie Imane Farès. Foto: Daniel Schäfer
John Sanborn, Ionee Waterhouse, “Heaven + Earth”, 2026, installazione multimediale, (still), collezione Museo Civico di Castelbuono Foto Roberto Bonomo
Kotikeye, Casa Jorn Foto Andrea Rossetti
Caccia e Fresca – Andrea Pazienza, CLAP Museum, Pescara
Vincenzo Agnetti, Libro dimenticato a memoria fotografato a Vitalità del negativo nell’arte italiana 1960/70, Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1970 – ph. Aldo Spinelli
Damien Hirst Father (Divided), 2011. Glass, painted stainless steel, acrylic, silicone, plastic cable ties, monofilament, stainless steel, Luing bull and formaldehyde solutionPhotographed by Prudence Cuming Associates Ltd. © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved, DACS
Maria Lai, Senza titolo, 1983. Courtesy © Archivio Maria Lai by Siae 2026
Niki Kanagini Archive
Gerhard Richter, Overpainted Photographs, 2026 - 2027, La Tour, Galerie Principale, LUMA Arles, France. © Victor & Simon / Grégoire d'Ablon
Giorgio de Chirico, Piazza d’Italia con statua di Cavour, 1974, olio su tela.
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- Carla Tozzi
- 03 giugno 2026
E poi, in Provenza, ad Arles torna dal 6 luglio il festival di fotografia Les Rencontres d’Arles, arrivato alla cinquantasettesima edizione, che quest’anno celebra la complessità del mondo attraverso la fotografia, intrecciando storie di maestri storici come William Klein e nuove voci contemporanee. Il programma esplora le diverse anime del Mediterraneo e dell'Africa, rileggendo i confini e le memorie storiche attraverso i temi del movimento e dell'emancipazione.
Ma con una stagione così ricca di mostre ed eventi, c’è solo da prendere appunti per il prossimo fine settimana fuori porta da organizzare. Dalla splendida sede di Hauser & Wirth nelle Baleari, alla costa ligure con la mostra della Casa Museo Jorn di Albissola Marina, passando per la Sicilia e l’Abruzzo e arrivando fino all’Emst di Atene.
Abbiamo selezionato dieci mostre imperdibili tra le coste italiane ed Europee, per chi vuole trascorrere qualche giorno di vacanza senza perdere il filo dell'arte contemporanea, tra pittura, scultura e grande fotografia a due passi dal mare.
Immagine di apertura: Hauser&Wirth Menorca Courtesy Hauser&Wirth Photo: Daniel Schäfer
Nel 2021, il colosso dell’arte contemporanea Hauser & Wirth ha aperto una sede – progettata dall'architetto argentino Luis Laplace – nella suggestiva cornice di Isla del Rey, un isolotto di fronte al porto di Mahón, a Minorca. Qui, il mare cristallino delle Baleari fa da sfondo ogni primavera-estate a delle mostre imperdibili: il progetto presentato nei mesi più caldi del 2026 si intitola “Directionless”, e ridisegna il confine tra spazio espositivo e ambiente naturale. Organizzata da Rashid Johnson, con Charles Gaines, Firelei Báez e Cristina Iglesias, la mostra presenta ventotto artisti provenienti da oltre dieci paesi. Il progetto, ideato dagli stessi partecipanti, vuole affrontare il ruolo che gli artisti possono avere in una realtà segnata da un momento di profondo disorientamento, sviluppando nuovi linguaggi e orientamenti provvisori quando i punti di riferimento consolidati iniziano a venir meno. Da Yto Barrada a Mona Hatoum, da Wangechi Mutu ad Ali Cherri, l’esposizione offre ai visitatori una prospettiva di apertura ed esplorazione, con le sculture si integrano fluidamente con l'architettura e il paesaggio marino.
“Heaven+Earth” è il titolo del progetto multimediale inedito dei videoartisti John Sanborn e Ionee Waterhouse, curato da Laura Barreca, che anima le sale del Museo Civico di Castelbuono nell’estate 2026. La mostra crea un dialogo tra memoria, videoarte e animazione generativa, trasformando la tecnologia in un linguaggio aperto e partecipativo. Attraverso un'installazione che unisce immagini digitali, scultura e sound design, il percorso sperimenta soluzioni immersive e intelligenze artificiali per riscoprire il patrimonio storico. In questa installazione si incontrano la pratica sperimentale di Sanborn, pioniere delle arti elettroniche, e il lavoro di video-mapping di Waterhouse, confermando la vocazione dell'istituzione per le produzioni site-specific e le pratiche di comunità. Sostenuta dal PAC2025 del Ministero della Cultura, l'iniziativa prevede incontri e public program con le Università di Palermo e Bologna, il MEET di Milano e l'Ypsigrock Festival.
La casa-atelier dell’artista danese Asger Jorn sulle alture di Albissola Marina, uno dei quattro comuni della “Baia della Ceramica”, oggi è una sede espositiva unica, un ambiente naturale e architettonico nato dall’immaginazione di uno degli artisti più importanti del Novecento. Nell’estate 2026, questo luogo speciale accoglie il progetto “Kotykeye” di Luca Trevisani, curato dall'Associazione BLU – Breeding and Learning Unit e vincitore dell'Italian Council, una riflessione radicale sulla scultura e sulla domesticazione intesa come dispositivo culturale. Il corpo di opere in grès nasce da un'indagine sulle impronte preistoriche umane e animali impresse nelle cavità carsiche, lette come luoghi di contatto e alleanze tra specie diverse. Le sculture, porose e tattili, evocano processi di sedimentazione. Attivate attraverso banchetti performativi, le opere invitano a riscoprire il tatto come lingua originaria.
Il CLAP Museum di Pescara, dedicato al mondo del fumetto, ospita nella propria collezione permanente una raccolta di 324 opere del noto fumettista italiano Andrea Pazienza, tra illustrazioni, dipinti e bozzetti. Nell’estate 2026, grazie al supporto di Fondazione Pescarabruzzo, il museo ospita la mostra temporanea “Caccia e Fresca – Andrea Pazienza” in occasione del settantesimo anniversario della nascita dell'artista, svelando una delle vicende meno note del suo universo creativo. Il progetto ripercorre la genesi di una finta rivista venatoria, nata per gioco e complicità intellettuale tra i banchi del liceo con il professor Sandro Visca. Attraverso documenti e disegni originali, molti dei quali inediti, l'esposizione restituisce il ritratto di un "Paz" giovanissimo, già dotato di quell'ironia dissacrante e straordinaria potenza immaginativa che lo avrebbero reso celebre. Il percorso approfondisce inoltre il contesto culturale di una stagione effervescente e il successivo sodalizio con compagni di viaggio fondamentali come Tanino Liberatore, Stefano Tamburini, Filippo Scozzari e Massimo Mattioli.
Vincenzo Agnetti vinse il premio Pino Pascali nel 1972, e per il centenario della nascita dell’artista, la Fondazione Pascali vuole celebrarlo con una mostra curata da Gaspare Luigi Marcone, nell'ambito del progetto Confluenze, volto a riscoprire gli artisti legati allo storico premio. L'esposizione si articola tra ricostruzione filologica e rievocazione ambientale, proponendo opere opere fondanti per il percorso di Agnetti tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, ma anche lavori presenti nella storica mostra barese del 1973 o pubblicate sul relativo catalogo – Autotelefonata (1972), 14 proposizioni (1972), Identikit (1973) – oltre al grande Progetto per un Amleto politico (1973) emblema del suo "teatro statico": uno spettacolo senza movimento, personaggi o testo. La selezione evidenzia la complessa ricerca concettuale di Agnetti, in cui la riflessione sul linguaggio e la scrittura precedono e strutturano la produzione, azzerando la rappresentazione tradizionale per dare vita a un sistema semantico inedito e rivoluzionario.
Alle porte dell’Atlantico, il museo Serralves di Porto nell’estate 2026 ospita “Vexation of Spirit. The Duerckheim Collection x Serralves”, curata da Marta Moreira de Almeida in collaborazione con il conte Duerckheim. La mostra presenta circa novanta opere di trentaquattro artisti, esplorando gli ultimi settant'anni di storia attraverso i temi di religione, società e guerra. Il titolo, tratto dal Libro dell'Ecclesiaste, testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana, evoca un'angoscia esistenziale e morale, riflettendo una visione segnata dal disagio etico e dalla profonda consapevolezza storica. Il percorso stimola il dibattito sulle urgenze del presente grazie ai lavori di grandi protagonisti dell’arte contemporanea come Gerhard Richter, Anselm Kiefer, Georg Baselitz, Damien Hirst, Antony Gormley e Gilbert & George. Frutto di quattro decenni di ricerca collezionistica, l'esposizione offre una testimonianza unica sulle trasformazioni dei sistemi di credenze e dei conflitti politici del contemporaneo.
Il Museo Madre di Napoli dal 25 giugno al 21 settembre ospita la mostra curata da Mónica Amor e Carlos Basualdo, intitolata “Maria Lai. Essere è tessere”, che ripercorre oltre sei decenni di una delle traiettorie artistiche più singolari del dopoguerra. Il percorso mette in luce la costante sperimentazione di Lai con l’assemblage, il tessile, la cucitura e l’oralità, inserendo la sua ricerca nei più ampi dibattiti su astrazione, femminismo e crisi dell’oggetto d'arte. Attraverso nuclei fondamentali come i “Telai”, le “Tele Cucite” e i “Libri Cuciti”, il progetto supera le letture riduttive regionali o biografiche, valorizzando un'intelligenza materiale capace di destabilizzare i confini tra arte e vita. L'esposizione punta ad aprire nuove linee di ricerca storica, ed è arricchita da una speciale sala didattica integrata nel percorso, pensata per stimolare l'apprendimento e l'approfondimento dell’arte di Maria Lai.
A due passi dall’Acropoli, c’è una tappa d’arte contemporanea che non può mancare in un itinerario della capitale greca. L’EMST, Museo Nazionale di Arte Contemporanea di Atene, ospita nell’estate 2026 la retrospettiva “An Ode to Things”, curata da Tina Pandi, con l'allestimento firmato da Yannis Arvanitis, dedicata alla pratica di Niki Kanagini, voce tra le più singolari del secondo Novecento greco. Il percorso attraversa quattro decenni di produzione, dalle arazzerie di grandi dimensioni a installazioni immersive e partecipative. Il titolo, tratto da una poesia di Pablo Neruda, riflette l'indagine ossessiva dell'artista verso gli oggetti quotidiani, intesi come custodi di memoria, tempo e identità. La mostra mette in evidenza il carattere performativo e multisensoriale del suo lavoro, affrontando il rapporto tra arti applicate e belle arti, la scrittura come medium visivo e l'esplorazione dell'identità di genere.
Alle porte di Arles, meta imprescindibile di un tour estivo in Provenza, si trova LUMA Arles, nel riconoscibilissimo edificio firmato da Frank Gehry. Dal 1° maggio 2026 ha preso il via la nuova programmazione che accompagnerà l’istituzione fino all’inizio del 2027, e tra le proposte c’è anche la mostra “Overpainted Photographs” del pittore tedesco Gerhard Richter, che esplora la fusione tra pittura e fotografia. Intervenendo su piccoli scatti del proprio archivio con olio, vernice o smalto, l'artista ne altera la leggibilità in un continuo equilibrio tra rivelazione e occultamento. Il percorso include le serie “Grauwald”, con paesaggi boschivi avvolti da lacca grigia, e “Museum Visit”, che cattura il movimento dei visitatori all'interno dello spazio espositivo tramite vivaci velature cromatiche. Le opere offrono una riflessione sulla non-neutralità dello sguardo e sulla costante manipolazione delle immagini nella società
Questa estate il sole del Gargano illumina le opere di un maestro dell’arte italiana del Novecento, Giorgio de Chirico. Curata da Lorenzo Canova e diretta da Giuseppe Benvenuto, la mostra “Giorgio de Chirico. Ritorno al Mediterraneo” indaga l'ultimo periodo del maestro attraverso circa cinquanta opere della Fondazione De Chirico. Dedicato alla memoria di Jole de Sanna, il percorso suddiviso in tre sezioni elegge il mare a spazio reale e mentale tra mito e memoria. Il mare della pittura analizza il dialogo con i grandi maestri del passato tra bagnanti e paesaggi di luce; Il mare della mente si focalizza sulla stagione neometafisica tra manichini e l'immaginario dei Bagni misteriosi. A chiudere la rassegna un focus sulla dimensione spirituale dell'artista, che svela il processo meditativo dietro la tela “La Salita al Calvario” e il suo profondo legame con la tradizione francescana.