Una mostra volutamente inattuale, che si sottrae alle logiche correnti della produzione fast anche in campo espositivo e si propone, già dalla tematica, come una sfida al visitatore: tratta infatti del mondo artistico-intellettuale che, nella prima metà del secolo scorso, gravitò attorno ad alcune figure eminenti, tra cui le sorelle Stephen, Virginia e Vanessa, il circolo Bloomsbury, Ezra Pound e i fratelli Sitwell.
Benché ammetta la possibilità di un consumo "immediato" (con pezzi di qualità, come le sculture di Gaudier-Brzeska, i disegni dei Vorticisti e varie prelibatezze grafiche), la mostra si pone come un dispositivo "a rilascio lento", in grado cioè di sollevare delle questioni – squisitamente attuali – che spetterà poi al visitatore approfondire, a partire dal documentatissimo catalogo. Diversi gli stimoli, di contenuto e di forma, tra loro strettamente legati.
L'allestimento, affidato ad Antonio Marras, si basa su una idea "semplice e forte": la casa.
