Abbiamo visitato la più grande collezione di maioliche d’Europa

A Palermo la casa-museo Stanze al Genio apre al pubblico un tesoro nascosto di pavimenti maiolicati e mattonelle in terracotta frutto di oltre trent’anni di collezionismo privato

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

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Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

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Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

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Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

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Collezione privata di Pio Mellina

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

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Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Veduta del museo.
Interni di Via G. Garibaldi, Palermo.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

“La collezione, veramente, non ho neanche idea di come sia iniziata”, racconta Pio Mellina. Collezionista palermitano, è il fondatore del Museo delle Maioliche Stanze al Genio, inaugurato nel 2008 con l’intento di rendere fruibile al pubblico una collezione privata di mattonelle maiolicate italiane antiche, costruita nell’arco di oltre trent’anni. Oggi la raccolta conta più di cinquemila esemplari di produzione napoletana e siciliana, databili tra gli inizi del Cinquecento e i primi del Novecento, ed è considerata una delle più vaste collezioni di mattonelle italiane aperte al pubblico in Europa. Il museo ha sede in una parte del piano nobile di Palazzo Torre Pirajno, nel quartiere storico della Kalsa..

“Mi ricordo che da ragazzino andavo spesso ai mercatini con mia madre. Lei era appassionata di tessuti antichi. Io l’accompagnavo, ma poi chiedevo sempre un regalino”, prosegue. “Mi piacevano le mattonelle e così lei ha cominciato a comprarmele”.
Una collezione nata per attrazione, ripetizione, abitudine e, in qualche modo, per accumulo spontaneo: “Non ho mai avuto l’idea di creare la collezione. È nata proprio per caso”. Con il tempo, però, quel caso si consolida. Mellina cresce, acquisisce autonomia, studia, continua a cercare, guardare, scegliere. “Poi ho continuato da solo. A un certo punto mi accorsi di aver perso l’idea di quello che c’era e di quello che non c’era. Per fortuna ho comprato sempre pezzi diversi”.

La maiolica pavimentale non è un semplice rivestimento. È una componente strutturale dell’architettura, capace di organizzare lo spazio

Maria Reginella, specialista e consulente scientifica della collezione

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio" Collezione privata di Pio Mellina

Quattro secoli sotto ai piedi

Stanze al Genio apre al pubblico nel 2008 come casa-museo, con un obiettivo preciso: mostrare una collezione di maioliche nel modo più vicino possibile alla loro funzione originaria. “Non sono oggetti pensati per stare da soli”, spiega Pio Mellina. “Le mattonelle nascono per stare insieme”. Per questo motivo le maioliche non sono esposte in teche né isolate come pezzi singoli, ma ricoprono interamente le pareti delle stanze, una accanto all’altra. Una scelta che colpisce subito il visitatore e risponde a una precisa idea museografica. “Il disegno non è mai nella singola mattonella”, continua Mellina. “Il disegno nasce quando le metti insieme”.

Il disegno non è mai nella singola mattonella

Pio Mellina, collezionista ed esperto

Le mattonelle maiolicate sono infatti concepite come pavimentazioni: superfici architettoniche pensate per essere attraversate, calpestate, vissute, in dialogo con lo spazio domestico e con l’insieme decorativo degli ambienti. “La maiolica pavimentale non è un semplice rivestimento”, sottolinea la storica dell’arte Maria Reginella, che segue l’aspetto scientifico della collezione. “È una componente strutturale dell’architettura, capace di organizzare lo spazio”. All’interno di Stanze al Genio convivono tipologie diverse: mattonelle singole, moduli seriali, ma soprattutto pannelli figurativi e brani di pavimentazioni progettati come immagini unitarie. In questi casi, separare i pezzi significa perderne il senso. “Un pannello può essere composto da trenta o quaranta mattonelle”, osserva Mellina. “Dividerlo vuol dire distruggerlo”.

Questi artigiani, per secoli, non si sono mai ripetuti

Pio Mellina

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio" Collezione privata di Pio Mellina

La collezione attraversa oltre quattro secoli di produzione, dagli inizi del Cinquecento ai primi del Novecento, rendendo visibile l’evoluzione delle tecniche e dei formati. “All’inizio le mattonelle erano molto piccole”, spiega Mellina. “Col pestio si rompevano facilmente e i forni erano di dimensioni ridotte. Poi, nel tempo, il formato è cresciuto”. Dai primi moduli di pochi centimetri si passa progressivamente a mattonelle più ampie, fino ai grandi formati ottocenteschi. Anche le differenze geografiche emergono con chiarezza. “Le produzioni napoletane e quelle siciliane sviluppano linguaggi diversi”, osserva Reginella. “A Napoli prevalgono precisione del disegno ed equilibrio compositivo; in Sicilia una maggiore libertà iconografica e una forte intensità cromatica”. Stanze al Genio mette queste varianti a confronto, mostrando come la maiolica pavimentale non sia mai stata un linguaggio uniforme, ma un repertorio ampio e mutevole, profondamente legato ai contesti locali.

La sfida dell'integrità

Molte delle sfide che Pio Mellina racconta di aver affrontato in oltre trent’anni di collezionismo ruotano attorno a un punto molto semplice: spiegare agli altri che cosa sta comprando. E perché.

“Capita spesso che gli antiquari vogliano dividere i pannelli”, dice. “Un pannello figurato può essere composto da trenta, trentasei mattonelle”. Non sempre, però, chi vende è consapevole della preziosità di questi oggetti. Per molti il valore sta nel moltiplicare i lotti disponibili, non nel preservare l’integrità dell’opera. È una pratica comune, che rivela quanto spesso si ignori il fatto che quelle mattonelle non nascono come oggetti autonomi. “Ma dividerle significa distruggerle”, taglia corto Mellina. “Perdono completamente il senso”. “Anche quando non sarei intenzionato, la maggior parte delle volte mi ritrovo a comprarli tutti”, racconta. “Per forza”.

C’è poi la sfida degli spostamenti. “Anche solo se le trovo a Roma, il viaggio può diventare un problema”. Le mattonelle, spiega, rischiano di non poter viaggiare in aereo. “Mi è capitato che non volessero farle salire, le consideravano armi improprie”. “Ho detto: ma vi rendete conto che in stiva non si possono mettere? Se si fossero rotte sarebbe stato un peccato mortale”.

Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio" Collezione privata di Pio Mellina

“Questi artigiani, per secoli, non si sono mai ripetuti”. Modulo dopo modulo, hanno creato un repertorio che sembra non esaurirsi mai. “Io le riguardo tutti i giorni, continuo a comprare e continuo a chiedermi come abbiano fatto. E come abbiano continuato a fare”. “Ogni anno facciamo un punto sulla situazione”, aggiunge. “Con la dottoressa Reginella decidiamo cosa inserire e cosa spostare”. Le stanze aperte al pubblico oggi sono dieci, altre si aggiungeranno presto.
“In un certo senso, anche la nostra è un’operazione potenzialmente infinita”.

Museo delle maioliche "Stanze al genio" Courtesy Museo delle maioliche "Stanze al genio"
Collezione privata di Pio Mellina

Veduta del museo.
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