Tra realtà e finzione: le topografie artificiali degli studenti colombiani

Gli studenti della Universidad Corhuila, in Colombia, hanno realizzato un padiglione gonfiabile, low cost e DIY, all'interno del loro campus universitario.

Quello dell’architettura gonfiabile è un territorio di ricerca non mainstream, ma che vanta ormai una sua tradizione e una sua storia, che inizia indicativamente negli anni Sessanta. Le strutture complesse in PVC e aria permettono una libertà formale che riflette forme arcaiche e zoomorfe, consentendo l’invasione istantanea ed effimera dello spazio pubblico. Il gonfiabile è l’evoluzione della capanna, della tenda, dell’insediamento nomade. L’uso del gonfiabile ci permette di abitare in modo alternativo un luogo, nella città e nel paesaggio.

Tra reale e fantascientifico è il progetto di un gruppo giovani architetti della Universidad Corhuila, a Neiva, in Colombia, che all’interno del loro campus studentesco hanno creato una topografia artificiale, come applicazione pratica alle richieste di uno dei corsi universitari. Viste le limitazione imposte dal Coronavirus, invece di studiare una determinata topografia gli studenti hanno deciso di disegnarne una nuova, artificiale. La realizzazione dell’installazione è low cost e a basso costo energetico. In seguito allo studio del modello 3D, gli studenti stessi hanno tagliato e incollato i triangoli e i semicerchi di PVC che formano la membrana gonfiabile. Il progetto, di sicuro impatto visuale, potrà essere utilizzato dagli studenti per attività didattiche e ricreative.

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