Domus 1037: La natura al centro del progetto

Il Guest Editor Winy Maas presenta nell’editoriale i temi affrontati nel nuovo numero di Domus: l’impatto positivo del Green Dip sulla città e a livello urbanistico, la trasformazione di un edificio a San Paolo, l’infrastruttura per organizzare in sicurezza il pellegrinaggio a La Mecca.

Editoriale Madrid

Gli architetti che realizzano facciate verdi o giardini sui tetti sono spesso accusati di fare del greenwashing, ossia di sfruttare il concetto di ecologia a fini commerciali. Dopo il suo completamento, il Bosco Verticale di Stefano Boeri Architetti a Milano è stato bersaglio di una robusta dose di energia negativa, ma il pubblico ha dimenticato di osservare che la data effettiva di completamento di un bosco verticale va fissata solo dopo che esso ha avuto la possibilità di crescere. Alla fase di costruzione è giusto aggiungere cinque anni come “periodo di crescita”, e festeggiare una nuova inaugurazione una volta che le piante sono giunte a completo sviluppo. E guardate com’è bello ora il Bosco Verticale.

L’aggiunta di alberi non sostituisce la tecnologia sostenibile, ma un articolo in questo numero illustra come il Green Dip funzioni ancora e mantenga un impatto positivo sulla città.

E con il progetto paesaggistico del Garden Ring, la tangenziale interna di Mosca, mostriamo che esso agisce positivamente anche a livello urbanistico: da luogo ostile fatto di cemento e asfalto l’ambiente urbano può diventare in questo modo un’esperienza piacevole e un posto accogliente per i suoi abitanti.

Anche se una città ha pochi margini di spazio per diventare più verde o ristrutturare le sue strade, alcuni interventi possono fare la differenza. A San Paolo, la trasformazione di un ex edificio per uffici in uno spazio pubblico con una splendida piscina sul tetto è toccante per la sua semplicità ed efficacia. Continuano a piacermi le immagini che mostrano l’interazione tra l’uomo e l’architettura – non facciamo forse architettura perché sia usata e faciliti l’interazione? – ed è sorprendente rilevare quanto spesso si vedano foto di costruzioni senza alcuna presenza umana. Ma l’edificio di Paulo Mendes da Rocha e MMBB è sempre utilizzato al massimo delle sue capacità e le immagini sono la prova del suo successo. Dal Brasile, un vero palazzo pubblico.

Anche se una città ha pochi margini di spazio per diventare più verde o ristrutturare le sue strade, alcuni interventi possono fare la differenza

In questo numero analizziamo anche l’enorme infrastruttura necessaria per organizzare in sicurezza il pellegrinaggio a La Mecca. L’Arabia Saudita ha completamente rimodellato la città santa dell’Islam. La scala dell’intervento è straordinaria e, una volta all’anno, i grandi ponti pedonali e le moschee diventano di un bianco splendente, il colore delle tuniche indossate da milioni di pellegrini.

Guardando ai precedenti numeri di Domus, devo esprimere rammarico e condividere una riflessione. Il rammarico riguarda il fatto che la sindaca di Madrid, Manuela Carmena, che abbiamo intervistato nel numero di maggio, abbia vinto le recenti elezioni, ma non sia stata riconfermata nel suo incarico.

La nuova amministrazione di destra ha annunciato la cancellazione del suo coraggioso piano per pedonalizzare il centro della capitale spagnola, nonostante i benefici ecologici ed economici fossero dimostrabili. Si tratta di scelte politiche di tipo ideologico, che non aiutano nessuno, men che meno i madrileni.

Infine, la mia osservazione: nel numero di aprile di Domus abbiamo discusso l’ascesa dell’architettura tedesca a “gabbia per uccelli”, una tendenza che Klaus Englert, autore dell’articolo, ha cautamente collegato all’architettura del Terzo Reich. Riviste e giornali tedeschi ospitano attualmente un acceso dibattito sulla rinascita del fascismo in architettura.

Vi abbiamo anticipato tutto ciò prima che il dibattito in Germania avesse inizio. Ci auguriamo che questo evidenzi l’importanza e l’urgenza dei temi che Domus propone.

Immagine di apertura: La segnaletica in Calle de Alcalá a Madrid richiama l’attenzione sul piano antinquinamento “Madrid Central” promosso dall’ex sindaca Manuela Carmena per ridurre le emissioni di gas serra nel centro della citta (foto novrmbre 2018). Nonostante l’iniziativa abbia prodotto benefici dimostrabili, la nuova amministrazione di destra che si è insediata dopo le recenti elezioni ha annunciato di volere abolire il piano di pedonalizzazione. Foto Javier Soriano/AFP/Getty Images

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