È una sensazione di quiete ovattata che si avverte quando si entra nella Fondazione Beyeler, il museo alle porte di Basilea progettato da Renzo Piano, dove le opere d’arte si stagliano come protagoniste assolute di uno spazio rarefatto, modellato dalla luce naturale e aperto alle visuali del paesaggio bucolico circostante. Oggi, a quasi trent’anni dalla sua apertura, la Fondazione Beyeler si prepara a un ampliamento dettato dalla necessità di accogliere funzioni espositive, logistiche e programmatiche sempre più articolate ma senza perdere di vista il proprio carattere di architettura misurata e al contempo potentemente emozionale, in dialogo profondo con il contesto naturale. Non sorprende, dunque, che il progetto di espansione sia stato affidato a Peter Zumthor, da sempre interprete di un’architettura "silenziosa" e refrattaria all’enfasi eppure profondamente evocativa, sospesa tra la tettonica di volumi densi, quasi tellurici, e la materia impalpabile della luce. Un passaggio di testimone che tuttavia non implica tanto una cesura quanto piuttosto un dialogo sottile tra due sensibilità differenti ma accomunate dalla medesima attenzione al rapporto tra architettura, paesaggio e luce: da un lato, la leggerezza quasi evanescente dell’opera di Piano, dall’altra la presenza materica e scultorea del nuovo museo firmato dal Pritzker svizzero. L’intervento prende forma a partire dall’acquisizione del parco situato a sud dell’area già appartenente alla Fondazione, un’espansione che ne raddoppia la superficie e ridefinisce il rapporto con il paesaggio circostante. Per favorire una relazione più calibrata con la scala minuta del tessuto urbano di Riehen, piuttosto che condensare il programma in un unico organismo edilizio il progetto sceglie una strategia di “disseminazione architettonica", introducendo tre fabbricati ex novo immersi nel parco. Fulcro dell'intervento è il nuovo museo destinato alla collezione permanente, un volume rigoroso di circa 1.500 metri quadrati distribuiti su tre livelli espositivi. Qui, la massa compatta dell’involucro in cemento è attraversata da tagli vetrati e rarefazioni materiche che filtrano la luce naturale, evocando, per certi aspetti, le trame porose del Kunstmuseum Kolumba di Colonia (Zumthor, 2007). Poco distante, un padiglione trasparente si configura come uno spazio civico aperto alla collettività per eventi culturali e programmi pubblici; un terzo edificio, collegato al museo da un percorso interrato, accoglie depositi, uffici amministrativi e impianti tecnici. L’intervento non si limita alle nuove architetture ma prevede il recupero e la rifunzionalizzazione degli edifici storici presenti sul sito per ospitare atelier didattici, una sala per la musica, una serra e laboratori, estendendo progressivamente il raggio d’azione della Fondazione oltre la dimensione espositiva verso una presenza sempre più pervasiva nella vita quotidiana della comunità. L’apertura del nuovo complesso è prevista per il 2027.
Come si espande un capolavoro di Renzo Piano? Il progetto di Peter Zumthor per la Fondazione Beyeler
Alla Fondazione Beyeler, uno dei musei più celebri progettati da Renzo Piano, Peter Zumthor firma un nuovo complesso immerso nel parco: un ampliamento che raddoppia la superficie del sito e apre un dialogo tra due diverse idee di architettura, luce e paesaggio.
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- Chiara Testoni
- 16 giugno 2026
- Riehen, Basel, Switzerland
- Atelier Peter Zumthor
- museum
- ongoing
Courtesy Atelier Peter Zumthor
Courtesy Atelier Peter Zumthor
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