Quando Amazon presentò il primo Kindle Scribe nel 2022, molti lo interpretarono come una risposta a ReMarkable. Del resto era difficile pensare altrimenti: grande schermo, penna, la possibilità di scrivere e prendere appunti. Sembrava inevitabile leggere quel prodotto come lo scatto di Amazon di entrare nel mercato dei notebook digitali.
Il nuovo Kindle extralarge a colori è probabilmente il massimo che possiamo chiedere a un ereader
Il nuovo Scribe Colorsoft non è un iPad, né un ReMarkable, né un vero quaderno digitale. È qualcosa di più preciso: un Kindle portato al suo limite più interessante, pensato per leggere, sottolineare, annotare e studiare i libri in modo più profondo.
Courtesy Amazon
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- Alessandro Scarano
- 15 giugno 2026
A distanza di quattro anni, il nuovo Kindle Scribe Colorsoft suggerisce però una prospettiva diversa. Non è un quaderno che può leggere libri. È un Kindle che ha imparato a essere annotato. Può sembrare una distinzione sottile, ma è fondamentale per capire perché il nuovo modello a colori sia probabilmente il lettore digitale per libri definitivo.
Non un ReMarkable, ma un Kindle
Per anni ReMarkable ha rappresentato il tentativo più convincente di trasformare il foglio bianco in un oggetto digitale. Il centro dell’esperienza è sempre stato il taccuino: libri e documenti sono arrivati dopo, quasi come estensioni naturali di quella missione originaria. Da lì in poi una cascata di dispositivi di brand tecnologici più o meno affermati che hanno cercato di rimpiazzare i notebook.
Usando Kindle Scribe ci si accorge di una logica all’opposto. Il suo punto di partenza non è la scrittura, ma la lettura. Il libro resta il protagonista assoluto, mentre il taccuino diventa uno strumento complementare.
La differenza emerge con particolare chiarezza nel nuovo Colorsoft. A prima vista l’element più evidente è ovviamente il colore. In realtà, dopo qualche giorno di utilizzo, si scopre che il colore è interessante soprattutto per quello che permette di fare, non per quello che mostra.
Leggere un romanzo a colori cambia poco. Studiarci un testo, invece, e utilizzare i colori per sottolineare, annotare ed evidenziare, cambia moltissimo.
Una delle qualità più sorprendenti del nuovo dispositivo è il modo in cui Amazon ha progettato l’interazione con i libri. Le sottolineature si raddrizzano automaticamente. Le note marginali sono rapide da inserire. Gli sticky notes risultano naturali e immediati. La penna integra un pulsante per i comandi rapidi che velocizza molte operazioni. Singolarmente, sono dettagli. Insieme costruiscono la sensazione rara di un sistema pensato per lavorare sui testi.
Non è un quaderno che può leggere libri. È un Kindle che ha imparato a essere annotato.
A questa idea di lettura attiva si aggiunge anche il livello, inevitabile, dell’intelligenza artificiale. La nuova gamma Kindle Scribe introduce strumenti per cercare tra i taccuini, generare riassunti e proporre domande di approfondimento: funzioni che potrebbero sembrare l’ennesimo tentativo di aggiungere AI ovunque, ma che qui trovano almeno una giustificazione precisa.
In un dispositivo pensato per studiare, il problema non è soltanto prendere appunti, ma ritrovarli, collegarli, farli riemergere quando servono. Sfruttando finalmente il potenziale dei testi digitali al di là del fatto che pesano meno di un libro di carta e sono più veloci da acquistare.
Il colore serve a pensare
Se il Kindle classico era il luogo in cui leggere, il nuovo Scribe prova a diventare anche il luogo in cui ritrovare il proprio pensiero sui libri.
Anche il colore trova qui la propria giustificazione più convincente. Non serve tanto a rendere più belle le copertine o a leggere fumetti — che pure sul grande schermo da 11 pollici risultano particolarmente piacevoli — quanto a costruire una gerarchia mentale dentro il testo.
Un colore per i concetti chiave, uno per le citazioni, uno per i passaggi da verificare, uno per l'idee da sviluppare. È una pratica familiare a generazioni di studenti e ricercatori, ma che nel mondo digitale raramente è stata implementata con questa naturalezza.
Per certi versi, il nuovo Scribe affronta anche un problema che molti lettori conoscono bene. Non tutti amano evidenziare i libri cartacei. Per alcuni significa rovinarli, trasformarli in oggetti meno belli, meno puri. Sul Kindle Scribe Colorsoft succede quasi il contrario.
Le annotazioni non deturpano il libro: lo arricchiscono. Diventano uno strato personale che si aggiunge al testo senza alterarlo. E a differenza dell’iPad, resta tutto su un unico dispositivo. Non ci sono distrazioni. Niente notifiche. Lo Scribe diventa il tuo studio, la tua biblioteca, un’estensione della tua mente.
Un dispositivo per chi studia
Questo non significa che il digitale abbia superato la carta. Anzi. Un libro fisico continua a offrire una profondità d’uso che nessun dispositivo elettronico è ancora riuscito a replicare completamente. La possibilità di sfogliare rapidamente, saltare avanti e indietro, orientarsi nello spazio fisico delle pagine resta un vantaggio difficilmente eguagliabile.
Ma il Kindle Scribe Colorsoft non prova davvero a sostituire quella esperienza. Il suo vantaggio è un altro: permettere di portare con sé centinaia o migliaia di libri e di instaurare con essi un rapporto attivo, fatto di annotazioni, evidenziazioni e collegamenti.
Il suo punto di partenza non è la scrittura, ma la lettura. Il libro resta il protagonista assoluto, mentre il taccuino diventa uno strumento complementare.
È anche per questo che il pubblico ideale del dispositivo non coincide necessariamente con quello dei notebook digitali tradizionali. Più che a scrittori, designer o persone in cerca del taccuino perfetto, il nuovo Scribe sembra rivolgersi a studenti, ricercatori, giornalisti e lettori forti. A chi passa molto tempo dentro i libri e vuole interagire con essi in modo più profondo.
Il prezzo resta elevato. La versione Colorsoft parte da una cifra che porta inevitabilmente a confrontarlo con un iPad. Eppure il paragone rischia di essere fuorviante. Per alcune persone — soprattutto per chi studia e lavora costantemente sui testi — questo Kindle potrebbe rivelarsi uno strumento più utile di un tablet generalista.
Perché il suo obiettivo non è fare più cose. È fare meglio una cosa sola. E dopo anni di evoluzioni, forse è proprio questa la direzione che ha permesso ad Amazon di avvicinarsi al Kindle definitivo: non quello che si limita a mostrare libri, ma quello che permette finalmente di dialogare con essi.