Il “rito del toro” ha consumato il mosaico della Galleria: Milano lo restaura ancora

Dopo appena nove anni dall’ultimo intervento, il celebre toro della Galleria Vittorio Emanuele II torna sotto restauro: migliaia di giravolte scaramantiche hanno nuovamente consumato il mosaico più famoso di Milano.

Nell’Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele II, dopo soli nove anni, è iniziato nuovamente il restauro del toro più calpestato d’Italia, vittima illustre della superstizione e della celebre giravolta sul tallone, compiuta ogni giorno da migliaia di turisti. 

Tallone ben piantato, rotazione decisa e desiderio espresso: così il toro, simbolo araldico di Torino inserito nel pavimento ottocentesco della Galleria, è stato letteralmente consumato a colpi di scaramanzia, che hanno reso necessario un altro intervento di ripristino, laddove le tessere rosa del mosaico hanno ceduto sotto il peso di migliaia di giravolte. 

“Un gesto affascinante, ma dannoso”, ha ammesso con elegante understatement il restauratore Gianluca Galli, mentre, inginocchiato tra vetrine di lusso e smartphone puntati, prova a rimettere insieme le tessere dei famosi testicoli bovini. Un lavoro chirurgico e manuale di ricostruzione con materiali aggiornati – resine epossidiche al posto della calce – per resistere meglio agli assalti dei tacchi e rallentarne il deterioramento. 

“La Galleria è un patrimonio vivo, che può consumarsi proprio perché amato e vissuto: ce ne prendiamo cura perché continui ad esserlo”, hanno dichiarato gli assessori Emmanuel Conte (Demanio) e Marco Granelli (Opere pubbliche). D’altronde Milano è sempre stata una città pragmatica, qui il successo si misura anche in usura, e il toro lo sa bene.

Immagine di apertura: Toro di Galleria Vittorio Emanuele II, foto Comune di Milano.