Lucidi, pieni di tasti incomprensibili ai non addetti ai lavori e sempre più presenti ben oltre i confini dei club. I dj booth – le console per DJ – sono diventati uno degli oggetti feticcio del design contemporaneo. Un fenomeno così forte da aver travolto anche uno dei più grandi marchi del lusso globale.
Parliamo di Hermès che, con il design, ha ormai un rapporto consolidato. Il brand francese ha presentato il suo Atelier Horizons Disque Jockey Club: un tavolo-console che integra artigianato, hi-fi e cultura clubbing in un oggetto lucidissimo, che sembra già stare suonando da qualche parte tra uno yacht e una villa a Saint-Tropez.
Sviluppato insieme al dj britannico Prince Charles all’interno di Atelier Horizons – il laboratorio speciale della maison dedicato agli oggetti custom e diretto dal designer e architetto navale Axel de Beaufort – il progetto porta nel mondo dell’audio tutta la cultura del lusso Hermès. La struttura in mogano e pelle bovina è stata costruita da ebanisti francesi e integra giradischi giapponesi nascosti sotto pannelli rivestiti in pelle. Più che un prodotto hi-tech, sembra un pezzo di alta ebanisteria contemporanea.
Dal rave al savoir-faire
È un approccio molto diverso da quello delle console industriali, nervose e materiche che negli ultimi anni hanno colonizzato il design contemporaneo. Se molti dj booth contemporanei guardano all’estetica brutalista, al rave berlinese e a un immaginario underground quasi aggressivo, Hermès sceglie la direzione opposta: quella del savoir-faire artigianale e del lusso ultra-controllato.
Eppure, il messaggio finale è sorprendentemente simile. In entrambi i casi, il dj booth smette di essere un semplice strumento tecnico e diventa un oggetto identitario, quasi architettonico. Una presenza simbolica dentro lo spazio domestico contemporaneo.
Per anni impianti audio, mixer e giradischi sono rimasti elementi da nascondere. Oggi accade il contrario: diventano protagonisti visivi delle case, al pari di una lampada o di una libreria di design. È lo stesso fenomeno che negli ultimi anni ha accompagnato l’esplosione dei listening bar e dei locali progettati attorno all’esperienza sonora, ma anche la nascita di intere pagine Instagram dedicate ai sound system come oggetti “sacri” da collocare ovunque: nei soggiorni, sui terrazzi, perfino nei bagni.
Il lusso passa dal suono
Hermès non è neppure il primo marchio fashion ad avvicinarsi alle sottoculture musicali. Sempre più brand stanno trasformando vinili, sistemi audio e cultura dell’ascolto in elementi centrali del proprio immaginario estetico, in una zona ibrida tra interior design, lifestyle e culto musicale.
Non è chiaro se l’Atelier Horizons Disque Jockey Club verrà distribuito commercialmente o resterà un oggetto prodotto su richiesta per clienti selezionati. Di certo, il progetto si inserisce in una strategia più ampia: negli ultimi anni Atelier Horizons ha già realizzato jukebox rivestiti in pelle, speaker portatili, tavoli da ping pong, surfboard e altri oggetti customizzati pensati per trasformare il lusso domestico in un territorio sempre più ibrido tra design, artigianato e lifestyle.
In fondo, più che vendere una console per DJ, Hermès sembra voler certificare qualcosa: che il dj booth non appartiene più soltanto alla cultura clubbing, ma è diventato uno dei nuovi oggetti simbolici del lusso contemporaneo. Non tanto per suonare davvero, quanto per rappresentare un certo modo di abitare, ascoltare e mostrarsi.
Immagine di aperura: Atelier Horizons Disque Jockey Club. Courtesy Hermès
