1936. Una sagoma sinuosa e asimmetrica, distante dai rigori del Bauhaus e più simile alla forma di un vegetale o della costa frastagliata di un lago, è il vaso in vetro che porta la firma di Alvar Aalto. Il giovane architetto finlandese ha già fatto parlare di sé in Scandinavia, in Europa e in tutto il mondo per il progetto di un sanatorio per malati di tubercolosi che gli garantisce un posto, insieme alla moglie e socia Aino Marsio, tra gli architetti moderni più importanti di sempre.
Il vaso Savoy, che deve il nome al ristorante che Aino e Alvar progettano insieme e in cui ancora occupa il centro di ciascuno dei tavoli, è una icona del design che non rappresenta solamente un forma originale, ma inventa un nuovo modo di sistemare i fiori recisi che si accorda, per certi versi, alle pratiche dell’Ikebana.
In occasione dei 3daysofdesign a Copenaghen, Ittala, l’azienda del vetro che da sempre lo produce, celebra i primi novant’anni dalla sua nascita. Il brand realizzerà in collaborazione con Hydro — marchio di punta nella lavorazione dell’alluminio — un grande padiglione che sarà installato all’estremità del porto di Copenaghen.
Alvar Aalto ha sfidato le convenzioni del tempo, creando un oggetto che esprime un design intuitivo e libero, il cui spirito è ancora di grande ispirazione.
Janni Vepsäläinen, Creative Director di Iittala
Di Aalto 90 (questo il nome del progetto) l’alluminio sarà il materiale d’elezione e la forma sarà quella inconfondibile del vaso Savoy, riprodotta in scala gigante. Alta sette metri, la struttura è pensata per essere disassemblata e ricostruita altrove, a dimostrazione che “temporaneo” non significa necessariamente “usa e getta”. L'installazione permetterà ai visitatori di entrare, letteralmente, nel perimetro organico e inconfondibile di quell’oggetto, al cui interno verrà presentata la nuova collezione di vasi Aalto City, la nuova serie Iittala ispirata alle diverse città del mondo.
L’obiettivo è celebrare l’anniversario, ma soprattutto indagare — attraverso una forma così riuscita da essere ancora in produzione pur essendo lontana dalle logiche di “standard” — un modo di concepire la progettazione sensibile e umano: “Alvar Aalto ha sfidato le convenzioni del tempo, creando un oggetto che esprime un design intuitivo e libero, il cui spirito è ancora di grande ispirazione”, ha dichiarato Janni Vepsäläinen, Creative Director di Iittala.
La scelta dell’alluminio Hydro Reduxa — materiale a basse emissioni prodotto con energia rinnovabile sulla costa occidentale della Norvegia — è legata alla sua riciclabilità infinita e alla capacità di garantire una superficie liscia che descrive al meglio la complessità delle curve. Il materiale viene estruso in profili finiti fissati tra loro, conferendo alla struttura un aspetto continuo e privo di giunzioni visibili. “Portare il vaso di Alvar Aalto a una scala di sette metri richiede sia il materiale giusto sia competenze ingegneristiche adeguate; le proprietà dei profili estrusi in alluminio lo rendono la scelta ideale. Questo progetto dimostra che è possibile realizzare una struttura su grande scala con una bassa impronta di carbonio e completamente riciclabile”, afferma Asle Forsbak, Direttore Marketing di Hydro Extrusions.
