NoLo, NaPa, SouPra, NOM: negli ultimi vent’anni Milano ha riscritto la propria mappa urbana trasformando quartieri periferici o semi-centrali in nuove centralità culturali. E per farlo ha inventato una lingua fatta di acronimi, abbreviazioni e sigle che funzionano come marchi territoriali: semplici da ricordare, immediati da condividere, perfetti per i social e per il real estate. L’ultima sigla ad aggiungersi a questa geografia parallela è NoCe, “North of Cenisio”, il quadrante che si estende dal Cimitero Monumentale fino al Ponte della Ghisolfa, attraversando Bullona, Simonetta e parte dell’area attorno allo Scalo Farini. A coniare il nome è stata Alessandra Dal Monte, giornalista del Corriere della Sera, che cura anche la pagina Instagram dedicata al quartiere. L’idea nasce nel 2022, dopo un trasferimento da Chinatown a questa parte della città dove, racconta, era ancora possibile fare una giornata “alla milanese”, tra bar storici, mercati, gallerie e indirizzi di quartiere.
Cos’è NoCe: Milano ha un nuovo quartiere cool con una sigla come nome
Sulla scia di NoLo e SouPra, ecco NoCe, “North of Cenisio”, il quadrante che oggi prova a costruirsi un’identità culturale tra gallerie, architetture industriali e nuovi indirizzi di quartiere.
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- Alessia Baranello
- 18 maggio 2026
Del resto, a Milano funziona sempre più così: la costruzione di un quartiere passa attraverso la sua narrazione. E spesso la narrazione arriva prima ancora della trasformazione fisica. È successo con NoLo, diventato in pochi anni un caso internazionale di rigenerazione urbana “dal basso”, e sta accadendo ora anche in questa zona del nord-ovest milanese. Come NoLo prima della sua piena gentrificazione, anche NoCe piace perché sembra ancora una promessa di futuro più che un quartiere già compiuto.
Cosa vedere a NoCe
Tutto parte dal Cimitero Monumentale di Milano, considerato uno dei più straordinari musei a cielo aperto della città, con tombe, cappelle e mausolei commissionati ai grandi architetti e scultori tra Otto e Novecento, dai Bbpr a Lucio Fontana. Siamo vicini, ma non ancora dentro Chinatown, e poco più a nord iniziano i viadotti ferroviari, i fasci di binari e i capannoni attorno allo Scalo Farini, ex scalo merci ottocentesco e oggi uno dei più grandi cantieri di trasformazione urbana di Milano.
Vista del salone centrale
Tra via Messina, via Stilicone e la Ghisolfa sopravvive ancora una città più industriale e irrisolta, fatta di officine, depositi ferroviari, cortili artigiani e magazzini riconvertiti, dove negli ultimi anni hanno iniziato a insediarsi showroom di design, studi creativi e spazi espositivi. È qui che si trovano alcuni degli indirizzi culturali più importanti della zona, come la Galleria Lia Rumma, ospitata dentro un ex edificio industriale di via Stilicone trasformato in spazio espositivo, e poco più a ovest la Galleria Cortina, aperta da Renzo Cortina nel 1960 in via Mac Mahon e tra le prime gallerie milanesi a portare in città artisti come Bruno Munari e Maria Mulas.
Villa Simonetta, villa rinascimentale del Quattrocento passata nei secoli da residenza nobiliare a caserma e ospedale, e oggi sede della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado, è sicuramente uno degli indirizzi storici più suggestivi del quartiere. Poco più a sud, in piazza Diocleziano, ha invece aperto il Museo della Centrale dell’Acqua, il primo museo di Milano ospitato dentro una centrale idrica del 1906 ancora funzionante che, tra pompe, turbine e macchinari, racconta la storia dell’impianto idrico della città.
E poi ci sono i bar e i mercati di quartiere, come il Delfico, aperto dal 1917 e rimasto quasi immutato negli interni, con bancone in formica e caffè a un euro, e il Mercato di via Fauché, tra gli ultimi mercati di strada milanesi ancora molto frequentati dal quartiere. Le enoteche naturali, i piccoli bistrot e i listening bar stanno già iniziando a comparire tra via Cenisio e via Govone, dentro ex negozi di ferramenta e vecchie botteghe. E, tra gli indirizzi più recenti, c’è anche LOM Dopolavoro, ex cascina urbana dietro al Monumentale trasformata in spazio culturale, ristorante e giardino condiviso.
Immagine di apertura: Il Piazzale del Cimitero Monumentale di Milano. Foto Giorgio Sannino via Unsplash