All’Aeroporto di Amsterdam Schiphol entra in funzione una nuova installazione permanente firmata dal designer olandese Maarten Baas, che prosegue e amplia una ricerca avviata ormai anni fa sul rapporto tra arte, teatro e design. Dopo l’intervento del 2016 nella Lounge 2, Baas ha realizzato lo Schiphol People’s Clock per la Lounge 1, un cubo di 250 x 250 x 250 cm composto da quattro schermi sincronizzati. Al posto del classico quadrante analogico, l’opera utilizza un video continuo della durata di dodici ore, dove le lancette sono costruite attraverso movimenti coordinati e sincronizzati di gruppi di persone, mentre i secondi sono affidati a un singolo performer in corsa lungo tutto il perimetro.
L’orologio umano di Maarten Baas all’aeroporto di Amsterdam
A Schiphol entra in funzione People’s Clock, una nuova installazione permanente di Maarten Baas: un orologio costruito da una coreografia collettiva di mille persone che trasforma la misura del tempo in un processo visibile.
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- Ilaria Bonvicini
- 13 aprile 2026
Il People’s Clock mantiene quindi la funzione di orologio esponendone però al contempo il funzionamento come processo. La scansione del tempo è il risultato di una coreografia collettiva registrata in un’unica ripresa dall’alto effettuata all’interno di un hangar dell’aeroporto. Alla realizzazione hanno partecipato circa mille volontari, in gran parte dipendenti dello Schiphol, che hanno potuto prendere parte ad attività parallele e momenti di condivisione.
Il risultato è un “orologio” perfettamente funzionante e fondato sull’azione umana, perché collettiva e umana è stata la costruzione del tempo stesso. Non ci sono meccanismi nascosti, solo una coreografia continua, visibile e ripetuta.
Entrambi gli orologi dell’aeroporto fanno parte della serie Real Time di Baas, iniziata nel 2009. Il nuovo intervento dialoga apertamente anche con l’opera realizzata nel 2016, dove una figura dipingeva le lancette in tempo reale, e dove si può ritrovare la stessa idea di scansione del tempo tanto irriverente quanto funzionale, per nulla convenzionale.
Infine, la committenza conferma l’attenzione dello Schiphol per interventi artistici integrati negli spazi di transito, in linea con una tradizione olandese che tende a sovrapporre progettazione, comunicazione e uso. In questo contesto, il lavoro di Baas riflette questo mindset rendendo visibile, senza enfasi, il sostrato di relazioni e lavoro su cui si basa il funzionamento dell’aeroporto, decidendo di omaggiare le migliaia di lavoratori da cui quest’ultimo dipende.
Immagine di apertura: People's Clock (2026) by Maarten Baas, foto Thijs Wolzak