Il nuovo quartier generale di Ceramiche Keope è un esercizio di misura

A Casalgrande, la sede di Ceramiche Keope progettata da Guglielmo Renzi traduce identità aziendale, innovazione tecnologica e cultura del progetto in un edificio discreto, capace di dialogare con il paesaggio produttivo emiliano e con la storia dell’architettura.

Alla Stazione Mediopadana dell’Alta Velocità di Reggio Emilia – quella lunga creatura bianca e ondulata disegnata da Santiago Calatrava, simile a un enorme scheletro di dinosauro posato sulla pianura – si arriva con la sensazione di entrare in un’architettura spettacolare, quasi teatrale.

A pochi chilometri di distanza, il nuovo quartier generale di Ceramiche Keope a Casalgrande è, all’opposto, un edificio pensato per non imporsi sul paesaggio, ma per integrarsi con discrezione, gusto e senza orpelli. Il suo architetto Guglielmo Renzi si colloca in quella tradizione italiana che guarda alla modernità con rispetto per il contesto: un’impostazione che riaffiora chiaramente nel nuovo headquarter, inaugurato alla fine del 2024 accanto allo stabilimento produttivo dell’azienda, nel cuore del tile district emiliano. Uffici e showroom, certo, ma anche qualcosa di più: un segno di una nuova fase nella storia dell’impresa, fondata nel 1995 e oggi parte del Gruppo Concorde.

Courtesy Ceramiche Keope

Negli ultimi anni Keope ha consolidato la propria presenza internazionale grazie a un’intensa attività di ricerca sui materiali e sulle tecnologie del gres porcellanato. Il catalogo si è ampliato, sviluppando superfici capaci di dialogare tra interno ed esterno, tra spazi domestici e ambienti pubblici, tra architettura e paesaggio. L’arrivo del nuovo amministratore delegato Yuri Beghi ha coinciso con una strategia di rafforzamento del marchio e con un investimento significativo nella comunicazione del prodotto, di cui la nuova sede rappresenta il tassello più visibile.

Il progetto di Renzi nasce da un elemento identitario: il pittogramma del logo aziendale, una figura triangolare, una piccola piramide stilizzata. Ribaltando e sviluppando questa forma nello spazio, l’architetto costruisce l’impianto compositivo dell’edificio. A prima vista la costruzione appare solida, quasi introversa: una base compatta che sembra chiudersi verso l’esterno. Superata la soglia, però, l’edificio si apre attorno a un giardino interno, uno spazio verde che diventa il cuore degli ambienti di lavoro.

Courtesy Ceramiche Keope

Per il rivestimento è stata scelta la finitura Tivoly Ivory della collezione Omnia, ispirata al travertino. Non un dettaglio secondario. Il travertino è una delle pietre più riconoscibili della tradizione architettonica italiana, e Renzi ricorda come grandi architetti del Novecento – da Louis Kahn a Renzo Piano – lo abbiano utilizzato come materiale emblematico, capace di stabilire una continuità con la storia senza rinunciare alla modernità.

Oggi, tuttavia, il travertino naturale è sempre meno utilizzato, sia per ragioni economiche sia per questioni legate alla manutenzione e alla sostenibilità. Le tecnologie contemporanee del gres porcellanato permettono invece di restituire con grande precisione non solo l’aspetto visivo dei materiali naturali, ma anche la loro profondità cromatica e, soprattutto, la qualità tattile.

Il nuovo headquarter di Keope diventa così una dimostrazione concreta di questa evoluzione. Le superfici ceramiche impiegate nel rivestimento riproducono la matericità del travertino con sorprendente fedeltà, ma senza i limiti della pietra naturale. La ceramica contemporanea non si limita più a imitare i materiali originari: li rende disponibili in una forma più controllabile e sostenibile. Una trasformazione che riguarda non solo l’estetica, ma la cultura stessa del progetto. Architetti e designer possono oggi lavorare con superfici che conservano la forza espressiva dei materiali naturali senza ereditarne le criticità.

Courtesy Ceramiche Keope

All’interno, lo spazio espositivo progettato da Pierluigi Molteni è concepito come un viaggio attraverso superfici, texture e applicazioni. Lo showroom alterna ambienti residenziali, spazi per l’ospitalità – come un’enoteca – aree di lavoro e zone dedicate al benessere, mostrando come le collezioni Keope possano adattarsi a contesti molto diversi, sia interni che esterni.

Il percorso prosegue al piano interrato, dove un’area è dedicata alla sperimentazione dei materiali: il laboratorio Mix&Match, in cui progettisti e clienti possono combinare superfici, colori e formati. La continuità tra interno ed esterno è infatti una delle linee guida dell’intera produzione Keope, che negli anni ha sviluppato superfici pensate per funzionare trasversalmente tra spazi domestici e ambienti all’aperto, grazie a una varietà di formati, spessori e finiture.

In questo contesto si inserisce la nuova collezione Moov Up, evoluzione della linea Moov lanciata circa dieci anni fa e diventata una delle serie più riconoscibili dell’azienda. Se la prima versione aveva contribuito a diffondere l’estetica urbana del cemento a vista negli interni contemporanei, Moov Up rappresenta un ulteriore passo nella ricerca su questa materia minimale ma altamente espressiva. La collezione si ispira al microcemento, reinterpretato attraverso la tecnologia ceramica: superfici dal disegno fine e compatto, caratterizzate da sfumature delicate e da una sorprendente morbidezza al tatto, che supera l’immaginario ruvido e post-industriale tradizionalmente associato al cemento.

La collezione Moov Up. Courtesy Ceramiche Keope

La nuova finitura Ultramatt – Patent Pending in Italia – amplifica proprio questa dimensione sensoriale, restituendo la percezione del cemento levigato e mantenendo al tempo stesso tutte le prestazioni tecniche del gres porcellanato: resistenza, facilità di manutenzione e proprietà antiscivolo. A completare la collezione, un sistema modulare di formati che consente ampia libertà compositiva, dalle grandi lastre fino a 120 × 278 centimetri ai formati più tradizionali.

Ripartendo dalla Stazione Mediopadana, il contrasto iniziale tra gesto architettonico e contesto torna con ancora maggiore evidenza.

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