C’è un gesto che ricorre da qualche mese nei video che popolano TikTok: una ragazza si copre i capelli con un velo scuro, indossa un abito lungo chiuso fino al collo e cammina in silenzio in uno spazio spoglio. Il riferimento visivo è inequivocabile – la monaca, la clausura, la regola – ma il contesto è tutt'altro che devozionale. Si chiama nuncore e, più che un fenomeno di costume, è un nuovo linguaggio, emerso là dove la cultura visiva contemporanea incontra un'urgenza che non riesce più a ignorare: sottrarsi. O sottrarre il corpo.
Il nuncore ha fatto boom: coprirsi è il nuovo gesto radicale online
Un’estetica nata su TikTok usa veli, silenzio e sottrazione per rispondere alla saturazione dello sguardo online.
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- Lucia Antista
- 24 febbraio 2026
Il nuncore, che nasce dalla fusione ironica tra nun, suora, e hardcore, recupera i codici dell'abbigliamento monastico femminile – velo, soggolo, gonna lunga, tessuti opachi, assenza di ornamento – e li innesta in un contesto profano, nei reel su Tiktok e nelle bacheche Pinterest.
La palette di colori è sobria - i toni principali sono il nero, il grigio e il bianco – e i capi essenziali includono camicie bianche, gonne o abiti lunghi e tailleur dal taglio pulito. Si tratta di un minimalismo austero: pochissimi abbellimenti, se non nessuno, e nessun tessuto lucido o a fantasia.
Rosalía ha avuto un ruolo decisivo nel portare questa estetica fuori dalla nicchia dell’online. Con il suo ultimo album Lux la pop star si muove tra sacro e profano, tra mistiche medievali e reliquie, tra cuori sacri e citazioni evangeliche come “Ego sum lux mundi”. Nelle campagne promozionali dell’album veli, mantelle, tessuti strutturati le avvolgono il corpo senza rivelarlo.
Cosi, Lux ha dato forma visibile a un'intuizione diffusa: coprirsi, oggi, può essere più radicale della nudità. In un'economia dello sguardo fondata sull'accessibilità totale del corpo, sul suo essere costantemente disponibile all'osservazione e al giudizio, il nuncore introduce un'interruzione nel flusso e si inserisce in una costellazione più ampia di pratiche contemporanee che potremmo definire di sottrazione volontaria.
Il digital detox, il quiet luxury, il ritorno all'analogico, le estetiche del silenzio: sono tutti sintomi di una stanchezza profonda nei confronti del regime della visibilità permanente. Ed è significativo che molti di questi immaginari emergano proprio su TikTok, la piattaforma che più di ogni altra ha radicalizzato la logica dell'esposizione.
Non si può ignorare, infine, la dimensione di genere. Il nuncore è un fenomeno prevalentemente femminile, e la sua forza sta anche nella riappropriazione di un simbolo storicamente ambiguo. Il velo della monaca è stato, nei secoli, segno di sottomissione e al contempo di potere, di rinuncia e di autorità: le badesse medievali governavano territori e patrimoni, e la clausura era spesso l'unico spazio in cui una donna poteva accedere alla cultura scritta.
Il nuncore riattiva questa ambivalenza: non sceglie tra libertà e costrizione, ma mostra che ogni forma dell'apparire è sempre entrambe le cose.
Immagine di apertura: Florentina Holzinger, Sancta, 2024. Foto Nicole Marianna Wytyczak