Per la Biennale, Anish Kapoor esporrà 70 progetti nel suo palazzo di Venezia

L’artista britannico torna a Palazzo Manfrin dove sarà protagonista di una mostra dedicata alla dimensione monumentale e processuale della sua ricerca scultorea.

Anish Kapoor a Palazzo Manfrin

In occasione della 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia In Minor Keys, che si svolgerà da sabato 9 maggio al 22 novembre 2026, Anish Kapoor inaugurerà una nuova mostra a Palazzo Manfrin di Venezia, sede dell'Anish Kapoor Foundation dal 2022 e accessibile al pubblico dopo quattro anni di restauri come dispositivo culturale dedicato alla sperimentazione artistica. 

Questa seconda esposizione veneziana dell’artista, che aprirà il 5 maggio 2026, sceglie di percorrere una traiettoria laterale, focalizzandosi specificamente sui progetti scultorei che hanno sfiorato una dimensione architettonica per scala, ambizione e tensione visionaria. Modelli, studi e ipotesi formali che attraversano oltre cinque decenni di ricerca, alcuni realizzati, altri non ancora, ma tutti ideati per riflettere sullo spazio di incontro tra pubblico e oggetto, in un’oscillazione idiosincratica tra abisso e sublime.

Il percorso intreccia opere monumentali storiche e nuove produzioni, prestando particolare attenzione alla dimensione meno commerciale del suo operato. Il cuore della mostra è infatti composto da esperimenti e materiali che raramente trovano collocazione nel circuito della vendita, ma che sono, spiega lo stesso Kapoor, cruciali nel mantenere inalterata la vitalità del suo linguaggio plastico. Accanto a Discesa nel limbo — che rimarrà permanentemente nel Palazzo — e At the Edge of the World, ripensata per Venezia in una versione nera, sviluppata con una vernice affine al Vantablack, saranno inclusi lavori inediti, tra cui un ambiente immersivo composto da silicone e pittura in una saturazione di accumuli e gesti cromatici.

Più che la solita retrospettiva, questo progetto prende quindi le sembianze di un’indagine sulla fase germinale delle sue sculture, ribadendo la posizione di Kapoor all’interno del panorama contemporaneo e consentendo, al contempo, di soffermarsi su una fase poco visibile del suo processo creativo. 

Immagine di apertura: Anish Kapoor, At the Edge of the World (1998), Foto David Stjernholm

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