Alex Honnold scala Taipei 101, uno dei grattacieli più alti al mondo, e Netflix lo trasmette in diretta

Probabilmente nessun architetto ha mai progettato un edificio perchè qualcuno lo scalasse a mani nude; ad Alex Honnold non interessa e arriverà in cima al Taipei 101 senza imbraghi.

101 sono i piani che lo rendono l’undicesimo grattacielo al mondo per altezza (508 metri). Taipei 101 è stato progettato dallo studio C.Y. Lee & Partners e inaugurato nel 2004 per essere la sede di uffici direzionali di grandi aziende. La sua forma interpreta l’emblema dell’architettura cinese tradizionale, la pagoda, in una scala enorme e un linguaggio contemporaneo.

La forte scossa di terremoto che ha colpito il Taiwan nel 2024 lo aveva lasciato intatto, grazie anche all’enorme e pesantissima sfera di acciaio posta all’interno dell’edificio per contrastare vibrazioni causate da forze ambientali o dall’utilizzo e diminuirne i movimenti fino al 40%.

Courtesy Netflix

Oggi il grattacielo torna al centro delle notizie per un’impresa che lo riguarda, colossale almeno quanto le sue dimensioni: Alex Honnold lo scalerà a mani nude. “Niente corde, niente attrezzatura, solo io e l’edificio”, dice l’atleta nel trailer diffuso da Netflix, che trasmetterà la scalata in diretta il 23 gennaio alle 17 (orario italiano).

Alex Honnold è diventato famoso negli anni per gli incredibili traguardi nella disciplina della scalata free-solo, ovvero quella che non prevede la presenza di imbraghi o altri strumenti e il supporto di nessuno. Nel 2018 un documentario diretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin ha vinto l’Oscar raccontando l’avventura verso la vetta di El Capitan, un’enorme roccia nel parco nazionale di Yosemite.

Courtesy Netflix

Skyscraper Live, questo il nome che gli ha dato Netflix, “sarà il più grande evento di free solo urbano di sempre”, commentato in live da giornalisti sportivi. A dirigere le riprese, Joe DeMaio.

Alex Honnold è diventato famoso per gli incredibili traguardi nella disciplina della scalata free-solo, ovvero quella che non prevede la presenza di imbraghi o altri strumenti e il supporto di nessuno.

Honnold ha scelto con cura l’edificio, dopo aver deciso di dedicare un’impresa a una costruzione artificiale e averne visitati decine negli ultimi anni. Finora non era successo, sia per la difficoltà di ottenere i permessi, sia perché, ovviamente, nessun architetto, progettando un grattacielo, si è mai interrogato sul fattore della “scalabilità”. Eppure, il Taipei 101 possiede una serie di caratteristiche che lo rendono una “montagna” ideale in questo senso.



Courtesy Netflix

Ogni otto piani, una grande balconata perimetrale interrompe la vertiginosa verticalità della struttura; così, ha spiegato Honnold, anche in caso di caduta il rischio di morte si riduce (per quanto, ovviamente, resti presente ed è il timore maggiore). Inoltre, gli elementi metallici della facciata si adattano perfettamente alla forma della mano: questa caratteristica renderebbe meno monotona l’ascesa che è fondamentale per la variazione dei movimenti e quindi per un tipo di affaticamento “migliore”. E poi è un grattacielo spettacolare da vedere, che per l’atleta non è un fattore di minore importanza e questo dimostra una certa consapevolezza del mezzo televisivo.

Comunque, Honnold, non si dice preoccupato: la paura fa parte del gioco, ma secondo lui ci sono cose ben più rischiose. Dalla sua parte, i 30 anni di esperienza e un allenamento “come quello dei pugili”.