Le ricerche su Google per l’outfit Nike Tech Fleece hanno registrato un’impennata globale dopo che Donald Trump ha condiviso sul suo social network Truth un’immagine del leader venezuelano Nicolás Maduro deportato negli Usa, apparso — secondo quanto circola online — indossando una tuta Nike Tech completa.
Come spesso accade in un ecosistema digitale che riesce a trasformare qualsiasi evento in stimolo consumistico, nel giro di poche ore il capo d’abbigliamento è diventato virale su X, TikTok e Instagram, accompagnato da articoli e commenti stilistici che hanno spinto migliaia di utenti a cercare di acquistare il prodotto andato subito sold out, posizionando la Nike al centro di una visibilità involontaria ma potentissima. Nessuna campagna pubblicitaria, nessun endorsement: sono bastati meme e curiosità collettiva a viralizzare lo scatto, mettendo peraltro in luce l’ironia di un cortocircuito che vede il leader venezuelano dichiaratamente anti-statunitense portare uno dei marchi più iconici del capitalismo globale americano.
Sebbene non esistano conferme sulla veridicità dell’immagine condivisa, l’episodio dimostra ancora una volta come la cultura pop, i social media e la politica possano intrecciarsi in modi imprevedibili quanto surreali, con effetti di mercato concreti e tangibili. In questo stato di ipernormalizzazione all’interno di un regime dell’attenzione dove l’immagine domina il significato, la forma sovrasta il contenuto e l’immediatezza neutralizza la complessità, anche l’arresto di un Capo di Stato diventa secondario rispetto al brand che indossa. Così, alla fine, è una tuta a sintetizzare un avvenimento politico, e sembra farlo più velocemente di qualsiasi dichiarazione ufficiale.
