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Cuba. Tatuare la storia
In mostra al PAC, “Cuba. Tatuare la storia” propone una riflessione sull’arte cubana, con l’obiettivo di tracciarne le linee guida utili alla corretta comprensione e conoscenza.
“Cuba. Tatuare la storia” in mostra al PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea che, per la prima volta su iniziativa di uno spazio pubblico italiano, propone una riflessione organica e approfondita sull’arte cubana, dentro e fuori dall’isola, con l’obiettivo di tracciarne le linee guida utili alla corretta comprensione e conoscenza.
Celia – Yunior, Asì no se da el café, veduta dell'installazione
“La mostra getta uno sguardo sulla creatività contemporanea d’oltreoceano – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno – sono infatti proprie dell’identità del PAC la ricerca dei linguaggi più nuovi e originali della contemporaneità e la realizzazione di proposte inedite per il pubblico milanese che potrà, durante tutta l’estate grazie a un programma importante e alle aperture serali, avvicinarsi a un mondo artistico nuovo. Un panorama da cui emerge la continua tensione di Cuba tra la difesa della propria tradizione locale e l’apertura alla cultura globale, che si esprime nella continua contaminazione tra la radice performativa della scena cubana e le forme artistiche d’avanguardia a noi più vicine.”
Los Carpinteros, Clavo siete, 2015, veduta dell'installazione
La narrazione dell’isola diventa un viaggio sulla rotta della creatività, per disegnare una mappa e costruire attraverso l’arte una chiave di lettura unica e inedita su quelle che un tempo venivano definite “culture altre” e che oggi stanno diventando protagoniste della scena internazionale.
Ernesto Leal, Word Cloud: Which are the most repeated words in Cuban art?, 2014, veduta dell'installazione
Cuba oggi appare come un’entità mitica: un’isola che da più di cinque decenni sopravvive e resiste tra ostilità e bisogni e che oggi sta attraversando grandi cambiamenti. Un piccolo pezzo di terra, tra l’America del Nord e l’America del Sud, che ha dato vita al “miraggio” di un mondo utopico, benché intrinsecamente contraddittorio. Con le sue politiche e le sue procedure burocratiche, insieme a una complessa rete di codici sovrapposti, ha sviluppato una Storia su cui l’arte “marchia” una rappresentazione eterogenea e frammentata, riverbero perfetto della polifonica realtà cubana.
Humberto Diaz, Aliento,veduta dell'installazione
“Tatuare la storia” significa tracciare un segno sull’identità condivisa: un’azione sulla epidermide della storia, sul corpo delle questioni razziali e identitarie, su tutto il patrimonio di rivoluzioni, evoluzioni e involuzioni. Un segno che porta con sé gli stereotipi culturali, i bisogni primari, i radicamenti nell’intimo e nel sociale, fisico e mentale.
A sinistra: Untitled, 1995.
A destra: Kcho, Estelas en el mar mi abrigo y mi sosten.
Cuba rappresenta storicamente anche un luogo di incroci e mutazioni: è metafora dell’incontro di culture confluite in un orizzonte creolo e tropicale. Ogni singolo artista in mostra al PAC racconta, attraverso le sue opere, la tappa di un viaggio verso l’ambito antropologico e ontologico dell’isola, con i suoi splendori e le sue difficoltà, i suoi rumori e furori, le sue istanze culturali, linguistiche e mitiche, le sue differenze ideologiche e i suoi accecamenti etno-centrici.
Galleria
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Maria Magdalena Carlos Pons.
A sinistra: Red Composition, 1997.
A destra: Finding Balance, 2015 (in centro),
Untitled, 1995
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Ana Mendieta (da sinistra a destra): Mirage, 1974; Sweating Blood, 1973; Volcano, Silueta Series, 1978, veduta dell'installazione
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Ana Mendieta, Body Print, 1974 (Estate print 1997); Body Tracks, 1974 (Estate print 2012); Rape Scene, 1973 (Estate print 2001), veduta dell'installazione
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Lazaro Saavedra, La ùltima Cena, 2016, , veduta dell'installazione
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Los Carpinteros, Clavo siete, 2015, veduta dell'installazione
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fino al 12 settembre 2016 Cuba. Tatuare la storia a cura di Diego Sileo e Giacomo Zaza PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
via Palestro 14, Milano