Licalbe Steiner

La mostra “Licalbe Steiner, grafici partigiani”, curata da Anna Steiner al Museo del Novecento, è dedicata a due protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel Dopoguerra.

Al Museo del Novecento di Milano, la mostra “Licalbe Steiner, grafici partigiani”, curata da Anna Steiner, propone un percorso suggestivo tra materiali, testimonianze, lavori grafici, fotografie e video sulla vita e l’opera di entrambi i protagonisti, ciascuno con una storia e un’identità proprie, ma legati dal 1938 in maniera indissolubile nel privato e nel lavoro.

In apertura: immagine tratta da una composizione foto-grafica di Albe e Lica Steiner del 1940, con il logo dello studio L.A.S. (Lica Albe Steiner). Qui sopra: Manifesto per la mostra “L’estetica nel prodotto a la Rinascente”, 1953

Dopo circa 40 anni, Milano dedica una mostra monografica ai due grafici, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel Dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. Proprio a Calvino si deve un ricordo speciale di Albe all’indomani della sua morte sulle pagine de l’Unità: “Per Albe il piacere dell’invenzione formale e il senso globale della trasformazione della società non erano mai separati”.

Copertina del pieghevole promozionale del libro Fotografia, prima rassegna dell’attività fotografica in Italia, Editoriale Domus, 1942

La mostra, curata da Anna Steiner, cade nel 70° anniversario della Liberazione d’Italia a testimonianza dell’impegno civile iniziato durante la Resistenza e che ha contrassegnato tutto l’arco della loro vita. Il lavoro degli Steiner fu sempre caratterizzato da una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza.

A sinistra: prima di copertina del libro Il flagello della svastica, Feltrinelli, 1955. A destra: copertina de Il Gattopardo, Feltrinelli, 1958

Attraverso numerosi materiali di archivio, il percorso della mostra ripercorre la produzione dello Studio L.A.S. dai primi lavori: dal 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni: ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione di prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale.

A sinistra: manifesto serigrafato a mano dagli studenti del Movimento Studentesco di Architettura, su progetto di Albe Steiner, 1973. A destra: manifesto per il Comune di Carpi per l’inaugurazione del “Museo Monumento al deportato politico e razziale nei campi di sterminio nazisti”, 1973

Una sezione inedita ricostruisce l’attività di Lica dalla scomparsa di Albe nel 1974, fino al 2008, anno dell’inventariazione dei materiali dell’Archivio Albe e Lica Steiner donato da Lica e le figlie al Politecnico di Milano. Negli ultimi trent’anni, Lica ha continuato, insieme all’insegnamento, a lavorare con Anna Steiner e Franco Origoni.

A sinistra: pagina pubblicitaria per prodotti Pirelli, 1960. A destra: manifesto per la “mostra della Ricostruzione, i C.L.N. al lavoro” a cura del Comitato di Liberazione Nazionale della Lombardia, all’ex Arengario di Milano, 1945

La biografia viene ricostruita in mostra attraverso rari documenti che Lica ed Albe hanno tenacemente conservato nel tempo, nonostante guerre, distruzioni e viaggi, a testimonianza della loro formazione e della loro unione “intellettuale” che li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici, i “Licalbe”, tracciandone un’unica identità.

Ritratto fotografico di Lica e Albe Steiner di Gabriele Mucchi, primi anni Quaranta

I materiali esposti provengono dall’Archivio Albe e Lica Steiner del Politecnico di Milano e dalla Collezione privata dello Studio Origoni-Steiner. La mostra è stata realizzata grazie alla partecipazione di Coop, che ha saputo vedere in questo progetto un momento importante per la storia e la memoria del suo marchio, disegnato da Steiner nel 1963, poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner. Ad Albe Steiner si deve anche tutta la declinazione e applicazione del marchio Coop sugli imballaggi coordinati e sull’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop di Reggio Emilia studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti.

Manifesto per l’inaugurazione del primo magazzino COOP a Reggio Emilia, con il logo disegnato da Albe Steiner, 1963

La mostra è l’ultima parte di un progetto di diffusione della vita e delle opere degli Steiner promosso da Ardaco e sostenuto da Coop, iniziato sette anni fa con la realizzazione del film documentario Linea Rossa. Insieme per un Progetto di cambiamento di Enzo Coluccio e Franco Bocca Gelsi (Ardaco- Orda d’Oro, 2009) in cui una intensa Lica ha lasciato la sua ultima testimonianza diretta, insieme a quella di amici, famigliari, artisti come Arnaldo Pomodoro e Francesco Leonetti. (Il film sarà presente in mostra).

Copertina del catalogo della mostra del “Premio Compasso d’Oro la Rinascente”, 1954


Licalbe Steiner: grafici partigiani
Museo del Novecento
via Marconi 1, Milano
A cura di: Anna Steiner
Allestimento e grafica: Studio Origoni Steiner, con Anna Steiner, Franco Origoni, Matteo Origoni, Roberta Molaschi, Silvia Liuzzo, Maria Teresa Bezurghi e Marta Marasà
Catalogo: Corraini Edizioni; progetto grafico e impaginazione a cura di Studio Origoni Steiner