Il meglio della settimana

Dal design 'umanitario' che sta prendendo piede al confine tra Iran e Iraq, all'eclettico mixtape proposto da Domus México per tradurre in suoni la complessità di Culiacán; questo e altro nel nostro 'meglio della settimana'.

Mentre le école francesi espongono i loro progetti negli spazi del VIA di Parigi, offrendo uno spaccato sulla creatività, le tendenze e la ricerca nel design contemporaneo del Paese, al confine tra Iran e Iraq, la riflessione sul ruolo dell'architettura è tutta protesa verso una dimensione propriamente umanitaria che esplora le possibili applicazioni di materiali naturali come fango e terra. A Rotterdam Domus incontra invece i due designer Mario Minale e Kuniko Maeda, che continuano la loro ricerca sul processo di produzione degli oggetti comuni, per ridefinirlo in base a nuovi parametri: la logistica delle risorse, della costruzione, del trasporto e dello stoccaggio.

Tentando di comprendere più a fondo la New Aesthetic, introdotta da James Bridle poco più di un anno fa, ci siamo resi conto che questo raffinatissimo prodotto del nostro tempo, riconducibile all'esplosione del digitale, è un fenomeno molto più "umano" di quanto non sembri a prima vista. Infine attraversando le strade di Culiacán, in Messico, siamo stati letteralmente travolti da un mix di sonorità locali rustic ranchera, cumbia, e corrido combinate ai ritmi techno, dubstep e factory-churned, quasi a voler riassumere i molti lati della complessa narco-cultura radicata in città.

Domus México Mixtape #1: il suono di Culiacán
A mixtape from Culiacán by Mexican Jihad
Domus México lancia una nuova serie di Mixtape a cura di Mexican Jihad, a.k.a Alberto Bustamante. La serie Domus México Mixtape, che sarà presentata sul primo numero della rivista a luglio, prende spunto dai Domus Mixtape curati nel 2011–2012 da Daniel Perlin per Domus e, continuandone il respiro internazionale, coinvolgerà anche alcuni artisti locali, parte di una scena unica di sottocultura musicale che ha legami stretti con regioni, città, quartieri e perfino alcuni particolari spazi.
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In apertura: Urban Cursor, oggetto dotato di GPS disegnato dal designer danese Sebastian Campion per facilitare l'interazione sociale nello spazio pubblico Figueres, Spagna nel 2009. Qui sopra: a sinistra, <em>Notgeld</em>. Tovaglie, asciugamani e tovaglioli da cucina ispirati a banconote. Fotografia di Marit Kramer; a destra, <em>Inside Out Furniture</em>, disegnato per essere scaricato, stampato in 3D e assemblato localmente. Fotografia di Marit Kramer
In apertura: Urban Cursor, oggetto dotato di GPS disegnato dal designer danese Sebastian Campion per facilitare l'interazione sociale nello spazio pubblico Figueres, Spagna nel 2009. Qui sopra: a sinistra, Notgeld. Tovaglie, asciugamani e tovaglioli da cucina ispirati a banconote. Fotografia di Marit Kramer; a destra, Inside Out Furniture, disegnato per essere scaricato, stampato in 3D e assemblato localmente. Fotografia di Marit Kramer
Minale-Maeda: Inside Out Furniture
A design report from Rotterdam by Elise van Mourik
In un periodo in cui l'intero settore del design è oggetto di un processo di revisione critica, lo studio Minale-Maeda persegue un esame puntiglioso delle più consolidate procedure del design industriale. Traendo ispirazione da quanto si cela dietro alle quinte di una società dominata dal consumismo, Mario Minale e Kuniko Maeda portano la loro attenzione sul processo di produzione degli oggetti comuni, e propongono un'alternativa al luogo che questi prodotti di uso quotidiano occupano nel complesso sistema dell'economia materiale. In contrasto con l'impenetrabilità che spesso denota il processo industriale, i loro progetti mettono apertamente in mostra le proprie origini, accentuando così le caratteristiche che li distinguono dai prodotti di design tradizionale.
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VIA, les écoles de design 2012
A design report from Parigi by Ivo Bonacorsi
L'edizione 2012 di Le scuole di design in corso negli spazi del VIA, l'associazione che si occupa di innovazione e valorizzazione nell'arredamento, offre attraverso l'esposizione di 65 di progetti e prototipi, provenienti da 24 istituti del paese uno spaccato sulla creatività, le tendenze e la ricerca nel design contemporaneo francese. Con una bella e precisa selezione operata da Michel Bouisson, l'appuntamento s'inscrive come un classico nella programmazione della Design Week estiva. Quest'anno sarà prolungato fino all'autunno, quando un altro grande salone parigino, Maison&Objet, porterà nella capitale gli addetti ai lavori di tutto il mondo. La selezione dei progetti di diploma, nata come una vetrina per giovani talenti, si è progressivamente trasformata nella possibilità di testare l'offerta, le opportunità e l'efficacia di una strategia pedagogica che, su scala nazionale, ha prodotto sistemi d'eccellenza conosciuti in tutto il mondo: ENSCI, École Camondo, École de Valenciennes e una splendida miriade di ramificazioni regionali che vanno da Brest a Saint-Étienne e che stanno amplificando la qualità del design francese a livello internazionale.
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Priscille Tariel, scala <em>Aller plus haut</em>. École supérieure des beaux-arts, Tours-Angers-Le Mans. Fotografia di © Priscille Tariel
Priscille Tariel, scala Aller plus haut. École supérieure des beaux-arts, Tours-Angers-Le Mans. Fotografia di © Priscille Tariel
Ma gli androidi sognano un'estetica elettrica?
A design report from Roma by Luca Silenzi
Anti-manifesto
La New Aesthetic è stata introdotta da James Bridle quasi in punta di piedi poco più di un anno fa, ed è oggi uno dei temi più dirompenti nel dibattito sulla cultura visuale contemporanea. La diffusione internazionale di questo interesse critico nei confronti della zona di transizione tra reale e digitale, tra fisico e virtuale, tra uomo e macchina ha subìto una decisa accelerazione lo scorso marzo, con l'epico saggio di Bruce Sterling su Wired, che ha scatenato una serie di interessantissime reazioni a catena nel mondo della cultura e delle arti visive tra difensori e ridimensionatori di questa "cosa". Bridle non è partito con un manifesto o con una perentoria dichiarazione d'intenti. Al contrario: ha semplicemente posto la questione, creando una piattaforma di approfondimento per link e immagini col medium più opportuno, Tumblr. Un'impostazione volutamente più da "curatore" che da "teorico": l'azione di micro-blogging è stata d'immensa utilità nel descrivere in progress qualcosa di cui Bridle, per sua stessa ammissione, il 6 maggio 2011, aveva solo una vaga idea. Infatti la New Aesthetic – o, in termini new-estetici: #NA – non è e non è mai stata qualcosa di completamente definito né, tantomeno, un movimento.
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Culiacán. Foto Adam Weisman.
Culiacán. Foto Adam Weisman.
Rai Studio: Mud Structure
A news report from Kermanshah
Lo studio di architettura iraniano Rai Studio, Architecture for Humanity Tehran, in collaborazione con l'Associazione degli studenti della facoltà di architettura della Razi University, hanno realizzato una serie di strutture in fango nella città di Kermanshah, in Iran. Pouya Khazaeli di RAI Studio, insieme al suo ambizioso team di designer e studenti universitari, sta conducendo una ricerca su tecniche di edilizia sostenibile ed economica, nel tentativo di diffondere un design 'umanitario', proprio nella regione sottosviluppata al confine tra l'Iran occidentale e l'Iraq orientale. Il prototipo della dimora è costituito da una struttura di bambù creata incurvando e legando tra loro i rami degli alberi, e poi stabilizzata e protetta dai muri di fango.
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Rai Studio, <em>Mud Structure</em>, Kermanshah, Iran 2012. Fotografia di Mahsa Masoudi
Rai Studio, Mud Structure, Kermanshah, Iran 2012. Fotografia di Mahsa Masoudi

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