La nuova lampada di Grau sembra un reperto alieno, e nasce da un vero meteorite

Con Alien, realizzata con lo scultore Yngve Holen, Grau inaugura la sua linea di edizioni “Artist”: una lampada in vetro UV reattivo scolpita a partire dalla scansione 3D di una vera tectite generata dall’impatto di un meteorite quindici milioni di anni fa, prodotta in soli 200 esemplari.

Yngve Holen, Alien, Grau

Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

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Yngve Holen, Alien, Grau

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Ci sono, tutto sommato, due aspetti che riguardano la progettazione di lampade: il design dell’oggetto e la luce come medium, sostanza intangibile ma controllabile. La causa e l’effetto. L’azienda tedesca Grau e le sue lampade, che Domus ha spesso guardato da vicino, hanno dimostrato cosa significhi lavorare simultaneamente su entrambi i livelli. Superando la logica binaria dell’on-off, le lampade Grau trattano la luce come una materia viva, assecondandone la capacità di variare in intensità e colore, di muoversi e trasformarsi. Un approccio che trae la sua ispirazione più profonda dai ritmi della natura e si concretizza in forme originali, come dimostrano Fire o Parrot Table, configurate attraverso l’interazione con l’utente. Adesso ai due livelli — l’oggetto e la sua luce — se ne aggiunge un terzo: la lampada come pezzo scultoreo in edizione limitata. Con Alien, l’ultimo progetto, Grau inaugura le edizioni “Artist”, coinvolgendo artisti nei processi di progettazione. In questo primo esperimento, la firma è di Yngve Holen, scultore che vive tra Oslo e Berlino e assembla oggetti, materiali, parti di automobili ed elettrodomestici per indagare il rapporto tra tecnologia, design ed essere umano.

Yngve Holen, Alien, Grau

Una lampada come un reperto extraterrestre

Sembra quasi una forzatura scrivere di Alien come di un oggetto, dato che assomiglia più a un avvenimento che a una cosa. L’originale “paralume” fluorescente è stato scolpito a partire da scansioni 3D ad altissima precisione di una vera moldavite, ovvero una tectite formatasi in seguito all’impatto di un grande meteorite sulla superficie terrestre. Il corpo che diffonde la luce è soffiato a bocca, reattivo ai raggi UV, e crea un’esperienza luminosa magnetica. A sostenerlo sono una base e uno stelo in alluminio nelle cui curve si riconoscono la firma Grau e la citazione della celebre Fire del brand. Il risultato è una luce familiare eppure straniante, un vero e proprio alieno del light design.

La firma è di Yngve Holen, scultore che vive tra Oslo e Berlino e assembla oggetti, materiali, parti di automobili ed elettrodomestici per indagare il rapporto tra tecnologia, design ed essere umano.
Yngve Holen, Alien, Grau

Alien è un prodotto artigianale in edizione limitata di duecento pezzi, e ogni vetro è unico. Il progetto reimmagina un evento di quindici milioni di anni fa, capace di lasciare la sua impronta in un reperto fossile rinvenuto nella Germania meridionale. Ad Alien seguiranno altri progetti della linea Artist, sotto la direzione creativa di Timon e Melchior Grau, i due fratelli fondatori del brand. L’operazione è chiara: insistere sull’idea che una lampada non sia semplicemente una lampada, ma un dispositivo per “attivare ciò che ci rende umani”, come recita il claim del marchio, esplorando la luce oltre le logiche convenzionali e trasformandola, in questo caso, in una memoria fossile del pianeta.

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

Yngve Holen, Alien, Grau Courtesy Grau

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