La monobloc contemporanea si chiama Linnéa e l’ha disegnata Nichetto per infiniti

Profili aperti, nervature essenziali, nessun grammo di plastica in più del necessario: nell’anno della monobloc, il progetto Linnéa ha riportato al centro il rapporto tra designer e industria, nella tradizione migliore del design italiano. Ce lo raccontano i protagonisti.

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti

courtesy infiniti

Un ripensamento sulla monobloc, negli anni in cui è diventata uno dei fenomeni culturali più rilevanti alla scala globale: la collaborazione di infiniti con Nichetto, studio veneziano dal respiro internazionale, si chiama Linnéa ed è una sedia in plastica, impilabile, a profili aperti. Una riflessione progettuale sulla natura stessa di una tipologia tra le più diffuse e, paradossalmente, tra le meno interrogate del panorama dell'arredo contemporaneo. La domanda è condivisa: cosa rimane essenziale nella sedia monoblocco, quando si torna all'origine, a prima che la tecnologia produttiva spostasse l'attenzione verso la complessità? La risposta è quella “linea”, principio generativo e origine del nome, un coincidere di forma e struttura, determinato dalla stessa necessità delle prime monoblocco, ma con un linguaggio aggiornato e una consapevolezza formale propria del design contemporaneo.
Senza i due protagonisti specifici, difficilmente questo sarebbe potuto succedere. infiniti proviene da un grande know-how nella componentistica d’arredo, e dal 2008 produce in tre stabilimenti – metallo, plastica e legno lavorati direttamente – arredi tra corporate, workplace e hospitality guardando a un mercato di quasi 90 paesi. Nichetto – fondato a Venezia da Luca Nichetto – si tende tra narrazione ed esattezza, affondando radici nella cultura italiana del progetto.

Linnéa. Foto Di Bon, courtesy infiniti

“Un fresh start. Un ritorno all’essenza del design industriale” l’ha definito Nichetto “Un brief molto chiaro, di quelli che non ricevevamo da anni”, dove erano chiare la destinazione, il catalogo, la fascia di prezzo, i riferimenti. E soprattutto un brief con un trasferimento di cultura, quello della storia della monoblocco da cui partire (“L’unico ad avercene dato uno simile era stato Hermès”.) Molti dei riferimenti del brief erano icone, ma non in plastica. Poi da inizio 2000 Jasper Morrison aveva introdotto le sezioni chiuse, svuotate all’interno introducendo gas, e tutti l’avevano fatto. Come andare oltre? Tornando alle origini della monobloc, “quella del gelataio, che sfruttando la plastica con sezioni minime per ragioni di costo, lavora perfettamente sulle nervature per sostenersi. Quindi l’idea era di non usare né un grammo di plastica di più né uno di meno del necessario a far esistere un prodotto di qualità”.

Francesco Dompieri, Luca Nichetto e Linnéa. Foto Di Bon, courtesy infiniti

È stato, nelle parole di azienda e designer, un ritorno al disegno industriale come progetto per la produzione, quello che ha costruito la leggenda del design italiano dal dopoguerra in avanti, culminando negli anni ’60; non mancavano infatti nel brief riferimenti come la sedia Selene di Vico Magistretti: pur essendo nata in fibra di vetro, era un paradigma in termini di concept e di processo, di lavoro del designer. E proprio lì, ha detto Nichetto, c’è stata la svolta: “Adesso che il design si fa ‘stile’, tu designer diventi un fornitore di disegni, non cresci. Si interrompe il trasferimento di know-how. Infatti, stavolta, ritornare a fare quello che per me è il lavoro, inizialmente è stato uno choc”. Il processo ha attraversato 8 mesi circa a partire dalla fine del 2024. Due mesi per identificare il concept da sviluppare – e in Infiniti la scelta passa per tutte le persone dell’azienda – altri due o tre mesi di sviluppo a quattro mani, poi la prototipazione, le correzioni e il fondamentale lavoro sulle attrezzature. Linnéa è una sedia prodotta a iniezione, dallo stampo in acciaio fresato dipende quasi tutto, anche le texture superficiali definite tramite fotoincisione.

Foto Di Bon, courtesy infiniti

Nel prodotto finale, la differenza qualitativa arriva da queste attenzioni, e si traduce nello spessore costante delle sezioni, nella continuità tra gambe, seduta e schienale, nell’inclinazione della seduta e nell’apertura dello schienale calibrate per un comfort delle utenze più ampie possibili. Linnéa è stata pensata con e senza braccioli – sempre impilabile – per rispondere alle esigenze del contract intensivo senza rinunciare a una leggibilità più ampia, che include anche il residenziale. Nella palette cromatica la presenza di tonalità sia calde sia fredde e neutre, punta a dialogare coi contesti architettonici più differenti. E la stessa attenzione è stata dedicata anche a una versione realizzata con almeno il 30% di plastica post-consumo industriale (PIR), dove la scelta di una tonalità chiamata Dove Grey rende visibile e riconoscibile una maggior vicinanza alla natura del materiale.

Il “caso Linnéa”, quindi, è estremamente interessante, oltre che per l’output finale di prodotto, per la luce che getta sulla situazione attuale del design, nei termini di rapporti tra progettista e industria, ma anche di pensiero sulle tipologie: ripensando una categoria data ormai per assunta, si è riaffermato come il design lavori sul legame tra prodotto e il suo tempo, sulla capacità di dargli risposta e prefigurare se possibile quelli che seguiranno.

Immagine d'apertura: Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti Foto Di Bon, courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti courtesy infiniti

Linnéa, la sedia monoblocco di Nichetto®️ per infiniti courtesy infiniti