La scimmietta Zizì di Bruno Munari non è più un giocattolo

Il progetto, nato dall’incontro tra il designer e il poliuretano, rivive oggi in edizione limitata come oggetto da collezione.

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Questo articolo è stato pubblicato in origine su Domus 1076, febbraio 2023.

Uno scheletro di filo di rame cotto rivestito di 25 grammi di gommapiuma. Con due soli materiali, all’inizio degli anni Cinquanta, Bruno Munari (Milano 1907- 1998) dà vita a Zizì, un piccolo, essenziale e malleabile oggetto, una scimmietta sorridente con lunghi arti snodabili. L’artista, designer e filosofo milanese dimostrava così al Gruppo Pirelli, con il quale collaborava nel Secondo dopoguerra, i possibili impieghi del nuovo materiale che stava spingendo il design alle porte della modernità: il poliuretano espanso. 

Domus 276, novembre 1952

Il giocattolo, anzi l’arte di Munari “entra così nel mondo della produzione in serie”, commentava Domus nel 1952, pubblicando il disegno esecutivo del designer e le fotografie di Zizì che si sbizzarrisce in una serie di simpatiche posture, possibili grazie all’armatura di metallo che attraversa i lunghi arti snodati, le mani prensili e la coda. Con naturalezza e con la consueta ironia, Munari fa della gommapiuma un oggetto destinato a stimolare l’immaginazione dei bambini; non da guardare, ma pensato per essere toccato, manipolato e personalizzato. Zizì è elastica e rende elastica la mente di chi la usa, in linea con l’approccio pedagogico di Munari, che vede il gioco come esercizio per allenare la mente e incoraggiare la creatività. La scimmietta non passa inosservata: si aggiudica il Compasso d’Oro del 1954 e si insedia sui gradini più alti del design italiano, da cui non scenderà più: non è solo un gioco, ma l’espressione concreta della sperimentazione e della creativa applicazione dei materiali moderni all’industria.

La scimmietta Zizì di Bruno Munari rieditata da Corraini Edizioni

Corraini Edizioni, che da oltre 40 anni lavora come officina editoriale aperta alla contaminazione tra le arti, distinguendosi per l’accuratezza filologica e il rispetto delle riedizioni dei progetti di Munari, omaggia la genialità dell’artista e ripropone, in serie limitata, la piccola Zizì. Il progetto di Corraini parte da uno stock di scimmiette prodotto nel 2007 e rimasto inconcluso: ogni Zizì è stata accuratamente compiuta e dipinta a mano, con il corpo marrone e il musetto bianco sorridente. Anche la confezione è quella pensata da Munari: una leggera gabbia da cui liberare la snodata stimolatrice di creatività, che andrà a insediarsi tra le mura domestiche. Tramite un processo artigianale, quindi, le Zizì tornano a essere disponibili, così come pensate da Munari, e proprio per queste caratteristiche materiche, datate e fragili, oggi non possono essere considerate giocattoli, ma animaletti da collezione di cui prendersi cura, delicati e preziosi, per omaggiare una felice pagina di design e ricordare l’espressione “più elastica” e moderna delle ricerche pedagogiche e sperimentali di Bruno Munari.

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni

Scimmietta Zizì, di Bruno Munari, 1952, rieditata da Corraini Edizioni