Non c’è solo la Biennale: 15 mostre da vedere a maggio in Italia e nel mondo

Da Venezia a New York, passando per Milano, Roma, Torino e Reykjavík: mentre la Biennale monopolizza il dibattito internazionale, maggio 2026 continua a essere uno dei mesi più intensi per l’arte contemporanea. Abbiamo selezionato 15 mostre che valgono davvero il viaggio.

1. Jannis Kounellis. Untitled, Galleria 10 Corso Como, Milano, dal 13 maggio al 16 giugno 2026 La Galleria di 10 Corso Como rende omaggio al maestro dell’Arte Povera Jannis Kounellis con un progetto speciale realizzato in collaborazione con la Galleria Fumagalli, “Jannis Kounellis. Untitled" visitabile dal 13 maggio al 16 giugno. Curata da Alessio de' Navasques, l'esposizione propone un'unica grande installazione del 2009 composta da settanta cappotti neri. L’opera occupa gli spazi dalla chiara impronta industriale della galleria, e utilizza gli indumenti come tracce di vite vissute e simboli di memoria collettiva. Attraverso questa sequenza di cappotti, capi caricchi di significati e riferimenti culturali, Kounellis affronta temi quali la condizione umana in transito, le migrazioni e la ricerca costante di significato nella vita di ogni persona. Un'occasione per riscoprire la potenza di un linguaggio che approda a una solennità monumentale capace di interrogare le urgenze del nostro tempo.

Jannis Kounellis. Untitled Detail © Lucrezia Roda Courtesy Galleria Fumagalli

2. Brian Eno. My Light Years, Crociera dell’Ospedale Vecchio, Parma, dal 1° maggio al 2 agosto 2026 Dal 1° maggio al 2 agosto 2026, Parma ospita l’universo visivo e sonoro di Brian Eno con il progetto espositivo SEED e My Light Years. Curata in collaborazione con il Comune di Parma, la rassegna si sviluppa come un percorso diffuso che riapre alla cittadinanza spazi storici della città, trasformandoli attraverso l'arte generativa e la luce. L'intervento si articola in due sedi principali: l'Ospedale Vecchio, dove la monumentale Crociera accoglie installazioni audiovisive e nuove light boxes, e i Giardini di San Paolo, che ospitano l'installazione audio site-specific SEED. In questi ambienti, Eno esplora il confine tra suono e immagine, creando ecosistemi multimediali in continua mutazione. L'opera si propone come una riflessione sulla condizione umana e sulla pratica artistica come strumento sociale, invitando il pubblico a un'esperienza immersiva nel paesaggio urbano.

Brian Eno, My Light Years, Crociera dell'Ospedale Vecchio, Parma

3. Walter Pfeiffer. In Good Company, Pinacoteca Agnelli, Torino, dal 30 aprile al 13 settembre 2026 Il desiderio, la bellezza e l’identità queer si incontrano in un racconto visivo che scardina i canoni estetici tradizionali. La Pinacoteca Agnelli di Torino presenta la prima estesa retrospettiva italiana dedicata a Walter Pfeiffer, a cura di Simon Castets e Nicola Trezzi, che ripercorre oltre cinquant'anni di carriera dell'artista svizzero. Il percorso espositivo mette in luce l'evoluzione di un linguaggio capace di rivoluzionare la fotografia di moda e il ritratto contemporaneo. Dalle prime prove iperrealiste degli anni Settanta, fino alle celebri immagini a colori e ai video più recenti, la mostra espone un vasto corpus di opere caratterizzate da un'estetica immediata e apparentemente spontanea. Pfeiffer esplora il corpo e la sua rappresentazione con un mix unico di ironia e leggerezza, celebrando la libertà di espressione.

Installation view Walter Pfeiffer. In Good Company  Pinacoteca Agnelli, Torino, 2026 Image Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino. Ph. Credit Sebastiano Pellion di Persano

4. Francesca Woodman. Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, Gagosian, Roma, dal 29 aprile al 31 luglio 2026 La galleria Gagosian di Roma dedica a Francesca Woodman la mostra “Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid”, un'indagine profonda sul legame tra la fotografa statunitense e il Surrealismo. Attraverso circa cinquanta stampe, molte delle quali inedite, l'esposizione ripercorre la poetica di un'artista che ha fatto dell'autoritratto il cardine di una drammaturgia dell'io. Le immagini, realizzate tra ambienti naturali e interni trasandati, mettono in scena corpi nudi o velati che dialogano con oggetti quotidiani carichi di valenze simboliche: guanti, conchiglie e maschere diventano strumenti di una narrazione sospesa tra realtà e sogno. Woodman, che visse a Roma alla fine degli anni Settanta frequentando la scena artistica d’avanguardia, utilizza la mise-en-scène per esplorare i temi dell'identità e della metamorfosi.

Courtesy of the Woodman Foundation and Gagosian. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome

5. Helter Skelter. Arthur Jafa e Richard Prince, Fondazione Prada, Venezia, dal 9 maggio al 23 novembre 2026 In una Biennale in cui il padiglione degli Stati Uniti ha fatto parlare di sé quasi soltanto per il numero esiguo di visitatori che lo ha attraversato nei giorni della preapertura, la sede veneziana della Fondazione Prada riprende le redini del discorso sull’immaginario americano, tra miti popolari e tensioni sociali, riletto attraverso il dialogo tra due figure chiave dell’arte contemporanea: Arthur Jafa e Richard Prince. La mostra “Helter Skelter” esplora le complessità della cultura visiva degli Stati Uniti, utilizzando il campionamento di immagini e la riappropriazione di icone per analizzare temi come l'identità, il potere e la rappresentazione del corpo nero e della provincia americana. Jafa e Prince, pur partendo da presupposti differenti, condividono un approccio critico verso i media e la storia, decostruendo i simboli del sogno americano per rivelarne le zone d'ombra.

Veduta della mostra “Helter Skelter: Arthur Jafa e Richard Prince”. Foto: Andrea Rossetti. Per gentile concessione della Fondazione Prada. Arthur Jafa, Viriconium, 2026 

6. Charlotte Perriand. Living Modernism, Museum der Moderne Salzburg, Salisburgo, dal 1° maggio al 13 settembre 2026 Il Museum der Moderne Salzburg ospita la mostra “Charlotte Perriand Living Modernism”, la prima grande retrospettiva in Austria dedicata alla progettista francese. Il percorso espositivo celebra una figura che ha segnato il design del Novecento, capace di unire rigore tecnico e sensibilità per la natura in una visione olistica del quotidiano. Attraverso la collaborazione con l’Archivio Charlotte Perriand e il supporto di Cassina, l’allestimento propone ricostruzioni storiche – come il celebre Salon d’Automne del 1929 – accanto a mobili iconici e progetti meno noti. La fotografia ad esempio, emerge come strumento fondamentale nella ricerca di Perriand, fonte di ispirazione per volumi e materiali. Visitabile dal 1° maggio al 13 settembre 2026 presso la sede del Mönchsberg, l'esposizione restituisce l'attualità di una visione che ha trasformato l'ambiente domestico in una "macchina per abitare" a misura d'uomo.

Charlotte Perriand. Modern Living: Design, Photography, Architecture - Exhibition view, Museum der Moderne Salzburg, 2026 © Archives Charlotte Perriand, Bildrecht Vienna, 2026, Museum der Moderne Salzburg, Photo: wildbild, Herbert Rohrer

7. Jasper Johns: Night Driver, Museo Guggenheim Bilbao, Bilbao, date dal 29 maggio al 12 ottobre 2026 Oltre centoquaranta opere raccontano il percorso di un artista che ha trasformato i simboli della quotidianità in icone universali. Il Museo Guggenheim di Bilbao ospita “Jasper Johns: Night Driver”, un’ampia retrospettiva che analizza l’evoluzione di un linguaggio capace di superare l’Espressionismo Astratto per anticipare le istanze della Pop Art. L'esposizione, curata da Enrique Juncosa, raccoglie dipinti, sculture e disegni che documentano la ripetizione ossessiva di soggetti come bandiere, bersagli e numeri, elevati a oggetti di indagine. Il percorso include anche le storiche collaborazioni con Samuel Beckett e Merce Cunningham, arrivando fino alle serie più recenti come “Catenary”. In particolare, la mostra approfondisce la fase creativa degli anni Novanta e Duemila, caratterizzata da un approccio più introspettivo e autobiografico rispetto all'ironia degli esordi.

Flags, 1987 Encausto e collage su tela 65,5 x 83,8 cm Collezione dell'artista © Jasper Johns, VEGAP, Bilbao, 2026 

8. SUPERFLEX – Come Hell or High Water, ARKEN Museum of Contemporary Art, Ishøj, date dal 7 maggio 2026 al 3 gennaio 2027 Un giorno l'Arken Museum sarà sott'acqua. Da questa visione nasce “Come Hell Or High Water”, mostra del collettivo SUPERFLEX che trasforma il museo in nave affondata e arca per la sopravvivenza delle specie. Immersi in una luce blu e protetti da barricate, gli spazi accolgono casse di trasporto che ripercorrono oltre trent'anni di carriera in bilico tra arte e attivismo. Il cuore del progetto è “The Ark Factory”, una vera fabbrica dove i visitatori assistono alla creazione di un'arca destinata non a galleggiare, ma a inabissarsi per diventare barriera corallina artificiale. Un invito a ripensare la coesistenza tra tutti gli esseri viventi, trasformando l'incertezza in uno spazio d'azione e di immaginazione per un futuro comune, oltre l'imminente crisi ambientale del nostro pianeta.

SUPERFLEX. Foto: Kavian Borhani

9. Volveré y seré millones. Wynnie Mynerva, Société Berlin, Berlino, dal 1° maggio al 27 giugno 2026 La memoria collettiva e il potere delle icone popolari si intrecciano in un’indagine visiva sulle radici dell’identità politica e sociale. La galleria Société di Berlino presenta “Volveré y seré millones”, mostra personale dell’artista sudamericana Wynnie Mynerva, che esplora come le immagini di figure storiche e attivisti vengano rielaborate nel linguaggio dell'arte contemporanea. Il titolo, che richiama le celebri parole attribuite a Eva Perón, introduce un percorso dedicato alla persistenza del mito e alla sua capacità di generare nuovi significati nel presente. Attraverso una selezione di opere che spaziano dalla pittura all'installazione, l'esposizione analizza il confine sottile tra celebrazione e critica, documentando come il volto e il corpo diventino simboli di lotta e appartenenza. Minerva qui decostruisce l’estetica della propaganda e della cultura di massa per riflettere sulla fragilità delle ideologie e sulla forza della testimonianza individuale.

Courtesy the artist and Société Berlin

10. Björk: Echolalia, National Gallery of Iceland, Reykjavík, dal 30 maggio al 20 settembre 2026 Un palcoscenico teatrale dove la musica incontra la ritualità e la natura nel cuore di Reykjavik. La National Gallery of Iceland presenta Echolalia, una mostra di Björk che trasforma l’intero museo in uno spazio per esplorare i confini tra arte e tecnologia. Il progetto mette in scena tre installazioni audiovisive monumentali, tra cui due opere elegiache composte in onore della madre, affiancate da un brano inedito che anticipa il prossimo album dell'artista. Il percorso si snoda tra processioni rituali ambientate in vallate remote e imponenti architetture corali: trenta altoparlanti diffondono le singole voci del coro Hamrahlíð, permettendo al pubblico di muoversi tra le diverse frequenze sonore. La rassegna include anche Metamorphlings, sezione dedicata alle celebri maschere realizzate da James Merry, storico collaboratore di Björk.

Björk © Viðar Logi

11. Zurbarán, National Gallery, Londra, date dal 2 maggio al 23 agosto 2026 Un naturalismo vivido e una profonda carica spirituale portano a Londra, per la prima volta nel Regno Unito, l’opera di uno dei grandi maestri del Seicento spagnolo. La National Gallery ospita la prima grande retrospettiva monografica dedicata a Francisco de Zurbarán, figura centrale della Siviglia barocca capace di fondere il realismo di Caravaggio con un’intensa misticità. Il percorso espositivo, organizzato in collaborazione con il Louvre e l’Art Institute di Chicago, raccoglie capolavori provenienti da tutto il mondo: dalle monumentali pale d’altare commissionate dagli ordini religiosi alle celebri nature morte. Celebre per la maestria tecnica nel ritrarre i tessuti – dalle sete sontuose alle austere vesti monacali – Zurbarán trasforma oggetti quotidiani in simboli carichi di significato. La mostra, visitabile dal 2 maggio al 23 agosto 2026, include anche rare opere del figlio Juan, offrendo uno sguardo completo su una pittura che continua a emozionare per la sua rigorosa semplicità.

Francisco de Zurbarán, «Cristo e la Vergine nella casa di Nazareth» 1640 circa Immagine: The Cleveland Museum of Art, Fondo Leonard C. Hanna Jr. 1960.116 © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio

12. Hujar: Contact, The Morgan Library & Museum, New York, dal 22 maggio al 25 ottobre 2025 Il volto di una New York underground emerge attraverso lo sguardo di uno dei più grandi ritrattisti del Novecento. La Morgan Library & Museum presenta “Peter Hujar: Contact”, un'esposizione che esplora il processo creativo del fotografo statunitense attraverso i suoi provini a contatto, offrendo una prospettiva inedita sulla sua ricerca estetica. La mostra documenta la capacità di Peter Hujar di catturare l'essenza nuda e vulnerabile dei suoi soggetti, dalle icone della scena artistica e intellettuale della Downtown agli scorci di una città in perenne trasformazione. Attraverso la selezione dei provini, il percorso mette in luce la meticolosa precisione tecnica e l'empatia profonda che caratterizzano ogni suo scatto, rivelando come l'artista costruisse l'immagine finale partendo da un dialogo silenzioso con il reale.

Susan Sontag. Peter Hujar Collection, Morgan Library & Museum, New York.

13. Frank Gehry, Gagosian, Beverly Hills, dal 14 maggio al 27 giugno 2026 Icone zoomorfe in metallo e strutture sinuose che sfidano la forza di gravità portano l'eredità di uno dei padri dell'architettura contemporanea a Beverly Hills. La galleria Gagosian presenta una mostra dedicata a Frank Gehry, la prima retrospettiva organizzata dopo la sua scomparsa nel 2025, realizzata in stretta collaborazione con la famiglia e lo studio dell'artista. L'esposizione mette in luce il lato più scultoreo e intimo della ricerca di Gehry, rivelando come il movimento e le forme organiche siano stati il motore costante della sua poetica. Il percorso espositivo accoglie opere celebri come la monumentale scultura in acciaio inossidabile “Bear with Us” e le iconiche lampade a forma di pesce e serpente, realizzate con materiali sperimentali come il ColorCore Formica. Accanto alle sculture, una selezione di disegni ad acquerello e inchiostro documenta l'energia vitale del segno che ha preceduto ogni sua grande opera architettonica, dal Guggenheim di Bilbao alla Fondation Louis Vuitton.

Frank Gehry, Bear with Us, 2014, acciaio inossidabile 316L, 115,6 × 215,3 × 111,1 cm, edizione di 4 © Frank O. Gehry. Foto: Benjamin Lee Ritchie Handler

14. Hiroshi Sugimoto: Form Is Emptiness, Singapore Art Museum (SAM), Singapore, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 Il Singapore Art Museum ospita una grande retrospettiva dedicata a Hiroshi Sugimoto, uno dei più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea. La mostra ripercorre la ricerca pluridecennale dell'artista giapponese, celebre per la sua capacità di catturare l'invisibile attraverso esposizioni lunghissime e una perfezione tecnica quasi trascendentale. Il percorso espositivo presenta le serie più iconiche della sua carriera: dai Theaters, dove l'intero svolgimento di un film è sintetizzato in un unico fotogramma di luce bianca, ai Seascapes, visioni minimaliste di mari e cieli che evocano un senso di eternità primordiale. L'allestimento include anche i lavori dedicati alle forme matematiche e ai fulmini, esplorando il legame profondo tra arte, scienza e filosofia.

Hiroshi Sugimoto, Brush Impression, Heart Sutra, 2023, 288 stampe uniche alla gelatina d'argento, installazione curva, dimensioni 453,4 x 1949,5 x 3,8 cm © Hiroshi Sugimoto, per gentile concessione della Lisson Gallery

15. A Beautiful Elsewhere, Power Station of Art, Shanghai, dal 25 aprile al 29 luglio 2026 Un viaggio tra i linguaggi dell'arte contemporanea attraverso lo sguardo di una delle istituzioni più prestigiose al mondo. Il Power Station of Art di Shanghai presenta “A Beautiful Elsewhere”, una grande mostra collettiva che celebra il patrimonio artistico della Fondation Cartier pour l’art contemporain. Il progetto espositivo propone una narrazione multidisciplinare dove pittura, fotografia, design e video installazioni dialogano per esplorare la complessità della società globale. Attraverso una selezione di opere iconiche della collezione, la rassegna mette in scena visioni che spaziano dalla riflessione antropologica alla ricerca estetica pura, coinvolgendo artisti di fama internazionale. Il percorso si configura come un atlante di storie e territori "altrove", invitando il pubblico a superare i confini geografici e culturali per immergersi in una bellezza diffusa e multiforme. Visitabile fino al 19 luglio 2026, l'esposizione conferma la missione della Fondazione nel sostenere la creazione artistica come strumento di comprensione del presente.

Courtesy Fondation Cartier pour l’art contemporain

Il mese di maggio, per ogni appassionato d’arte, è fitto di appuntamenti da non perdere in tutto il mondo. Il baricentro di questo fermento è senza dubbio la Biennale di Venezia, che continua ad attrarre l'attenzione internazionale di appassionati, professionisti del settore, e collezionisti attraverso un dibattito acceso – tra polemiche, dimissioni, cambi di rotta e rinunce ai premi – e una programmazione che segna profondamente la scena attuale.

Florentina Holzinger , "Seaworld Venice" Padiglione Austria Biennale Arte 2026 Foto: Nicole Marianna Wytyazak

Allo stesso tempo, maggio si conferma il mese della New York Art Week, un momento in cui la metropoli americana si riafferma come fulcro del mercato internazionale. Tra appuntamenti consolidati come Frieze e TEFAF New York al Park Avenue Armory, la città mostra il meglio dell’arte contemporanea grazie a nuove mostre e iniziative che coinvolgono l’intero network delle gallerie cittadine.

Tuttavia, il calendario delle mostre da vedere nel mese di maggio non si esaurisce in questi due poli. Da Milano, con l'omaggio a Jannis Kounellis alla Galleria di 10 Corso Como, a Roma con gli autoritratti di Francesca Woodman da Gagosian, passando per Torino con le fotografie di Walter Pfeiffer, in Italia le opportunità che valgono una gita fuori porta sono davvero tante.

Allargando lo sguardo, ad altre latitudini, le proposte delle istituzioni e delle gallerie internazionali non sono da meno: dall’attesissima personale di Björk a Reykjavík – dopo la sua apparizione con un dj set alla Biennale – alle visioni ambientali dei SUPERFLEX in Danimarca, fino alla retrospettiva su Jasper Johns al Guggenheim di Bilbao.

SUPERFLEX, The Ark Factory, 2026. Photo: Anders Sune Berg

Per orientarsi in questo panorama così denso, abbiamo selezionato 15 mostre da vedere a maggio che rappresentano le tappe fondamentali di questo mese straordinario per l'arte contemporanea.

Immagine di apertura: Walter Pfeiffer Untitled, 2004 Lambda print on Kodak paper, 50 × 34,5 cm © Walter Pfeiffer. Galerie Gregor Staiger, Zurich / Milan

1. Jannis Kounellis. Untitled, Galleria 10 Corso Como, Milano, dal 13 maggio al 16 giugno 2026 Jannis Kounellis. Untitled Detail © Lucrezia Roda Courtesy Galleria Fumagalli

La Galleria di 10 Corso Como rende omaggio al maestro dell’Arte Povera Jannis Kounellis con un progetto speciale realizzato in collaborazione con la Galleria Fumagalli, “Jannis Kounellis. Untitled" visitabile dal 13 maggio al 16 giugno. Curata da Alessio de' Navasques, l'esposizione propone un'unica grande installazione del 2009 composta da settanta cappotti neri. L’opera occupa gli spazi dalla chiara impronta industriale della galleria, e utilizza gli indumenti come tracce di vite vissute e simboli di memoria collettiva. Attraverso questa sequenza di cappotti, capi caricchi di significati e riferimenti culturali, Kounellis affronta temi quali la condizione umana in transito, le migrazioni e la ricerca costante di significato nella vita di ogni persona. Un'occasione per riscoprire la potenza di un linguaggio che approda a una solennità monumentale capace di interrogare le urgenze del nostro tempo.

2. Brian Eno. My Light Years, Crociera dell’Ospedale Vecchio, Parma, dal 1° maggio al 2 agosto 2026 Brian Eno, My Light Years, Crociera dell'Ospedale Vecchio, Parma

Dal 1° maggio al 2 agosto 2026, Parma ospita l’universo visivo e sonoro di Brian Eno con il progetto espositivo SEED e My Light Years. Curata in collaborazione con il Comune di Parma, la rassegna si sviluppa come un percorso diffuso che riapre alla cittadinanza spazi storici della città, trasformandoli attraverso l'arte generativa e la luce. L'intervento si articola in due sedi principali: l'Ospedale Vecchio, dove la monumentale Crociera accoglie installazioni audiovisive e nuove light boxes, e i Giardini di San Paolo, che ospitano l'installazione audio site-specific SEED. In questi ambienti, Eno esplora il confine tra suono e immagine, creando ecosistemi multimediali in continua mutazione. L'opera si propone come una riflessione sulla condizione umana e sulla pratica artistica come strumento sociale, invitando il pubblico a un'esperienza immersiva nel paesaggio urbano.

3. Walter Pfeiffer. In Good Company, Pinacoteca Agnelli, Torino, dal 30 aprile al 13 settembre 2026 Installation view Walter Pfeiffer. In Good Company  Pinacoteca Agnelli, Torino, 2026 Image Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino. Ph. Credit Sebastiano Pellion di Persano

Il desiderio, la bellezza e l’identità queer si incontrano in un racconto visivo che scardina i canoni estetici tradizionali. La Pinacoteca Agnelli di Torino presenta la prima estesa retrospettiva italiana dedicata a Walter Pfeiffer, a cura di Simon Castets e Nicola Trezzi, che ripercorre oltre cinquant'anni di carriera dell'artista svizzero. Il percorso espositivo mette in luce l'evoluzione di un linguaggio capace di rivoluzionare la fotografia di moda e il ritratto contemporaneo. Dalle prime prove iperrealiste degli anni Settanta, fino alle celebri immagini a colori e ai video più recenti, la mostra espone un vasto corpus di opere caratterizzate da un'estetica immediata e apparentemente spontanea. Pfeiffer esplora il corpo e la sua rappresentazione con un mix unico di ironia e leggerezza, celebrando la libertà di espressione.

4. Francesca Woodman. Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, Gagosian, Roma, dal 29 aprile al 31 luglio 2026 Courtesy of the Woodman Foundation and Gagosian. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome

La galleria Gagosian di Roma dedica a Francesca Woodman la mostra “Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid”, un'indagine profonda sul legame tra la fotografa statunitense e il Surrealismo. Attraverso circa cinquanta stampe, molte delle quali inedite, l'esposizione ripercorre la poetica di un'artista che ha fatto dell'autoritratto il cardine di una drammaturgia dell'io. Le immagini, realizzate tra ambienti naturali e interni trasandati, mettono in scena corpi nudi o velati che dialogano con oggetti quotidiani carichi di valenze simboliche: guanti, conchiglie e maschere diventano strumenti di una narrazione sospesa tra realtà e sogno. Woodman, che visse a Roma alla fine degli anni Settanta frequentando la scena artistica d’avanguardia, utilizza la mise-en-scène per esplorare i temi dell'identità e della metamorfosi.

5. Helter Skelter. Arthur Jafa e Richard Prince, Fondazione Prada, Venezia, dal 9 maggio al 23 novembre 2026 Veduta della mostra “Helter Skelter: Arthur Jafa e Richard Prince”. Foto: Andrea Rossetti. Per gentile concessione della Fondazione Prada. Arthur Jafa, Viriconium, 2026 

In una Biennale in cui il padiglione degli Stati Uniti ha fatto parlare di sé quasi soltanto per il numero esiguo di visitatori che lo ha attraversato nei giorni della preapertura, la sede veneziana della Fondazione Prada riprende le redini del discorso sull’immaginario americano, tra miti popolari e tensioni sociali, riletto attraverso il dialogo tra due figure chiave dell’arte contemporanea: Arthur Jafa e Richard Prince. La mostra “Helter Skelter” esplora le complessità della cultura visiva degli Stati Uniti, utilizzando il campionamento di immagini e la riappropriazione di icone per analizzare temi come l'identità, il potere e la rappresentazione del corpo nero e della provincia americana. Jafa e Prince, pur partendo da presupposti differenti, condividono un approccio critico verso i media e la storia, decostruendo i simboli del sogno americano per rivelarne le zone d'ombra.

6. Charlotte Perriand. Living Modernism, Museum der Moderne Salzburg, Salisburgo, dal 1° maggio al 13 settembre 2026 Charlotte Perriand. Modern Living: Design, Photography, Architecture - Exhibition view, Museum der Moderne Salzburg, 2026 © Archives Charlotte Perriand, Bildrecht Vienna, 2026, Museum der Moderne Salzburg, Photo: wildbild, Herbert Rohrer

Il Museum der Moderne Salzburg ospita la mostra “Charlotte Perriand Living Modernism”, la prima grande retrospettiva in Austria dedicata alla progettista francese. Il percorso espositivo celebra una figura che ha segnato il design del Novecento, capace di unire rigore tecnico e sensibilità per la natura in una visione olistica del quotidiano. Attraverso la collaborazione con l’Archivio Charlotte Perriand e il supporto di Cassina, l’allestimento propone ricostruzioni storiche – come il celebre Salon d’Automne del 1929 – accanto a mobili iconici e progetti meno noti. La fotografia ad esempio, emerge come strumento fondamentale nella ricerca di Perriand, fonte di ispirazione per volumi e materiali. Visitabile dal 1° maggio al 13 settembre 2026 presso la sede del Mönchsberg, l'esposizione restituisce l'attualità di una visione che ha trasformato l'ambiente domestico in una "macchina per abitare" a misura d'uomo.

7. Jasper Johns: Night Driver, Museo Guggenheim Bilbao, Bilbao, date dal 29 maggio al 12 ottobre 2026 Flags, 1987 Encausto e collage su tela 65,5 x 83,8 cm Collezione dell'artista © Jasper Johns, VEGAP, Bilbao, 2026 

Oltre centoquaranta opere raccontano il percorso di un artista che ha trasformato i simboli della quotidianità in icone universali. Il Museo Guggenheim di Bilbao ospita “Jasper Johns: Night Driver”, un’ampia retrospettiva che analizza l’evoluzione di un linguaggio capace di superare l’Espressionismo Astratto per anticipare le istanze della Pop Art. L'esposizione, curata da Enrique Juncosa, raccoglie dipinti, sculture e disegni che documentano la ripetizione ossessiva di soggetti come bandiere, bersagli e numeri, elevati a oggetti di indagine. Il percorso include anche le storiche collaborazioni con Samuel Beckett e Merce Cunningham, arrivando fino alle serie più recenti come “Catenary”. In particolare, la mostra approfondisce la fase creativa degli anni Novanta e Duemila, caratterizzata da un approccio più introspettivo e autobiografico rispetto all'ironia degli esordi.

8. SUPERFLEX – Come Hell or High Water, ARKEN Museum of Contemporary Art, Ishøj, date dal 7 maggio 2026 al 3 gennaio 2027 SUPERFLEX. Foto: Kavian Borhani

Un giorno l'Arken Museum sarà sott'acqua. Da questa visione nasce “Come Hell Or High Water”, mostra del collettivo SUPERFLEX che trasforma il museo in nave affondata e arca per la sopravvivenza delle specie. Immersi in una luce blu e protetti da barricate, gli spazi accolgono casse di trasporto che ripercorrono oltre trent'anni di carriera in bilico tra arte e attivismo. Il cuore del progetto è “The Ark Factory”, una vera fabbrica dove i visitatori assistono alla creazione di un'arca destinata non a galleggiare, ma a inabissarsi per diventare barriera corallina artificiale. Un invito a ripensare la coesistenza tra tutti gli esseri viventi, trasformando l'incertezza in uno spazio d'azione e di immaginazione per un futuro comune, oltre l'imminente crisi ambientale del nostro pianeta.

9. Volveré y seré millones. Wynnie Mynerva, Société Berlin, Berlino, dal 1° maggio al 27 giugno 2026 Courtesy the artist and Société Berlin

La memoria collettiva e il potere delle icone popolari si intrecciano in un’indagine visiva sulle radici dell’identità politica e sociale. La galleria Société di Berlino presenta “Volveré y seré millones”, mostra personale dell’artista sudamericana Wynnie Mynerva, che esplora come le immagini di figure storiche e attivisti vengano rielaborate nel linguaggio dell'arte contemporanea. Il titolo, che richiama le celebri parole attribuite a Eva Perón, introduce un percorso dedicato alla persistenza del mito e alla sua capacità di generare nuovi significati nel presente. Attraverso una selezione di opere che spaziano dalla pittura all'installazione, l'esposizione analizza il confine sottile tra celebrazione e critica, documentando come il volto e il corpo diventino simboli di lotta e appartenenza. Minerva qui decostruisce l’estetica della propaganda e della cultura di massa per riflettere sulla fragilità delle ideologie e sulla forza della testimonianza individuale.

10. Björk: Echolalia, National Gallery of Iceland, Reykjavík, dal 30 maggio al 20 settembre 2026 Björk © Viðar Logi

Un palcoscenico teatrale dove la musica incontra la ritualità e la natura nel cuore di Reykjavik. La National Gallery of Iceland presenta Echolalia, una mostra di Björk che trasforma l’intero museo in uno spazio per esplorare i confini tra arte e tecnologia. Il progetto mette in scena tre installazioni audiovisive monumentali, tra cui due opere elegiache composte in onore della madre, affiancate da un brano inedito che anticipa il prossimo album dell'artista. Il percorso si snoda tra processioni rituali ambientate in vallate remote e imponenti architetture corali: trenta altoparlanti diffondono le singole voci del coro Hamrahlíð, permettendo al pubblico di muoversi tra le diverse frequenze sonore. La rassegna include anche Metamorphlings, sezione dedicata alle celebri maschere realizzate da James Merry, storico collaboratore di Björk.

11. Zurbarán, National Gallery, Londra, date dal 2 maggio al 23 agosto 2026 Francisco de Zurbarán, «Cristo e la Vergine nella casa di Nazareth» 1640 circa Immagine: The Cleveland Museum of Art, Fondo Leonard C. Hanna Jr. 1960.116 © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio

Un naturalismo vivido e una profonda carica spirituale portano a Londra, per la prima volta nel Regno Unito, l’opera di uno dei grandi maestri del Seicento spagnolo. La National Gallery ospita la prima grande retrospettiva monografica dedicata a Francisco de Zurbarán, figura centrale della Siviglia barocca capace di fondere il realismo di Caravaggio con un’intensa misticità. Il percorso espositivo, organizzato in collaborazione con il Louvre e l’Art Institute di Chicago, raccoglie capolavori provenienti da tutto il mondo: dalle monumentali pale d’altare commissionate dagli ordini religiosi alle celebri nature morte. Celebre per la maestria tecnica nel ritrarre i tessuti – dalle sete sontuose alle austere vesti monacali – Zurbarán trasforma oggetti quotidiani in simboli carichi di significato. La mostra, visitabile dal 2 maggio al 23 agosto 2026, include anche rare opere del figlio Juan, offrendo uno sguardo completo su una pittura che continua a emozionare per la sua rigorosa semplicità.

12. Hujar: Contact, The Morgan Library & Museum, New York, dal 22 maggio al 25 ottobre 2025 Susan Sontag. Peter Hujar Collection, Morgan Library & Museum, New York.

Il volto di una New York underground emerge attraverso lo sguardo di uno dei più grandi ritrattisti del Novecento. La Morgan Library & Museum presenta “Peter Hujar: Contact”, un'esposizione che esplora il processo creativo del fotografo statunitense attraverso i suoi provini a contatto, offrendo una prospettiva inedita sulla sua ricerca estetica. La mostra documenta la capacità di Peter Hujar di catturare l'essenza nuda e vulnerabile dei suoi soggetti, dalle icone della scena artistica e intellettuale della Downtown agli scorci di una città in perenne trasformazione. Attraverso la selezione dei provini, il percorso mette in luce la meticolosa precisione tecnica e l'empatia profonda che caratterizzano ogni suo scatto, rivelando come l'artista costruisse l'immagine finale partendo da un dialogo silenzioso con il reale.

13. Frank Gehry, Gagosian, Beverly Hills, dal 14 maggio al 27 giugno 2026 Frank Gehry, Bear with Us, 2014, acciaio inossidabile 316L, 115,6 × 215,3 × 111,1 cm, edizione di 4 © Frank O. Gehry. Foto: Benjamin Lee Ritchie Handler

Icone zoomorfe in metallo e strutture sinuose che sfidano la forza di gravità portano l'eredità di uno dei padri dell'architettura contemporanea a Beverly Hills. La galleria Gagosian presenta una mostra dedicata a Frank Gehry, la prima retrospettiva organizzata dopo la sua scomparsa nel 2025, realizzata in stretta collaborazione con la famiglia e lo studio dell'artista. L'esposizione mette in luce il lato più scultoreo e intimo della ricerca di Gehry, rivelando come il movimento e le forme organiche siano stati il motore costante della sua poetica. Il percorso espositivo accoglie opere celebri come la monumentale scultura in acciaio inossidabile “Bear with Us” e le iconiche lampade a forma di pesce e serpente, realizzate con materiali sperimentali come il ColorCore Formica. Accanto alle sculture, una selezione di disegni ad acquerello e inchiostro documenta l'energia vitale del segno che ha preceduto ogni sua grande opera architettonica, dal Guggenheim di Bilbao alla Fondation Louis Vuitton.

14. Hiroshi Sugimoto: Form Is Emptiness, Singapore Art Museum (SAM), Singapore, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026 Hiroshi Sugimoto, Brush Impression, Heart Sutra, 2023, 288 stampe uniche alla gelatina d'argento, installazione curva, dimensioni 453,4 x 1949,5 x 3,8 cm © Hiroshi Sugimoto, per gentile concessione della Lisson Gallery

Il Singapore Art Museum ospita una grande retrospettiva dedicata a Hiroshi Sugimoto, uno dei più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea. La mostra ripercorre la ricerca pluridecennale dell'artista giapponese, celebre per la sua capacità di catturare l'invisibile attraverso esposizioni lunghissime e una perfezione tecnica quasi trascendentale. Il percorso espositivo presenta le serie più iconiche della sua carriera: dai Theaters, dove l'intero svolgimento di un film è sintetizzato in un unico fotogramma di luce bianca, ai Seascapes, visioni minimaliste di mari e cieli che evocano un senso di eternità primordiale. L'allestimento include anche i lavori dedicati alle forme matematiche e ai fulmini, esplorando il legame profondo tra arte, scienza e filosofia.

15. A Beautiful Elsewhere, Power Station of Art, Shanghai, dal 25 aprile al 29 luglio 2026 Courtesy Fondation Cartier pour l’art contemporain

Un viaggio tra i linguaggi dell'arte contemporanea attraverso lo sguardo di una delle istituzioni più prestigiose al mondo. Il Power Station of Art di Shanghai presenta “A Beautiful Elsewhere”, una grande mostra collettiva che celebra il patrimonio artistico della Fondation Cartier pour l’art contemporain. Il progetto espositivo propone una narrazione multidisciplinare dove pittura, fotografia, design e video installazioni dialogano per esplorare la complessità della società globale. Attraverso una selezione di opere iconiche della collezione, la rassegna mette in scena visioni che spaziano dalla riflessione antropologica alla ricerca estetica pura, coinvolgendo artisti di fama internazionale. Il percorso si configura come un atlante di storie e territori "altrove", invitando il pubblico a superare i confini geografici e culturali per immergersi in una bellezza diffusa e multiforme. Visitabile fino al 19 luglio 2026, l'esposizione conferma la missione della Fondazione nel sostenere la creazione artistica come strumento di comprensione del presente.