Torino. L’essenza del Kosovo nei covoni di Lala Meredith-Vula

Direttamente da dOCUMENTA14, la fotografa lanciata da Damien Hirst racconta in una mostra a Torino il passato mitico e rurale dei Balcani prima e dopo la guerra.

Haystacks, Lala Meredith-Vula, 1989-in corso.

“Il contesto in cui è collocata un’opera d’arte gioca un ruolo fondamentale per la comprensione dell’opera d’arte stessa. Per me è stato necessario tornare a casa per scoprire il vero significato della mia ricerca”. Così Lala Meredith-Vula, artista e fotografa kosovara naturalizzata inglese, introduce la serie “Haystacks” (1989 – in corso) ora in mostra alla Galleria Alberto Peola di Torino dopo l’esposizione a dOCUMENTA14.

Haystacks, Lala Meredith-Vula, 1989-in corso.
Lala Meredith-Vula, Haystacks (1989-in corso), curato da Monika Szewczyk, Alberto Peola Arte Contemporanea

“Haystacks” sono fotografie in bianco e nero di medie e grandi dimensioni che l’artista ha scattato nelle campagne del Kosovo a partire dal 1989 per riconnettersi con il suo Paese d’origine e riconciliare il suo passato provinciale, il richiamo della terra, con le istanze artistiche più contemporanee dei Young British Artists di cui faceva parte e con cui ha partecipato alla celebre mostra Freeze allestita a Londra da Damien Hirst nel 1988.

Galleria
Lala Meredith-Vula, Select Haystacks (1989-ongoing), curato da Monika Szewczyk, Alberto Peola Arte Contemporanea

Dopo la laurea al Goldsmith College, la Meredith-Vula è infatti tornata dal padre architetto a Priština per condurre insieme una ricerca sulle strutture locali tipiche e studiare le forme abitative precedenti alla geografia politica post-conflitto balcanico. Ne è uscito un progetto di fotografia documentaristica in itinere tutto incentrato sulla figura archetipica del pagliaio, già soggetto prediletto di artisti come Henry Fox Talbot, Monet, Van Gogh e altri impressionisti.

“Nei campi della mia città natale ho assistito a uno stile di vita antico come la terra stessa. E ho visto che i contadini creavano inconsciamente strane sculture che avevano la stessa presenza di opere scultoree moderne. La mia ricerca era finita: nel paesaggio del Kosovo avevo trovato il punto d’incontro tra il mio nuovo mondo dell’arte e il mio passato” continua la Meredith-Vula. A ogni fotografia corrisponde un pagliaio, personaggio animato e sospeso nel tempo – da cui la scelta del bianco e nero – che sembra raccontare tempi mitici e lontani. Prima della guerra, delle faide, delle pulizie etniche e della violenza dell’uomo sull’uomo. 

Mostra:
Select Haystacks (1989-ongoing)
Curatore:
Monika Szewczyk
Luogo:
Galleria Alberto Peola
Fotografo:
Beppe Giardino
Indirizzo:
via Della Rocca, 29, Torino
Durata:
dal 3 novembre al 22 dicembre 2018
Orari di apertura:
mar-sab, ore 15-19. Mattino su appuntamento.

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