Iraq: esserci è il segno

L'arte irachena torna a Venezia dopo una fugace apparizione trentacinque anni fa.

La sola presenza dell'Iraq in questo momento è già un segno positivo, il desiderio di cambiare pagina, il recupero di quel lusso che è fare l'arte e l'inizio del distacco dalla guerra. Collocato in fondo a via Garibaldi, nella zona popolare di Castello, il padiglione è allestito al primo piano di un edificio dall'aspetto cadente, sede della Fondazione Gervasuti, in un interno délabré che risulta perfetto.
A proposito dello spazio "consumato" una premessa sembra necessaria. Negli anni Settanta aveva inizio il trasferimento degli artisti, che contestavano "il sistema" tutto e quello dell'arte in particolare, in edifici abbandonati. In cerca di luoghi non asettici, di spazi alternativi e di occasioni espositive cominciavano a creare una nuova estetica opposta al white cube, sempre più percepito come troppo borghese e spesso anche inadatto a nuove forme dell'installazione e della relazione col pubblico. Alla ricerca di spazi e forme diverse da alternativi, gli artisti, sono diventati involontariamente strumento di gentrificazione. Alle mostre e alla presenza del pubblico seguivano lentamente e inesorabilmente gli immobiliaristi, i quali, capita l'antifona, si sono fatti promotori di operazioni volte a favorire le mostre negli immobili destinati all'abbattimento e più raramente al restauro. Anche amministrazioni pubbliche, spesso a corto di denaro, ne hanno visto il potenziale promuovendo eventi in edifici perlopiù ex-industriali di cui si sono trovati a gestire la problematicità.
In alto: Azad Nankeli, Au (acqua); qui: Adel Abidin, Consumption of war, dettaglio dell'installazione
In alto: Azad Nankeli, Au (acqua); qui: Adel Abidin, Consumption of war, dettaglio dell'installazione
In questo processo si è appunto costruita un'estetica dell'allestimento che ha imparato a misurarsi con questi spazi, che è divenuta essa stessa molto sofisticata con allestimenti costosissimi e persino molto chic quando con essa si sono misurati artisti e curatori di fama internazionale e solido mercato.

Questo del padiglione iracheno è però un caso in cui la sintonia tra il discorso degli artisti e lo spazio è genuinamente coincidente. L'appartamento evoca le distruzioni e gli abbandoni della guerra e gli artisti appaiono davvero coloro che ritornano, anche perché nessuno di loro vive oggi in Iraq, in un luogo abbandonato e, nonostante tutto, gli ridanno forma. Il tema scelto dalla curatrice Mary Angela Schroth, "Acqua ferita" non è pretestuoso - l'Iraq è la terra dei grandi fiumi Tigri ed Eufrate e petrolio da cui la nostra civiltà discende - è preciso invece e di estrema attualità. L'acqua che manca, l'acqua inquinata, l'acqua contesa, l'acqua che purifica, l'acqua insanguinata e quella 'madre'.
Adel Abidin, Consumption of war, video proiezione
Adel Abidin, Consumption of war, video proiezione
Tra i lavori esposti, spiccano quello, forse un po' troppo letterale, di Azad Nanakeli che vive a Firenze; quello toccante, specie assieme al breve testo che lo accompagna, di Ali Assaf che dice il suo ritorno ad Al Basrah, la città natale, dopo 36 anni vissuti a Roma, e soprattutto le due stanze del più giovane Adel Abidin che ha assorbito la luce del Nord in cui vive: Helsinki. Nella prima, i resti di un ufficio con una fotografia quasi disperata, nella seconda un video, Consumption of War, in cui due manager si combattono con spade da Star Wars: la lotta fra multinazionali per il controllo del petrolio, per la cui estrazione si consumano un barile e mezzo d'acqua per ogni barile d'oro nero. Mentre milioni di persone non hanno accesso all'acqua, quella per vivere. Simona Bordone
Il tema scelto dalla curatrice "Acqua ferita" non è pretestuoso - l'Iraq è la terra dei grandi fiumi Tigri ed Eufrate e petrolio da cui la nostra civiltà discende

Ultimi articoli di Arte

Altri articoli di Domus

China Germany India Mexico, Central America and Caribbean Sri Lanka Korea icon-camera close icon-comments icon-down-sm icon-download icon-facebook icon-heart icon-heart icon-next-sm icon-next icon-pinterest icon-play icon-plus icon-prev-sm icon-prev Search icon-twitter icon-views icon-instagram