Si presume che il multiculturalismo, per le nazioni etnicamente omogenee, sia stato un discorso nuovo prima della diffusione della modernità e dei nuovi media; ma le condizioni geopolitiche hanno messo certi Paesi di fronte a questa sfida ben prima. L'Iran – che si trova nel cuore dell'Eurasia ed è la cerniera tra varie civiltà – è stato storicamente uno straordinario terreno di incontro tra differenti razze e culture. Al culmine della potenza dell'impero persiano questa sfera includeva un'importante parte dell'Asia nonché territori dell'Africa e dell'Europa orientale. L'ampia gamma di influssi culturali che si trova all'interno questi vasti confini geografici può essere rintracciata nell'arte e nell'architettura persiane. Sulla base delle scoperte degli archeologi è noto che Persepoli – tra le più importanti vestigia dello splendore achemenide – dal punto di vista architettonico è un ibrido di estetiche e tecniche originarie dei vasti territori persiani che gravitavano intorno all'antica Parsa.

Anche se i confini negli ultimi venticinque secoli sono di volta in volta cambiati, il Paese ha conservato questa caratteristica. Frequenti guerre e scontri tra persiani e potenze confinanti sono stati una significativa causa di pluralismo artistico e culturale. Importanti invasioni di greci, arabi e mongoli hanno introdotto in Persia una vasta gamma di influssi culturali, facendone un crogiolo di civiltà. La fusione è continuata per secoli, dando luogo a una fisionomia complicata e caleidoscopica, che si esprime nel ricco patrimonio culturale iraniano. Gli iraniani di oggi sono eredi di questo patrimonio straordinariamente complesso, e sono stati continuamente costretti a dedicare molte energie allo sforzo di integrare questi contributi culturali disomogenei. Ma i mezzi di comunicazione moderni hanno catapultato il fenomeno a un livello superiore. Benché l'Iran negli ultimi trent'anni abbia attraversato una condizione di turbolenza, ostacolando l'entusiasmo degli iraniani a integrarsi con il resto del mondo, e benché le barriere allo scambio di informazioni siano rimaste sotto il controllo del potere, gli influssi culturali che passano attraverso i media sono ancora importanti. Oggi Internet e i canali televisivi satellitari sono importanti fonti di informazione per molti iraniani. Le immagini e l'informazione visiva, nella loro qualità di linguaggio universale, hanno avuto grande incidenza sulla cultura iraniana contemporanea. L'attuale flusso di immagini ha dato luogo a un nuovo, sfaccettato ed eclettico repertorio visivo, che ha avuto parte sostanziale nella formazione degli stili di vita iraniani contemporanei, articolandosi in arti visive, moda e architettura.

Il governo iraniano ha elaborato il concetto e la retorica di una "aggressione culturale" dei media occidentali, suggerendo che da parte di questi ultimi sia in atto un tentativo organizzato e premeditato di corrompere la società dal punto di vista culturale. Tutti i canali televisivi del Paese sono gestiti in esclusiva dal governo mentre questa 'filosofia' viene messa in pratica con decisione, con il tentativo sistematico di eliminare i 'dannosi' messaggi dei media occidentali. A parte i criteri di filtro politico, la censura comprende anche tutti gli aspetti del comportamento pubblico e privato che siano considerati contrari alla legge islamica. Certi aspetti della vita e i contenuti visivi che vi sono associati vengono perciò totalmente cancellati dai media ufficiali iraniani. È attivo un imponente sistema di sorveglianza e anche i programmi in diretta, come le trasmissioni sportive, vengono diffusi in differita per consentirne la supervisione.

Mentre l'azione del governo nel periodo postrivoluzionario si è dedicata a delineare la cosiddetta "identità irano-islamica", il patrimonio visivo iraniano nell'era delle tecnologie della comunicazione è stato permeato da immagini provenienti da molte fonti distanti. Pur essendo la cultura iraniana storicamente in grado di fondere elementi culturali diversi, questa capacità non viene sfruttata attivamente, e le occasioni di un "dialogo tra civiltà" privo di pregiudizi diminuiscono. Le sfide della globalizzazione e del multiculturalismo in Iran vengono vissute in modo particolare per la divergenza tra la politica di controllo statale e le inclinazioni culturali di molti. Anche se l'Iran è, dal punto di vista demografico, una società confessionale, tra gli iraniani ci sono differenze di opinione, di comportamento e di limiti di tolleranza. Tuttavia i criteri e le strategie ufficiali non riconoscono molte di queste tendenze, benché certe posizioni intellettuali vengano accettate e integrate cammin facendo. Perciò il processo di sintesi multiculturale ha due diversi aspetti, nella sfera pubblica e in quella privata. Mentre certi codici culturali sono ufficialmente banditi e cancellati dalla sfera pubblica, il loro inevitabile influsso si rivela in quella privata. Lo spazio urbano, in quanto parte importante della sfera pubblica, deve corrispondere ai criteri ufficiali e quindi è privo o ignaro di un gran numero di funzioni, comportamenti e codici visivi di solito presenti in molte città contemporanee. Queste funzioni sono state ridimensionate, trasformate e reinterpretate per adattarsi a spazi privati, e questo è un fattore fondamentale nell'analisi dello specifico fenomeno culturale iraniano.

Questo spazio mentale interstiziale tuttavia si è sviluppato in modi diversi. I comportamenti fisici possono facilmente essere controllati e gestiti, ma l'incidenza culturale subliminale su questa sfera astratta agisce in ultima analisi sull'esperienza degli individui. È uno spazio colmato da un miscuglio di idee e immagini che hanno origine in molte fonti diverse, dove influssi profondi provenienti da spazi pubblici e privati, fisici e virtuali, passati e presenti sono giustapposti o fusi l'uno con l'altro. Benché nella "biblioteca visiva" la scissione tra immagini pubbliche e private si allarghi, la portata di questo spazio mentale, destinato a collegare le due sfere, aumenta. Poiché queste entità non vivono in questo spazio mentale di intermediazione in forma concreta, pura, esso potrebbe costituire lo scenario della creatività e dell'elaborazione di idee nuove. Ma senza possibilità di associare con la realtà questo spazio astratto, esso conserverà la propria vitalità senza esprimersi in modo concreto.

Mentre codici visivi di entrambe le parti si proiettano in questo spazio intermedio, la lacuna viene colmata da un misto di sentimenti di desiderio, nostalgia, fantasia o allucinazione. Influssi e sentimenti dissociati dalla materialità qui si mescolano a comporre un brodo transpaziale e transculturale che appare come una ricetta di globalizzazione con varianti particolari e sapori aggiuntivi, cucinata in una pentola a pressione.