Oasi Architects sperimenta riuso e autocostruzione nella propria casa di provincia

A Legnano, lo studio recupera le tecniche costruttive delle cascine lombarde per la ristrutturazione di una casa di corte novecentesca, dove anche il funzionamento quotidiano della casa, dal riscaldamento alla manutenzione, è un progetto condiviso.

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025

Foto Andrea Angiolini

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Domus 1110, marzo 2026. 

La casa di via Ferrara, a Legnano, è il progetto più recente di Oasi Architects, che prosegue, riorienta e radicalizza la ricerca di alta qualità sul tema della casa di provincia condotta dallo studio negli ultimi 15 anni. Francesco Enea Castellanza e Pietro Ferrario fondano Oasi Architects nel 2009 a Busto Arsizio, la loro città d’origine, annegata nell’urbanità diffusa della regione metropolitana milanese. Dopo gli studi al Politecnico di Milano e alcune collaborazioni importanti e formative – Ferrario lavora con l’artista Alberto Garutti e poi con lo studio milanese Laboratorio Permanente – il duo elegge il proprio territorio a terreno di sperimentazione privilegiato sugli spazi e le estetiche dell’abitazione contemporanea.

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025. Foto Andrea Angiolini

Le case di Oasi Architects sono atti di resistenza contro l’edilizia standardizzata e reinterpretazioni colte di due delle tipologie residenziali più diffuse nei dintorni di Milano: la villetta tardonovecentesca e la più antica casa di corte. La prima diventa monomaterica in calcestruzzo a vista e si arricchisce di un poetico patio d’ingresso a Fagnano Olona (2017), mentre a Segrate (2020) si modella come una trascrizione ironica del regolamento edilizio locale, incurvandosi per rispettare le distanze dagli edifici vicini.

Ho posato il parquet di recupero con i miei figli.

Pietro Ferrario, Oasi Architects

La casa di corte è reinventata come un patchwork controllatissimo di spazialità e materie esistenti e contemporanee – per esempio a Sacconago (2024). Le case di provincia di Oasi Architects sono frammenti di un possibile paesaggio diffuso di qualità: per la sua continuità e sistematicità, la loro riflessione sullo spazio privato acquista un valore civico e politico.

Foto Andrea Angiolini

Il progetto di via Ferrara conferisce un nuovo livello di ambizione e una connotazione più esplicitamente anti-sistemica a questa ricerca coerente – Ferrario parla di “anarchismo necessario”.

L’intervento sulla casa di corte convince per la sua intelligenza spaziale – dell’enfilade riscoperta delle stanze del piano terra, per esempio – e per la raffinatezza linguistica – con l’accostamento analogico di materiali e componenti, virtualmente privo di sintesi e memore delle sperimentazioni dell’architettura belga dell’ultimo decennio.
Sono caratteristiche comuni ai suoi antecedenti che qui, però, si accompagnano a una messa in discussione più profonda del processo.

Foto Andrea Angiolini

Autocommissionato da Ferrario, il cantiere si trasforma in un momento di riflessione e sperimentazione sulle tecniche costruttive vernacolari delle cascine lombardo-piemontesi, sui materiali naturali – la terra cruda, la paglia, la canapa –, sul riuso e sull’autocostruzione.
Artigiani e amici, colleghi e collaboratori sono coinvolti in un laboratorio in cui “il progetto esecutivo è sostituito in una dimensione del fare dal vivo”, come spiega Ferrario, che racconta: “Ho posato il parquet di recupero con i miei figli”.

Anche il funzionamento quotidiano della casa è un impegno condiviso: gli interni sono scaldati con una stufa a legna, ricaricata a turno, due volte al giorno. È una soluzione sfidante e uno statement oggi necessario, contro le illusioni domotiche e la falsa sostenibilità da superbonus.

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini

Oasi Architects, La casa di via Ferrara, Legnano, Italia, 2025 Foto Andrea Angiolini