L’Universidad de los Andes di Bogotà ha chiesto a tre ex studenti di progettare un edificio “carrillon”

Carolina Jaimes, Juan Esteban López e Alejandro Puentes hanno progettato un edificio che rappresenta una “pausa sonora” nel tessuto urbano della capitale colombiana. 

Per i tre architetti Carolina Jaimes, Juan Esteban López e Alejandro Puentes, ex studenti della Universidad de los Andes di Bogotà, il progetto del piccolo edificio auditorium situato proprio al crocevia della Facoltà di Architettura e di quella di Arte e Scienze Umanistiche, si rivela un atto di gratitudine e di responsabilità nei confronti del luogo dove sono cresciuti e si sono formati professionalmente.

L’edificio è concepito come una vera e propria scatola sonora, e il suo posizionamento, in parte ipogeo e interrato, asseconda lo sviluppo del programma spaziale, che prevedeva livelli a diversa intensità acustica. I piani inferiori ospitano le sale prove e di registrazione, progettate adattando gli standard internazionali per l’isolamento acustico e l’eliminazione delle vibrazioni alle condizioni tropicali di umidità e pressione di Bogotá, mentre i livelli superiori ospitano zone di circolazione, cabine di controllo e aree comuni, con la presenza del grande atrio vuoto centrale inteso come vera e propria camera di risonanza tra i diversi livelli.

Non avevamo mai lavorato insieme prima, ma sembrava una grande opportunità per fare qualcosa di significativo.

Juan Esteban López

Carolina Jaimes, Juan Esteban López, Alejandro Puentes, Contained Resonances, Bogotá, Colombia, 2024. Foto Mónica Barreneche

Il ribassamento dell’edificio crea inoltre un dialogo armonioso col paesaggio montuoso orientale del Monserrate, e la scelta dei materiali persegue l’integrazione con l’intorno: il cemento all’esterno si fonde con il cielo nuvoloso di Bogotá, mentre i tetti verdi e i giardini pluviali, piantumati con specie autoctone, si mescolano con la topografia del luogo, insieme ai nuovi percorsi pedonali che seguono il pendio del terreno senza alterarlo.

Gli interni in legno donano calore agli spazi della musica e attenuano l'acustica e la luce, trasformando ogni stanza in un microclima sonoro.

Il "carillon" si trova nelle immediate vicinanze dello storico edificio del Campito de San José, cuore pulsante sociale, culturale e artistico del campus universitario. Il progetto è esito di un concorso bandito nel 2017 e dedicato a alumni under 40, e la proposta vincitrice del trio si traduce in un oggetto architettonico sofisticato, non soltanto correttamente rispondente alle esigenze acustiche e funzionali, ma anche perfettamente integrato al paesaggio esistente, generando nuovi spazi collettivi per la comunità universitaria.

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